Cracco sotto assedio: la protesta di Ultima Generazione scuote il mondo della ristorazione

Assedio al ristorante di Cracco

di Lorenza Fumelli

La sera del 19 marzo 2025, il celebre ristorante di Carlo Cracco, situato nella Galleria Vittorio Emanuele II di Milano, si è trasformato nel palcoscenico di un dramma sociale. Un gruppo di attivisti di Ultima Generazione ha inscenato un sit-in pacifico al piano terra del locale, esponendo striscioni con slogan incisivi come “Il giusto prezzo” e “Ultima Generazione”. Un gesto audace: occupare un ristorante stellato per denunciare le disuguaglianze economiche. Perché, come sappiamo, se c’è un problema che attanaglia l’Italia, è l’accesso al risotto alla milanese con foglia d’oro. L’intervento della polizia ha rapidamente interrotto la protesta, ma non prima che il messaggio arrivasse rumoroso e chiaro sui social.

La denuncia: prezzi inaccessibili e disuguaglianze economiche

L’obiettivo dell’azione era puntare i riflettori su un tema che da sempre scuote le fondamenta della civiltà: i prezzi dei ristoranti stellati. Si sa, è scandaloso che un pasto da Cracco costi quanto un affitto. Eppure, il vero dramma sembra essere che chi fatica ad arrivare a fine mese non possa permettersi un uovo marinato su vellutata di topinambur. Gli attivisti denunciano un sistema che celebra la cucina d’autore come lusso per pochi, mentre fuori dalla Galleria Vittorio Emanuele II c’è chi deve scegliere tra la bolletta della luce e una spesa dignitosa. Per fortuna, ora il dibattito è aperto: si può ancora mangiare caviale senza sentirsi parte del problema?

La proposta agli chef: pasti gratuiti per chi non può permetterseli

Nel cuore della protesta, la proposta: chef stellati, aprite le vostre cucine ai meno abbienti, almeno una volta a settimana. Un’idea rivoluzionaria, che senza dubbio cambierà le sorti della povertà alimentare in Italia (sic). Perché, diciamocelo, se i ristoranti di lusso donassero un menu degustazione a settimana, il PIL raddoppierebbe e l’inflazione sparirebbe. Un piccolo sacrificio, insomma, per portare un pezzo di fine dining nelle vite di chi normalmente si accontenta di un panino al volo. Non resta che attendere la risposta dei grandi nomi della gastronomia: faranno la loro parte per il bene comune o continueranno a servire foie gras solo a chi ha il portafoglio adeguato?

La campagna #IlGiustoPrezzo e le future iniziative

La manifestazione di Milano si inserisce nella più ampia campagna #IlGiustoPrezzo, che punta a sensibilizzare il pubblico sulle disuguaglianze economiche con azioni simboliche e concrete. Tra queste, la distribuzione gratuita di pasti nel centro di Milano il 22 marzo. Un’operazione che promette di mostrare un’alternativa al modello gastronomico attuale: cibo per tutti, senza conto a tre cifre. Ultima Generazione ha già annunciato nuove proteste e incontri per portare avanti il dibattito. Resta solo da capire se convinceranno gli chef a scendere dal piedistallo o se continueranno a portare avanti la loro missione tra un piccione laccato e una spuma di carote.

Reazioni contrastanti: sostegno o eccesso di radicalità?

L’azione di Ultima Generazione ha acceso un acceso dibattito. Da un lato, chi applaude il coraggio di mettere in discussione un sistema gastronomico che premia l’eccesso e l’esclusività. Dall’altro, chi li accusa di estremismo, perché infondo il vero nemico non è il ristorante stellato, ma un sistema ben più complesso che alimenta le disuguaglianze. Carlo Cracco, con impeccabile savoir-faire, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali. Del resto, gestire il contraccolpo di una protesta non è facile quando il problema principale della giornata dovrebbe essere se servire prima il foie gras o il tartufo.

Quale futuro per la battaglia sul “giusto prezzo”?

Se l’obiettivo era accendere una discussione pubblica, la protesta nel ristorante di Cracco è stata un successo clamoroso. Difficile dire se porterà a un vero cambiamento o se resterà un episodio pittoresco nel vasto panorama delle battaglie sociali. Per ora, sappiamo solo che domenica sera ci sarà un incontro online per discutere il futuro del movimento. Nell’attesa, resta una domanda: il vero problema dell’Italia è davvero il prezzo del tartare di gambero rosso?

E comunque, sempre parlando di cose troppo costose, non potremmo avere anche una Ferrari ad estrazione per noi del popolino, diciamo, almeno una volta al mese?

Insomma: chi l’ha detto che i lusso deve restare ai ricchi? (faccina con la mano aperta dritta in faccia)

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