Da Eufrosino non tornavo da parecchio tempo, forse troppo. Mi ricordavo di aver mangiato molto bene e, proprio per questo, oggi sono tornato con aspettative piuttosto alte. Il problema di certi ristoranti è che, quando passano anni dall’ultima visita, rischi di ricordarteli persino migliori di quanto fossero. Per fortuna, nel caso di Eufrosino, non è successo. Mi sono bastati un piatto di bucatini all’amatriciana e degli gnocchi alla vaccinara, divisi rigorosamente a metà con la persona che era con me, per ricordarmi perché considero questa osteria di Tor Pignattara una delle migliori di Roma.
Un’osteria romana nel cuore di Tor Pignattara
Aperta nel 2020 da un progetto di Marco Pucciotti, Eufrosino nasce inizialmente con un’idea abbastanza diversa da quella attuale: portare in tavola le ricette popolari delle diverse regioni italiane. Negli anni, però, il ristorante ha cambiato direzione, concentrandosi soprattutto sulla cucina romana e laziale, recuperando anche alcune preparazioni che oggi non è più così facile trovare nelle trattorie della Capitale.
Anche il locale ha una personalità ben riconoscibile, con pareti rivestite in legno, tavoli scuri, lampade verdi e un arredamento che riprende quello delle osterie romane di qualche decennio fa. Accanto si trova A Rota, la pizzeria romana che fa parte dello stesso progetto. Il nome Eufrosino, invece, è un omaggio a Sant’Eufrosino, considerato il protettore dei cuochi.
I bucatini all’amatriciana che mi hanno ricordato perché amo questo posto

Quando sono tornato da Eufrosino avevo già abbastanza chiaro cosa ordinare. Volevo un bel piatto di pasta e la scelta è ricaduta sui bucatini all’amatriciana, una ricetta che a Roma conosciamo tutti, ma sulla quale non è affatto facile trovare un accordo. C’è chi la vuole più carica di pecorino, chi preferisce sentire maggiormente il pomodoro e chi considera il guanciale croccante una questione sulla quale non si può discutere.
La versione di Eufrosino mi è piaciuta moltissimo. Un’amatriciana saporita, ben condita, nella quale il guanciale, il pomodoro e il pecorino riescono a convivere senza che un ingrediente si prenda tutta la scena. Un piatto che mangerei nuovamente anche domani, senza pensarci troppo.
A Roma di posti dove mangiare un buon piatto di pasta ce ne sono parecchi, fortunatamente. Eppure, dovendo scegliere i miei cinque ristoranti preferiti per mangiarla, Eufrosino sarebbe sicuramente nella lista. E non parlo soltanto dell’amatriciana: negli anni ho avuto modo di apprezzare la cucina di questa osteria e, dopo tanto tempo, ritrovarla a questi livelli è stata una bella conferma.
Gli gnocchi alla vaccinara, il mio nuovo piatto preferito

La persona che era con me, invece, ha ordinato gli gnocchi alla vaccinara. Ovviamente, come succede spesso quando si mangia in due e si vogliono assaggiare più cose possibili, abbiamo deciso di fare metà e metà. E devo ammettere che, per quanto mi sia piaciuta l’amatriciana, gli gnocchi sono stati la vera sorpresa del pranzo.
Per chi non la conoscesse, la coda alla vaccinara è una delle ricette più rappresentative della cucina romana, nata dalla tradizione del quinto quarto e legata storicamente al quartiere Testaccio, dove lavoravano i cosiddetti vaccinari, gli addetti alla macellazione dei bovini. La coda viene cotta a lungo, fino a diventare tenerissima, insieme al pomodoro e ad altri ingredienti che cambiano leggermente a seconda della ricetta. Il risultato è un sugo ricco, dal sapore deciso, che secondo me dà il meglio di sé proprio quando incontra la pasta o, come in questo caso, gli gnocchi.
Quelli di Eufrosino mi hanno conquistato al punto da diventare, dopo questo pranzo, il mio piatto preferito del locale. Il sugo di coda si sposa benissimo con la consistenza morbida degli gnocchi e, soprattutto, permette di apprezzare un grande classico della tradizione romana in una veste leggermente diversa. Se dovessi tornare domani, probabilmente ordinerei proprio questi. E considerando quanto mi sia piaciuta l’amatriciana, non è una cosa da poco.
Concludiamo
Dopo questa visita posso tranquillamente confermare che Eufrosino rimane, a mani basse, una delle mie osterie preferite di Roma. Anzi, se dovessero venire a trovarmi parenti o amici da fuori città, curiosi di assaggiare la vera cucina romana, probabilmente li porterei proprio qui. È il genere di cucina che vorrei far conoscere a chi pensa che a Roma si mangino soltanto carbonara e cacio e pepe.
Anche i prezzi sono quelli classici delle osterie romane di oggi, mentre il servizio merita qualche parola in più. Il personale è gentilissimo, disponibile e anche un po’ romano nel modo di fare, con quella simpatia e quella battuta che, quando sono spontanee, rendono il pranzo ancora più piacevole. Ci si sente a proprio agio e, soprattutto, si ha la sensazione di essere ospiti graditi.
Insomma, a Eufrosino voglio fare i miei complimenti, sia per la cucina sia per il servizio. Tornare dopo tanto tempo e ritrovare un ristorante che mi piaceva così tanto è stata una bella soddisfazione. Continuate così, perché di osterie romane che lavorano bene e che porterei volentieri a conoscere anche a chi arriva da lontano ce n’è sempre bisogno.
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Eufrosino Osteria
Via di Tor Pignattara 188, Roma