Esistono due tipi di persone al mondo: quelle che adorano il coriandolo e quelle che, quando se lo ritrovano nel piatto, si chiedono cosa abbiano fatto di male per meritarselo. Per i primi è fresco, profumato, con un sapore quasi agrumato. Per gli altri è praticamente come mangiare una saponetta. E non stiamo esagerando, perché alcune persone sentono davvero un sapore che ricorda quello del sapone, anche quando nel piatto ce ne sono appena due foglioline. La cosa assurda è che entrambe le categorie potrebbero avere ragione. Dietro l’odio per questa innocente erbetta verde, infatti, c’è una spiegazione scientifica che coinvolge il nostro olfatto, il cervello e persino la genetica. Insomma, se il coriandolo vi fa schifo, forse non siete voi a essere schizzinosi.
Sommario
- Il coriandolo è praticamente ovunque, soprattutto nella cucina messicana
- Perché per alcune persone il coriandolo sa di sapone?
- Se odiate il coriandolo, potrebbe essere colpa del vostro DNA
- Si può imparare ad amare il coriandolo oppure è una battaglia persa?
- Persino Julia Child odiava il coriandolo
- Siete del team coriandolo o del team sapone?
Il coriandolo è praticamente ovunque, soprattutto nella cucina messicana

Partiamo dalle basi. Il coriandolo è una pianta aromatica che, a prima vista, potrebbe tranquillamente essere scambiata per del prezzemolo. Peccato che il sapore sia completamente diverso. Le sue foglie fresche vengono utilizzate in tantissime cucine del mondo, soprattutto in America Latina e in Asia, dove è uno degli ingredienti più comuni per insaporire piatti, salse e preparazioni tradizionali.
Se amate la cucina messicana, ad esempio, saprete benissimo di cosa stiamo parlando. Il coriandolo compare nei tacos, nel pico de gallo, in tantissime salse e spesso anche nel guacamole. In Messico lo mettono praticamente dappertutto, tanto che per chi lo detesta ordinare qualcosa può diventare un’impresa. Immaginate di avere davanti un meraviglioso taco con carne, cipolla e salsa, ma di non riuscire a mangiarlo perché qualcuno ha deciso di aggiungere una manciata di quelle foglioline verdi. Una tragedia gastronomica, almeno per alcuni.
E non pensate di essere al sicuro ordinando cucina asiatica. In Thailandia il coriandolo viene utilizzato in zuppe, curry e insalate, mentre in Vietnam accompagna spesso il pho e altri piatti tradizionali. In India, invece, lo troviamo nei chutney, nelle preparazioni a base di verdure e come guarnizione di moltissime ricette.
Per chi lo ama, il coriandolo riesce a rendere un piatto più fresco e aromatico. Per chi lo odia, invece, può rovinare anche la ricetta più riuscita.
Perché per alcune persone il coriandolo sa di sapone?
Arriviamo alla domanda che divide il mondo: perché alcune persone trovano il coriandolo delizioso, mentre altre sostengono che sa di detersivo?
La risposta si nasconde in alcune sostanze chimiche naturalmente presenti nelle foglie, chiamate aldeidi. Sono composti aromatici che contribuiscono al profumo caratteristico del coriandolo, ma alcune di queste molecole presentano note odorose che ricordano anche quelle del sapone.
Il punto è che non tutti le percepiamo allo stesso modo. C’è chi avverte soprattutto le componenti fresche, erbacee e agrumate e chi, invece, percepisce in maniera molto più evidente quelle saponose. Il risultato? Due persone possono mangiare esattamente lo stesso taco e vivere due esperienze completamente diverse. Una si gode il pranzo, l’altra ha l’impressione di essersi appena lavata la bocca con il detersivo.
E qui arriva la parte interessante: non è necessariamente la lingua a essere responsabile di questa differenza. Quando mangiamo, buona parte di quello che definiamo sapore dipende in realtà dall’olfatto. Le molecole aromatiche raggiungono il naso anche attraverso la bocca e il cervello mette insieme queste informazioni per costruire ciò che percepiamo. In altre parole, quello che per qualcuno è un profumo invitante, per un altro può diventare un motivo più che sufficiente per lasciare il piatto a metà.
