Aprire un melograno sembra una cosa semplicissima. Poi arriva il primo taglio e, nel giro di trenta secondi, ci sono chicchi sul pavimento, succo sul tagliere e macchie rosse sulla maglietta che avevate scelto proprio quella mattina. Per continuare la nostra rubrica Si può fare questa volta abbiamo deciso di affrontare uno dei frutti che riesce meglio a trasformare una merenda in una piccola scena del crimine.
Anche qui i metodi non mancano. C’è chi lo immerge nell’acqua, chi lo prende a cucchiaiate, chi procede chirurgicamente uno spicchio alla volta e chi, dopo cinque minuti, decide che forse quei chicchi non li voleva poi così tanto. In realtà aprire e sgranare un melograno senza buttare metà del frutto e senza ridipingere la cucina di rosso si può fare. Basta scegliere il metodo giusto.
Sommario
- Apritelo seguendo gli spicchi
- Mettetelo in acqua
- Prendete un cucchiaio e iniziate a colpire
- Prima fatelo rotolare
- Se volete solo il succo, spremetelo
- Chiudetelo in un sacchetto
- Usate una ciotola e tenete tutto sotto controllo
- Usate una ringhiera, il metodo meno ortodosso
- Apritelo in modo elegante
- E se volete evitare le macchie?
- Quindi, si può fare?
Apritelo seguendo gli spicchi

Partiamo dal metodo più tranquillo. Tagliate la calotta superiore del melograno, quella con la corona, senza affondare troppo la lama. Una volta aperto, saranno visibili le membrane bianche che dividono naturalmente il frutto: incidete la buccia dall’alto verso il basso proprio in corrispondenza di queste linee e poi allargate delicatamente il melograno con le mani. Otterrete diversi spicchi dai quali potrete staccare gli arilli con le dita, eliminando man mano le parti bianche. È il metodo da scegliere se volete mantenere i chicchi il più possibile integri, magari per decorare un’insalata o un dolce.
Mettetelo in acqua
Se il vostro problema principale sono gli schizzi, prendete una ciotola capiente e riempitela d’acqua. Tagliate il melograno in spicchi, immergeteli e iniziate a separare gli arilli con le dita direttamente sott’acqua. Oltre a limitare gli schizzi, questo sistema rende più semplice separare quello che vi interessa da quello che finirà nella spazzatura. Gli arilli, infatti, tendono a depositarsi sul fondo, mentre buona parte delle membrane bianche resta in superficie. A quel punto eliminate le parti che galleggiano, scolate tutto e il lavoro è fatto. È probabilmente il metodo da provare se avete una cucina bianca oppure indossate qualcosa che non dev’essere sporcato.
Prendete un cucchiaio e iniziate a colpire

Qui il procedimento diventa decisamente più liberatorio. Tagliate il melograno a metà, tenetelo sopra una ciotola con la parte aperta rivolta verso il basso e colpite la buccia con il dorso di un cucchiaio di legno. Ruotate il frutto mentre procedete e vedrete gli arilli cadere poco alla volta nella ciotola. Il punto è colpire la buccia con decisione, non massacrare direttamente i chicchi. Alla fine, dovrete probabilmente recuperare qualche arillo rimasto incastrato ed eliminare alcuni pezzetti di membrana bianca, ma è un metodo rapido soprattutto quando avete più frutti da sgranare. E se avete avuto una giornata particolarmente lunga, diciamo che ha anche qualche beneficio collaterale.
Prima fatelo rotolare
Prima ancora di aprirlo potete provare a far rotolare il melograno sul piano di lavoro, esercitando una leggera pressione con il palmo della mano. L’obiettivo è favorire il distacco degli arilli dalle membrane interne, così da rendere più semplice il lavoro successivo. Dopo qualche passaggio, tagliate la calotta, incidete la buccia seguendo gli spicchi e aprite il frutto. Potete poi procedere con le dita oppure capovolgere gli spicchi sopra una ciotola e aiutarvi con il cucchiaio. La parola importante resta delicatezza: se premete come se doveste impastare una pizza, rischiate di ottenere molto succo sul tagliere e decisamente meno chicchi da mangiare.
Se volete solo il succo, spremetelo

