Dino De Bellis da Epos Bistrot a Monte Porzio Catone

di Lorenza Fumelli

Epos in greco vuol dire Parola. È il nome di un vino prodotto dalla cantina Poggio Le Volpi che nasce per raccontare il territorio e la terra che circonda la vigna, a Monte Porzio Catone in provincia di Roma. Epos è anche il nome del bistrot dell’azienda vinicola, situato sopra il più noto Barrique, di proprietà della famglia Mergè.

Barrique (nella foto) è una tra le sale per eventi più belle che abbia mai visto a Roma ed è stata portata all’attenzione di molti gourmet con il ristorante omonimo diretto dallo chef tedesco e stellato Oliver Glowing, di stanza a Poggio le Volpi fino a poco tempo fa. Ora, invece, le luci sono tutte accese al piano di sopra, nel bistrot condotto da Dino De Bellis. Epos, appunto.

Dino De Bellis è uno chef self made che a Roma conosciamo bene. Prima degli anni a capo del progetto Vyta Enoteca Regionale de Lazio, Dino ha girato molte cucine e in tanti lo abbiamo seguito da una venue all’altra. La sua cucina si ispira alla tradizione del quale è un grande interprete, ma nella sua mano e nei sui gesti ci sono tratti ben più riconoscibili. Come l’importanza che da al vegetale in ogni piatto, la passione per i tuberi, la sensibilità estetica, il gusto deciso e fortemente territoriale.

Tra gli antipasti ho assaggiato la Cipolla ripiena, cipolla croccante ripiena di se stessa con fonduta di robiola e mosto cotto (16 €), voluttuosa e intelligente nel contrasto tra temperature, sapori e consistenze. Un piatto che non ha paura di essere avvolgente e ricco, con toni sul dolce e il grasso. Ci vuole mano.

E il Soffice di patate viola con petto d’anatra affumicato e tuberi (16) un piatto che a occhi chiusi non avrei sbagliato ad attribuire a De Bellis. Ottimo.
Tra gli antipasti anche la battuta di carne con midollo al forno, le trippette di baccalà o le polpette di bollito.

Nel menu c’è anche una pagina dedicata al tartufo bianco, quando in stagione. L’uovo strapazzato al tartufo bianco (25 €), Carpaccio di carne al tartufo bianco (32 €) e l’ottimo Tonnarello (35 €) mantecato allo sfinimento e presentato comme il faut. Tra i primi anche le paste classiche: Gricia, Cacio e pepe e Carbonara (da aspettarsi qualche twist sulle ricette classiche) e altre preparazioni originali.

Sui secondi si aprono due strade (l’unica curiosa dicotomia del posto). Già, perché una cosa che non vi ho detto, è che Epos punta tanto, anzi tantissimo, sulle carni frollate, selezionate personalmente da Felice Mergé, intenditore e appassionato. C’è una brace nella sala di Epos grande quasi quanto una parete, che convoglia sguardo e attenzione di ogni commensale, perché imponente.

Qui vengono cotte alcune tra le migliori carni scelte da tutto il mondo: Prussiana, Danese, Angus e la Phenomena assaggiata in questa occasione. 12 € l’etto di incredibile marezzatura. Chiaro che, con questa selezione, i secondi di Dino – seppur attraenti – vengono messi un poco in ombra. Però ci sono: Baccalà alla picchiapò, Maialino porchettato, Tonno scottato, Saltinbocca a modo loro e altri. Molti sono anche i contorni, a partire dall’ottima giardiniera.

Dino De Bellis sembra a suo agio nel gestire una Ferrari di questa portata. Si muove orgoglioso tra le stanze e i corridoi di quello che sembra un moderno castello, affiancato da uno staff efficiente e attento. Credo che il progetto sia completamente alla sua portata e gli auguro di andare avanti e costruire qualcosa di solido e ancora più a fuoco.

La visita la consiglio a tutti, inclusi i romani che vogliono fare un giro fuori porta e godersi la vista delle vigne che scendono dalla collina e cadono giù, quasi a toccare la città in lontananza. Anche perché ci si arriva comodamente dall’autostrada, appena fuori il casello di Monte Porzio Catone. La spesa media è intorno ai 60 € ma si può spendere anche molto meno. O molto di più.


Epos Bistrot
Via di Fontana Candida, 3/c
Monte Porzio Catone
RM

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