di Rocky
Non è detto che un dinosauro come me non sia incuriosito dalle nuove diavolerie, come, per esempio, l’intelligenza artificiale. La uso, a tratti. Mi aiuta per le correzioni di bozza e, a volte, è un ottimo assistente per reperire informazioni mirate dalla rete.
Ma che l’AI (o IA) potesse essere un possibile alleato (o sostituto?) degli chef per creare menu di alta cucina, beh, questo non lo credo. Esiste invece una – piccola – letteratura in merito che suona alle mie orecchie di stegosauro più come una provocazione.
Ho letto, per esempio, della ricerca Ai Food, sviluppata dalla Maestro Martino Food Academy e dall’HighEst Lab dell’Università di Torino, che utilizza l’Intelligenza Artificiale per ottimizzare i menu in tempo reale, ridurre gli sprechi e adattarsi alla stagionalità. Un bel salto. Carlo Cracco, coinvolto nel progetto, esprime la sua opinione: l’IA non sostiturà gli chef, ma potrebbe supportarli nei panni di sous-chef instancabile. Se lo dice lui.
Allora, visto che siamo tra di noi, direi di avere un assaggio di questa tecnologia, chiedendo a ChatGPT di creare un menu di alta cucina che sia stagionale – la primavera incombe – a zero sprechi e gustoso, dalle entrée al dolce. Vi va?
Ecco il prompt:
Carissima GPT, agisci come uno chef e scrivi un menu di alta cucina ispirandoti a nomi come Cracco, Vissani, Scabin & Co. Che sia stagionale e, soprattutto, zero sprechi.
Invio.
Menu Degustazione Primaverile a Zero Sprechi
🍃 Entrée – Rinascita dell’Orto
Cialda croccante di bucce di patate con mousse di piselli freschi, zest di limone e germogli di ravanello.
➡️ Zero sprechi: si utilizzano le bucce delle patate per creare una base croccante e le parti verdi del ravanello per la decorazione.
🌿 Antipasto – La Fragilità del Carciofo
Carciofo in tre consistenze: crema vellutata delle foglie esterne, cuori marinati in olio al timo, croccante di gambi fritti con polvere di menta.
➡️ Zero sprechi: ogni parte del carciofo viene valorizzata, dalle foglie esterne (spesso scartate) alla parte più fibrosa del gambo.
🍷 Primo – Ritratto di Primavera
Risotto mantecato con asparagi, foglie di ravanello e Parmigiano Reggiano affinato 36 mesi, servito con polvere di bucce di cipolla tostate e olio al basilico.
➡️ Zero sprechi: si usano le foglie dei ravanelli per il risotto e le bucce di cipolla per creare una polvere aromatica.
🐟 Secondo – Danza nel Mare e nell’Orto
Filetto di sgombro scottato con salsa di baccelli di piselli, crema di lattuga brasata e cialda croccante di pane raffermo.
➡️ Zero sprechi: i baccelli dei piselli diventano una salsa delicata e il pane raffermo viene riutilizzato per la cialda.
🍋 Dessert – Agrumi, Mandorle e Profumo di Casa
Tartelletta con ganache di cioccolato bianco e scorze di agrumi candite, crumble di pane dolce e latte di mandorla tiepido.
➡️ Zero sprechi: le scorze degli agrumi, invece di essere buttate, vengono candite per dare una nota profumata e il pane avanzato diventa crumble.
Considerazioni
Devo dire che questo menu ha un’aria… vintage. I titoli sembrano usciti direttamente da un ristorante stellato degli anni ’80: Rinascita dell’Orto, Danza nel Mare e nell’Orto, La Fragilità del Carciofo… manca solo un Tramonto sulle Dolomiti e il cerchio si chiude. Non farò menzione delle emoji utilizzate… all’età mia non le merito.
E poi, parliamoci chiaro: che fine hanno fatto le patate di cui abbiamo mangiato solo la buccia? Sono scappate in un altro piatto? E la cipolla? Ci ritroviamo la polvere, ma il resto è finito in una dimensione parallela. Dei ravanelli conosciamo solo le foglie, ma il bulbo? Rapito dagli alieni? Insomma, più che un menu a zero sprechi, sembra un giallo culinario in cui gli ingredienti scompaiono misteriosamente.
Ecco, forse Cracco ha ragione: un menu da sola l’IA non sa e non deve farlo. Perché un vero cuoco non si limita a gestire gli ingredienti, ma li conosce, li rispetta e li trasforma con un’intuizione che, almeno per ora, un algoritmo può solo sognarsi.
Ho parlato.