5 cose (più una) da non fare mai quando si parla di Ristoranti

di Lorenza Fumelli

“Oggi sono un po’ adirata Sì, perché mi capita troppo spesso di imbattermi (e discutere) con le nuove generazioni di autori di cibo, recensori in forma scritta o in video, che non hanno capito quanto sia complessa la materia che maneggiano e che mi fanno incazzare come un lupo mannaro giamaicano in Siberia”

Questo è l’incipit del primo editoriale di Foodzilla, un podcast registrato in solitaria per affrontare l’annosa questione – mai risolta – della scrittura gastronomica dedicata alla ristorazione, e analizzarla più nel dettaglio.

Oggetto del podcast sono quindi gli errori più comuni che commettiamo noi narratori del cibo – dai più esperti alle giovani leve.

Qualche anticipazione? La scelta delle parole, per esempio. L’abbondare nell’utilizzo degli aggettivi qualificativi, verbi e sostantivi, il cui abuso li ha svuotati di qualsiasi significato, trasformandoli in banalità da dire quando non si riesce a raccontare altro.

Oppure, il fatto che manchino quasi sempre – in molte nuove recensioni – le informazioni essenziali, come indirizzo o il conto, o almeno la fascia di prezzo!

Per non parlare degli incipit troppo lunghi o troppo ridondanti di parole chiave per posizionarsi su google e altre pratiche deprecabili che è inutile raccontarvi qui, tanto le ascolterete nel podcast.

Tutto questo per non sottovalutate una materia bella, complessa, ricca di storia e che necessita di passione e conoscenza per essere raccontata.

Buon ascolto, zillers.


 

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