A Roma un buon tramezzino può valere anni di fedeltà a un bar. Magari il caffè lo prendiamo anche altrove, ma per quel tramezzino con l’insalata di pollo torniamo sempre lì. Ci risolve il pranzo, ci accompagna all’aperitivo e rende del tutto ragionevole avere fame alle undici del mattino. Eppure, quando si racconta la cucina romana, gli concediamo molto meno spazio di quanto ne occupi davvero nelle nostre giornate.
Per le origini bisogna guardare a Torino, dove il Caffè Mulassano ne rivendica la nascita nel 1926, mentre il nome viene tradizionalmente attribuito a Gabriele D’Annunzio. A Roma, però, il tramezzino è stato adottato con una convinzione tale da diventare quasi un genere a parte. Basta chiedere: «Lo scaldo?» per aprire una discussione. C’è chi sostiene che, una volta tostato, diventi un toast e chi continua a chiamarlo tramezzino, se lo mangia caldo e lascia agli altri il problema delle definizioni.
Noi (per ora) abbiamo scelto dieci posti dove mangiare i migliori tramezzini di Roma, tra classici fatti come si deve, ripieni esagerati, pani lavorati bene e combinazioni che hanno spostato un po’ più avanti l’idea stessa di tramezzino. Ma, anche se ne abbiamo assaggiati tanti, non sono comunque abbastanza da poter dichiarare chiusa la questione.
La Casina del Caffè, Trionfale

Alla Casina del Caffè il tramezzino ha perso da tempo qualsiasi intenzione di essere uno spuntino leggero. Qui arriva gonfio, pieno fino ai bordi, con quella forma quasi bombata che ricorda da vicino i tramezzini veneziani e che già dal banco fa capire come andrà a finire: tovagliolo obbligatorio e ripieno che tende a uscire al primo morso. È probabilmente uno dei tramezzini più generosi di tutta la lista, ma la cosa interessante è che dietro all’abbondanza c’è anche parecchia scelta, con circa 30 gusti che vanno dai classici a combinazioni molto più elaborate. Carbonara con uovo e guanciale croccante, puntarelle con stracciatella e alici, parmigiana, pulled pork con barbecue e provola affumicata: qui il problema non è trovare quello che vi piace, ma riuscire a prenderne uno solo.
Indirizzo: Via Tunisi, 60 (Mercato Trionfale)
Corsetti, Malatesta

Corsetti gioca in casa su un terreno molto semplice: fare bene le cose che dentro un tramezzino fanno davvero la differenza. A partire dalla maionese, preparata internamente, dettaglio che sembra piccolo finché non la assaggiate accanto a quella industriale. Le farciture ruotano e sono più di quaranta, quindi è difficile non trovare qualcosa che vi convinca. Se volete esagerare c’è il Canadese, con cotto, uova, würstel, insalata e salsa rosa, praticamente l’opposto del minimalismo. Il banco è pieno anche di pizzette e rustici: entrare per “prendere solo un tramezzino” richiede una certa forza di volontà.
Indirizzo: P.za Roberto Malatesta, 21
La Fonte del Tramezzino, Furio Camillo

La Fonte del Tramezzino lavora come bar, gastronomia e tavola calda, ma è soprattutto per il banco salato che si è fatta conoscere ben oltre il giro dei clienti abituali. La scelta è ampia, comprende anche diverse opzioni vegetariane e vegane, e soprattutto non resta ferma ai soliti gusti. Durante l’anno compaiono farciture stagionali che cambiano con i mesi, come prosciutto crudo, fichi e ricotta a settembre oppure melanzane, pomodori confit, rughetta e ricotta salata in estate. È proprio questa rotazione a renderlo interessante: potete tornare più volte senza ritrovarvi davanti sempre allo stesso banco. E i prezzi restano molto popolari, con i gusti più semplici che partono da cifre decisamente basse per Roma.
Indirizzo: Via Cesare Baronio, 71/73
Luperini, Montesacro

Da Luperini bisogna cominciare dal pane. La pasticceria di Montesacro prepara ogni giorno il pan brioche con cui realizza i suoi tramezzini: una scelta che li distingue già prima di discutere delle farciture. Il lavoro del laboratorio riguarda tanto il dolce quanto il salato, e proprio questo rende interessante una sosta qui anche per chi normalmente entra in pasticceria soltanto la domenica, per comprare le paste. Il locale è piccolo, con appoggi all’interno e qualche tavolino fuori, quindi pensatelo soprattutto per una pausa breve o per l’asporto. E, mentre aspettate, tenete d’occhio la pasticceria mignon: sarebbe un peccato ricordarsene soltanto una volta usciti.
Indirizzo: Via Val d’Ossola, 54
Servito, Monteverde

Servito è probabilmente uno dei posti più belli della lista in cui fermarsi davvero a mangiare un tramezzino. L’atmosfera è rilassata, il locale è curato e viene voglia di restare più del previsto. I tramezzini sono la parte più interessante del banco, soprattutto per le combinazioni meno scontate e per il modo in cui vengono pensate le farciture, spesso più vicine a un piccolo piatto che al classico tramezzino da bar. Il consiglio è guardare bene tutta la proposta prima di scegliere, perché qui è facile entrare convinti di volerne uno e cambiare idea appena si vede quello accanto.
Indirizzo: Via dell’Imbrecciato, 134/H
Nonna Pina, Boccea

