Drink Kong è un cocktail bar localizzato in Piazza di S. Martino ai Monti, nel cuore di Roma. Si trova attualmente nella 33ª posizione nella World’s 50 Best Bars. Per me è stata la prima esperienza in un bar di questa caratura internazionale, e l’emozione era evidente già varcando la porta: più che la fama, è l’atmosfera a colpire subito. Luci al neon, richiami anni ’80 e un tocco di estetica futurista creano un ambiente scuro e vibrante, pensato per muoversi tra sale diverse, ciascuna con una propria personalità.

Il menù merita una menzione a parte. Non è la classica lista di cocktail in ordine alfabetico, ma una piccola guida alla degustazione. Ogni drink viene presentato con tre elementi: la base alcolica, una mappa aromatica e il cosiddetto Kong Factor, che misura il grado di originalità della ricetta. Una cura che rivela la mano del fondatore e mixologist Patrick Pistolesi e della sua squadra, abituati a pensare la miscelazione come un’esperienza quasi scientifica. È un approccio che ho apprezzato per precisione e chiarezza, anche se per chi ha poca pazienza l’abbondanza di informazioni può disorientare: è un menu che chiede qualche minuto di lettura consapevole.

Sommario
La carta è costruita per chi ama esplorare. Durante la mia visita ho scelto di provare più di un cocktail per cogliere la varietà della proposta.
Fra tutti, quello che mi ha convinto di più è Dancing with the Giants: Macallan 12 Years Double Cask (single malt affinato in botti di rovere), Sherry Amontillado, fico e sciroppo d’acero. Un drink che unisce la struttura elegante del whisky alle note leggermente ossidative dello sherry, addolcite dal fico e rese più rotonde dallo sciroppo d’acero.
Ho assaggiato anche l’IM(PEACH)MENT, a base di Casamigos Tequila Blanco, pesca e basilico: un drink immediato e rinfrescante, dove la dolcezza della pesca incontra la nota erbacea del basilico in un equilibrio pulito e brillante.
Infine, il Kong Island 2.0 propone Volcán De Mi Tierra Tequila Blanco, tè Oolong latteo, “white cola” e una leggera carbonazione a CO₂. Qui la freschezza del tè e la frizzantezza del mix creano un profilo elegante e leggermente cremoso, perfetto per chi cerca qualcosa di innovativo e ben bilanciato senza eccessi zuccherini.

Oltre ai cocktail, ho avuto modo di provare anche i Chicken Yakitori con salsa teriyaki e sesamo. Serviti caldi e ben equilibrati, sono un’ottima scelta per accompagnare le bevute. La carne è tenera e saporita, mentre la salsa aggiunge una nota dolce e leggermente affumicata. Un piatto semplice ma ben eseguito, che mi ha confermato l’attenzione di Drink Kong anche verso la cucina.
Servizio e prezzi
La serata si è svolta in un locale pieno ma mai caotico. L’atmosfera resta avvolgente, con la giusta musica di sottofondo e un ritmo che invoglia a restare. Il servizio è competente e il personale conosce la carta nei dettagli, ma ho riscontrato qualche attesa di troppo e un’attenzione non sempre costante al tavolo. Nulla di grave, ma in un contesto di questo livello il particolare si nota.
I prezzi variano dai 13 ai 20 euro circa per i cocktail, mentre il cibo parte dai 7 fino ad arrivare ai 25 euro. I prezzi sono alti ma a mio parere totalmente giustificati considerata la zona dove si trova il locale, lo studio dietro il loro menù ed il prodotto finale che ne viene fuori.
L’affluenza è costante e nel fine settimana il locale si riempie in fretta: la prenotazione è quindi fortemente consigliata se si vuole godere della serata senza lunghe attese.
In sintesi
Drink Kong dimostra che un cocktail bar può unire ricerca e solidità nel tempo. Per me, vivere la mia prima serata in un bar che fa parte della World’s 50 Best Bars è stato sorprendente: un indirizzo romano che mantiene standard elevati senza cedere alla spettacolarizzazione, offrendo un’esperienza fatta di dettagli, dal menu all’atmosfera, capace di convincere chi cerca qualcosa di più di un semplice drink.