Non so se capita anche a voi ma ci sono posti che ritornano, per puro caso, nella vita. La location di una convention da organizzare a metà degli anni ’80 per qualche centinaio di persone, una gita in Costiera e il gusto di intrufolarsi dove non si potrebbe, l’ormeggio alle 4 di mattina per qualche ora di sonno dopo una lunga traversata, sotto la costa a picco. E mentre mi affaccio sullo splendido panorama che parte dall’insenatura dall’acqua cristallina e sale seguendo le curve della Costiera, mi domando quanto di ciò che facciamo ogni giorno tesse fili invisibili con ciò che faremo domani.
Intanto scendo e mi ritrovo nella struttura moderna e minimalista del Riva Restaurant dei Giardini del Fuenti che accoglie gli ospiti con la cucina dello chef stellato Michele De Blasio (qui in veste pop). Il blu del mare, su cui si riflette la costa a picco, insieme agli ombrelloni bianchi e blu, contribuisce a rendere questo luogo uno dei più esclusivi della Riviera Amalfitana.

Michele De Blasio
Eco-esclusività ed eccellenza
Perché di questo si tratta: esclusività ed eccellenza in un ambiente raffinato, rinato da un passato turbolento grazie a una scelta di sostenibilità e riqualificazione ambientale voluta dalla Famiglia De Flammineis, che vede oggi la generazione di Alessandra e Pier Luigi prendere le redini di questo progetto ambizioso – Giardini del Fuenti – che vuole cambiare il senso dell’ospitalità in questa parte della Costiera Amalfitana.
Ecco quindi che l’accoglienza e il servizio di eccellenza si declinano in un insieme di luoghi e suggestioni unici che accompagnano l’ospite lungo tutta la giornata. Si parte dall’esperienza immersiva del beach club e del ristorante Riva, con un menu spiccatamente estivo e fresco, attento alla cucina e agli ingredienti locali, elaborato con uno sguardo non banale, capace di attirare anche i clienti più distratti dalla bellezza dell’esclusiva insenatura.
Proseguendo nella giornata, quando il sole è vicino al tramonto e l’aria si riempie dei profumi naturali della Costiera – grazie anche alle terrazze che ospitano le viti e il limoneto – mi concedo un cocktail nato dalle mani di Antonio Carta che impreziosisce con la sua creatività ed esperienza la proposta del Caveau Open Air, luogo deputato alla mixology. Mi ritrovo con una certa sorpresa a sorseggiare, accompagnato da un panorama mozzafiato, la versione costiera del Dirty Martini, uno dei miei cocktail preferiti: Gin Mediterraneo, colatura di alici, Vermouth dry e olio di oliva. Ce ne starebbe bene anche un secondo, ma la cena chiama.
Creatività e sottrazione
E ritornando al panorama mozzafiato, il ristorante Volta del Fuenti – con le sue alte e ampie finestre a strapiombo sul mare, quasi nate dal grande pilastro centrale che sostiene la struttura e l’intera costa della montagna, elemento imprescindibile della sala minimalista – è probabilmente uno dei posti più d’impatto scenico che abbia visto. Questo si deve anche alla scelta di lasciare il ruolo da protagonista alla natura, accentuando alcuni tratti quasi industriali della struttura, in un continuo rimando tra il peccato del passato e la rinascita del presente.
La cucina di Michele De Blasio, che per l’occasione si esprime in un menu chiamato in modo evocativo Riflessioni, vuole non tanto reinterpretare la cucina locale, quanto dargli un registro differente, giocato sull’equilibrio, sulla pulizia, sulla sottrazione, sul colore verde che allude scherzosamente a quel green che fa parte del progetto di sostenibilità portato avanti da Giardini del Fuenti.
Distratto dalla vista piena di ricordi velici del golfo di Salerno, all’imbrunire mi sono fatto accompagnare dai piatti con piacere. Sottolineo alcuni acuti come Pasta e patate, prima e dopo – il confronto riuscitissimo tra il piatto della nonna, tradizionale, e la versione contemporanea, lieve e spumosa nonché goduriosa – oppure il Dentice, limone, thè nero affumicato ed erbette – che osa perfino chiudere con una nota amara che sorprende piacevolmente e sottolinea la complessità aromatica del piatto.
PASTA E PATATE, prima e dopo

Dentice, limone, thè nero affumicato ed erbette
La bella e ampia carta dei vini, studiata da Wladimir Giordano, nella quale è un piacere cercare sia conferme blasonate che piccole realtà molto interessanti (anche bio), accompagna con sicurezza il menu, a cui forse manca un po’ di grip per essere pienamente convincente, così come il servizio che in alcuni momenti ho giudicato un tantinello invadente, soprattutto nella descrizione di piatti che sarebbe meglio parlassero da sé.
Detto ciò, se fossi un turista che vuol godere della Costiera, Giardini dei Fuenti sarebbe il posto ideale per unire il mare e il relax al piacere della tavola e di una vacanza sostenibile. Nei prossimi anni, probabilmente, si aggiungerà anche l’ospitalità con alcuni appartamenti a picco sul mare, sempre curati con estrema cura dei dettagli e attenzione all’ambiente rendendo l’offerta completa e a misura dell’uomo e della natura.
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Volta del Fuenti – Giardini del Fuenti
km 47+300, S.S. 163 Amalfitana, Via Salvo D’Acquisto
Vietri sul Mare (SA)
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