Non sempre serve recuperare gli arilli uno per uno. Se il vostro obiettivo è ottenere il succo da bere o da utilizzare per una salsa, un cocktail o una marinatura, potete saltare buona parte del lavoro. Tagliate il melograno a metà e spremetelo con uno spremiagrumi, poi filtrate il liquido per eliminare semi ed eventuali residui. Fate soltanto attenzione a non insistere troppo sulla parte bianca interna, che può lasciare una nota amara. In questo caso non state esattamente sgranando il melograno. State andando dritti al punto, e per una volta nessuno vi obbliga a recuperare trecento arilli uno alla volta.
Chiudetelo in un sacchetto
Se vi piace il metodo del cucchiaio ma avete poca fiducia nella vostra capacità di contenere gli schizzi, potete spostare tutta l’operazione dentro un sacchetto per alimenti resistente. Tagliate il melograno a metà o in spicchi, inseritelo nel sacchetto e battete sulla buccia con il cucchiaio senza esagerare con la forza. Alla fine, versate il contenuto in una ciotola ed eliminate le membrane bianche rimaste. Non è necessariamente il metodo più veloce, ma ha un vantaggio evidente: se qualcosa decide di schizzare nella direzione sbagliata, almeno il disastro resta confinato.
Usate una ciotola e tenete tutto sotto controllo

A volte non serve inventarsi grandi strategie: basta evitare che i chicchi abbiano tutta la cucina a disposizione. Prendete una ciotola abbastanza grande, tenete il melograno sopra mentre lo sgranate e lasciate cadere gli arilli direttamente all’interno. Potete procedere con le dita oppure aiutarvi con un cucchiaio, a seconda di quanto il frutto decide di collaborare. La ciotola non rende magicamente più semplice aprire il melograno, ma contiene buona parte degli schizzi e soprattutto evita di ritrovare chicchi sul tagliere, sul pavimento e in posti che scoprirete soltanto il giorno dopo.
Usate una ringhiera, il metodo meno ortodosso
Questo è il metodo che probabilmente non troverete nei manuali di cucina. Pare sia una tecnica piuttosto artigianale conosciuta soprattutto da chi, da ragazzino, raccoglieva qualche melograno dai giardini e voleva aprirlo sul posto: si prende il frutto e lo si batte contro una ringhiera, sfruttando le sbarre per rompere la buccia e dividerlo in pezzi.
Funziona? In un certo senso sì, perché il melograno prima o poi si apre. Il problema è tutto quello che succede nel frattempo: chicchi schiacciati, succo ovunque e precisione praticamente inesistente. Se volete provarne il principio a casa, decisamente meglio scegliere uno dei metodi precedenti. La ringhiera lasciamola ai racconti di quando bastava un melograno trovato lungo la strada per organizzare la merenda.
Apritelo in modo elegante

C’è anche il metodo per chi non vuole semplicemente mangiare il melograno, ma vuole portarlo a tavola ancora riconoscibile. Tagliate la calotta superiore, individuate le membrane e incidete soltanto la buccia seguendone le linee. Poi aprite lentamente il frutto verso l’esterno, quasi a formare dei petali. Gli arilli possono restare al loro posto oppure essere staccati poco alla volta. Richiede qualche minuto in più e un po’ di precisione, ma è la soluzione più adatta se volete usare il melograno intero per una presentazione. Qui il cucchiaio di legno può tranquillamente rimanere nel cassetto.
E se volete evitare le macchie?
Oltre alla ciotola, che è un buon metodo. Anche un grembiule può essere una buona idea, soprattutto con un frutto molto maturo e succoso. E se qualche goccia finisce comunque su mani, utensili o piano di lavoro, meglio pulirla subito anziché lasciarla asciugare. Se la priorità assoluta è limitare gli schizzi, il metodo nell’acqua resta uno dei più comodi. Se invece volete fare in fretta, cucchiaio e ciotola sono probabilmente la coppia più pratica. Per recuperare arilli interi e belli da vedere, meglio procedere con gli spicchi e usare le mani.
Quindi, si può fare?
Sì, si-può-fareeeee. E senza ritrovarsi necessariamente con una cucina che sembra il luogo di un delitto. Il trucco è soprattutto capire cosa volete ottenere: acqua per limitare gli schizzi, cucchiaio se avete fretta, apertura in spicchi se volete salvare gli arilli uno per uno. Il melograno continuerà a fare un po’ di resistenza, fa parte del personaggio. Ma almeno questa volta sapete come affrontarlo.