Boccea negli anni è cambiata parecchio, e una parte della sua riqualificazione gastronomica passa anche da indirizzi come questo. Nonna Pina nasce dal ricordo delle merende fatte in casa: Matteo e Gabriele hanno dedicato il progetto alla nonna, trasformando quei tramezzini di famiglia in qualcosa che oggi potete praticamente costruirvi su misura. Si parte dal pane, scegliendo tra bianco, ai cereali o speziato, e poi si passa alla farcitura. Tra quelli da provare c’è proprio il Nonna Pina, con maionese, alici e peperoni, semplice sulla carta ma con un abbinamento che funziona benissimo. E se non avete voglia di muovervi, arrivano anche a domicilio.
Indirizzo: Via Ennio Bonifazi, 8
Vegustibus, Garbatella

Se pensate che un tramezzino vegano debba per forza contenere hummus, zucchine e molta buona volontà, Vegustibus è un buon posto per ricominciare da zero. Qui c’è perfino quello con “uova e salame”, completamente vegetale, inserito in un banco che ragiona più da gastronomia tradizionale che da locale salutista. Affettati, formaggi vegetali e preparazioni fatte in casa finiscono dentro panini e tramezzini senza dare l’impressione di essere una copia triste dell’originale. E già che siete lì, lasciate spazio al ciavattone con ricotta vegetale e gocce di cioccolato, perché limitarsi al salato sarebbe poco lungimirante.
Indirizzo: Via Giovanni Andrea Badoero, 70/72
De Santis, San Giovanni

Da De Santis il tramezzino resta molto romano nel modo di essere: semplice, abbondante, senza bisogno di troppe sovrastrutture. La scelta però è ampia e va ben oltre i due o tre gusti da bar, con insalata di pollo, tonno e carciofini, uovo e pomodoro, salmone, speck e brie, fino a combinazioni un po’ meno scontate come pastrami, senape e pomodoro. Sono tramezzini fatti per essere mangiati davvero, non per fare scena, con farciture generose e gusti molto riconoscibili. Costano tutti 3,50 euro e restano una delle opzioni migliori se cercate qualcosa di veloce ma fatto con criterio. Poi, essendo da De Santis, il difficile viene dopo: ignorare completamente il banco dei dolci.
Indirizzo: V. Santa Croce di Gerusalemme, 17/21
Pasticceria Walter Musco, Tor Marancia

Walter Musco è conosciuto soprattutto per la pasticceria, ma sui tramezzini ci sa fare eccome. La prima cosa che colpisce è che sono belli da vedere quasi quanto da mangiare: ordinati, pieni, con farciture precise e colori che fanno venire voglia di provarne più di uno. Il pane viene preparato in casa e accompagna ripieni che cambiano seguendo la stagione, con combinazioni che escono volentieri dal repertorio classico. Ci sono l’insalata di pollo con mela verde, il pastrami e anche il tamagosando, con uova sode e maionese in stile giapponese. Il risultato è un tramezzino curato in ogni dettaglio, ma senza perdere quella parte semplice e golosa che dovrebbe avere sempre.
Indirizzo: Largo Benedetto Bompiani, 8
Roscioli Caffè, Centro Storico

Da Roscioli Caffè il tramezzino va preso sul serio, anche se intorno avete maritozzi, croissant e mezzo banco che prova a distrarvi. La proposta resta piuttosto classica nell’impostazione, ma con ingredienti scelti bene e qualche abbinamento che alza subito il livello: prosciutto di Praga, mozzarella di bufala e maionese; roast beef, champignon e maionese senapata; oppure cicoria ripassata, bufala e pomodori confit. Ci sono anche versioni più semplici con tonno e pomodoro, salmone e rucola o bresaola, tutte disponibili anche in formato mini. È proprio questo il bello: il tramezzino resta riconoscibile come quello che mangereste al bar, solo fatto con quella cura per la materia prima che da Roscioli ci si aspetta quasi per contratto.
Non è finita qui
Prima di chiudere, però, una menzione la merita Becco. Per noi ha fatto qualcosa di davvero diverso sul tramezzino romano, trattandolo quasi come un piccolo laboratorio: pani diversi, dal pan brioche allo shokupan, farciture meno prevedibili, fermentati, salse e ingredienti costruiti con molta più ricerca rispetto al classico tramezzino da bar. Era uno di quei posti capaci di farti tornare curioso davanti a qualcosa che pensavi di conoscere già benissimo. Proprio per questo sarebbe entrato tranquillamente nella lista dei migliori tramezzini di Roma, ma mentre scriviamo risulta temporaneamente chiuso ed è l’unico motivo per cui non lo trovate tra i dieci.
E come Becco potrebbero esserci altri posti che meriterebbero di stare qui e che semplicemente non abbiamo ancora provato o non conosciamo abbastanza. Quindi aiutateci voi: scriveteci sulle pagine Instagram e Facebook di Foodzilla il vostro preferito e, soprattutto, diteci quale tramezzino dobbiamo ordinare.