Se odiate il coriandolo, potrebbe essere colpa del vostro DNA
La questione diventa ancora più interessante quando entra in gioco la genetica. Nel 2012, una ricerca condotta su oltre 14.000 persone ha individuato una variante genetica associata alla percezione del coriandolo come qualcosa di saponoso. Questa variante si trova vicino a un gruppo di geni che regolano i recettori olfattivi, tra cui OR6A2, particolarmente sensibile ad alcune delle aldeidi presenti nella pianta.
Tradotto in parole semplici: alcune persone potrebbero essere geneticamente predisposte a percepire in modo diverso l’odore del coriandolo. Non è quindi soltanto una questione di gusti o di essere particolarmente difficili a tavola. È possibile che il vostro naso stia ricevendo segnali diversi da quelli di chi lo adora.
Attenzione, però, perché questo non significa che esista un unico gene capace di decidere se amerete o odierete il coriandolo per tutta la vita. La variante individuata spiega soltanto una piccola parte delle differenze osservate e le preferenze alimentari dipendono anche dalle nostre esperienze.
Il cervello, infatti, associa gli odori a ricordi, abitudini e sensazioni. Se siete cresciuti mangiando regolarmente coriandolo, potreste essere più abituati al suo aroma. Se invece lo assaggiate per la prima volta da adulti e il vostro naso vi suggerisce che qualcuno abbia versato del sapone nel piatto, difficilmente sarà amore al primo boccone.
Si può imparare ad amare il coriandolo oppure è una battaglia persa?
Dipende dal motivo per cui non vi piace. Le preferenze alimentari possono cambiare nel tempo e capita spesso di iniziare ad apprezzare ingredienti che da bambini non sopportavamo. Pensate al caffè, alle olive o ad alcuni formaggi particolarmente intensi.
Con il coriandolo, però, la situazione è leggermente diversa. Se il problema è semplicemente che non siete abituati al suo aroma, assaggiarlo più volte e in preparazioni differenti potrebbe aiutarvi ad apprezzarlo. Se invece percepite chiaramente quel fastidioso sapore di sapone, non ci sono prove solide che basti mangiarne abbastanza per farlo scomparire.
Potete comunque provare a utilizzarlo in quantità ridotte, tritato all’interno di una salsa o in preparazioni cotte, dove il suo profilo aromatico può risultare meno aggressivo. E se continua a farvi schifo? Toglietelo. Non c’è nessuna medaglia per chi riesce a finire un taco che gli ricorda il bagnoschiuma.
Persino Julia Child odiava il coriandolo
E se ancora vi sentite giudicati per questa vostra avversione, sappiate che siete dalla stessa parte di Julia Child, una delle cuoche più celebri della storia della televisione americana. Durante un’intervista con Larry King nel 2002, raccontò di non sopportare né il coriandolo né la rucola. Quando le venne chiesto cosa avrebbe fatto trovandoli nel piatto, rispose che li avrebbe tolti e buttati per terra. Diciamo che non aveva intenzione di scendere a compromessi.
L’odio per il coriandolo è diventato talmente popolare da avere persino una giornata dedicata: il 24 febbraio si celebra informalmente l’International I Hate Coriander Day. Esistono anche grandi comunità online, come quella chiamata I Hate Coriander, dove centinaia di migliaia di persone condividono meme, esperienze traumatiche al ristorante e la loro totale incomprensione nei confronti di chi decide volontariamente di mangiarlo.
E c’è un’ultima curiosità piuttosto divertente. Una delle interpretazioni più diffuse sull’origine del nome coriandolo lo collega al greco antico koris, che significa cimice, per via dell’odore pungente della pianta e dei suoi frutti acerbi. Evidentemente, il suo profumo lasciava perplessi già parecchi secoli fa.
Siete del team coriandolo o del team sapone?
Alla fine, la cosa più divertente del coriandolo è che riesce a dividere le persone senza nemmeno impegnarsi troppo. Bastano poche foglioline per trasformare un piatto delizioso in qualcosa di immangiabile, almeno per una parte della popolazione. E sapere che dietro questa differenza potrebbero esserci anche i nostri geni rende la questione ancora più curiosa.
Noi, però, vogliamo sapere una cosa: da che parte state? Siete tra quelli che aggiungerebbero il coriandolo anche alla pasta al pomodoro oppure tra quelli che devono controllare ogni singolo ingrediente prima di ordinare un taco? Raccontatecelo su Instagram o Facebook, perché su questo argomento siamo abbastanza sicuri che non troveremo mai un accordo.