Forno Innocenti. Ottant’anni di dolcezze trasteverine

Vale fuori (…dai soliti giri)

di Valentina Venturato

Quanto sei bella Roma, quanto sei bella Roma a… Ok. Scusatemi, avete ragione. Sono partita con questo attacco abusatissimo. Ma credetemi, certe volte “quanto sei bella Roma” risuona come una specie di riflesso incondizionato di pavloviana memoria, a cui è veramente difficile sottrarsi quando ci si trova a scrivere di questa complicatissima città ma pur sempre meravigliosa.

Neanche a dirlo, qua si parla di conversazioni affamate, quindi non ci soffermeremo affatto sui diversi (troppi) motivi che spesso ce la fanno detestare questa città. Giammai! E allora ripartiamo dall’inizio, dicevamo!

Quanto sei bella Roma quando… complici queste tiepide giornate autunnali, ti ritrovi un poco pigramente a gironzolare tra una parte e l’altra del fiume. Quasi saltellando tra Castel Sant’Angelo e Trastevere, e soprattutto qua ci si perde camminando tra le viuzze; non mancano mica i locali acchiappa turisti, ce ne sono a civici alterni “qua si/ qua no”. Ma nel marasma generale di carbonare, cacio e pepe e meatball spaghetti, può capitare di camminare facendosi rapire da un profumo e di seguirlo.

Quale profumo? Quello dolcissimo del burro, dello zucchero, dei biscotti appena sfornati. Delle ciambellette al vino, di quelle all’anice, dei ventagli e dei ciavattoni romani, delle crostatine. Perché, diciamocela la verità, sbottoniamoci un poco: questa nuovelle vague di panifici/bakery di ultima generazione ci piace tantissimo, adoriamo fare colazione con croissant dalla sfogliatura perfetta, da brioche di ispirazione francese, dalle tortine decorate con le pinzette da orafo tanto sono perfette, il tutto accompagnato da un buon specialty coffee, meglio se estratto a freddo con la V60.

Si è tutto bellissimo però, ogni tanto, non vi assale quella voglia di mangiarvi un biscotto, una crostatina, un qualunque prodotto da forno normale, senza effetti speciali ma fatto come si deve? Perché a me sì e il problema a volte è trovarne di buoni. Comunque sappiate che se vi dovesse capitare di camminare per Trastevere e farvi cogliere da una improvvisa – ma non troppo – voglia di un dolcino da forno, fate come me e seguite quel profumo di zucchero di cui vi parlavo qualche riga fa. Vi porterà direttamente dentro uno dei forni più antichi di Roma: il Forno Innocenti.

Questa storia – dolcissima –  inizia agli inizia del 1940, piena seconda guerra mondiale quando il signor Sesto Innocenti apre questa attività concentrandosi principalmente nella produzione delle gallette, i biscotti destinati ai militari dell’esercito italiano. Poi la guerra, fortunatamente, finisce e con essa pure la fornitura per l’esercito ma di certo non la voglia di continuare a sfornare del signor Sesto che anzi, continua a lavorare arricchendo la produzione di altri biscotti e specialità salate.

Gli affari vanno parecchio bene, tanto è vero che nel 1950 la famiglia Innocenti fa un investimento importante: decide di comprare quello che allora era un forno di ultima generazione. Il forno a nastro, che viene montato proprio nel centro del laboratorio; i dolci entrano crudi ed escono cotti attraverso questa cottura lenta, sul nastro appunto che garantisce uniformità a tutti i prodotti.

Se siete curiosi di vedere dal vivo uno dei pochissimi esemplari di forno a nastro funzionanti rimasti, non dovete far altro che arrivare al civico 20 di Via della Luce, al forno Innocenti appunto dove oggi, come 70 anni il forno giallo continua a fare egregiamente il suo lavoro.

All’inizio c’era il signor Sesto, poi ovviamente c’è stato un cambio di generazioni – quattro per l’esattezza – fino ad arrivare ai giorni nostri in cui a gestire il lavoro del Forno Innocenti c’è Stefania (nipote di Sesto) insieme a suo marito. La produzione nel corso di oltre 80 anni di attività si è certamente arricchita di nuovi formati e specialità, oggi infatti al Biscottificio Innocenti si possono scegliere tra 100 tipologie di biscotti.

Tanti sì, che vengono sistemati dividendoli tra le due vetrine che fanno bella mostra proprio su via della Luce, e gli altri che non trovano spazio in prima fila, vengono disposti sui bordi e al centro del mitico forno a nastro. Su cento tipi di biscotti, è abbastanza difficile non trovare quello che fa al proprio gusto ma, anche se i consigli non si danno, io me la rischio e vi dico di prendere le crostatine con la marmellata di visciole, i bottoncini di frolla riempiti con crema alle nocciole e poi le pizzette di sfoglia, queste rigorosamente da mangiare passeggiando per Trastevere.

Ma in conclusione, perché andare al Biscottificio Innocenti? Per tante ragioni. La prima certamente per i biscotti, che sono tanto buoni, da regale magari ma pure da tenere in casa, meglio se chiusi in scatola di latta per farli durare a lungo. Ma pure perché queste attività storiche sono la prova reale che quello che c’era una volta spesso c’è ancora.

Forse anzi, meglio e anche di più. E poi, infine, entrare in botteghe come il Forno Innocenti serve un po’ anche a far pace con questa città, che spesso concede quasi spudoratamente il peggio di sé, nascondendo invece nelle sue viscere realtà belle e dolcissime proprio come questa.


Forno Innocenti
Via della Luce, 20
00153 Roma
Sempre aperto dalle 8 alle 19.30
Chiuso la domenica e le festività

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12 risposte

  1. Avatar Arianna BARGILLI
    Arianna BARGILLI

    Piccoli tesori nel cuore di Trastevere lato Piazza della gensola

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