Provato per voi: Al Cambio a Bologna

Dalle parti di Bologna si dice che la miglior lasagna alla bolognese del mondo si trovi al ristorante Al Cambio, locale che ha partecipato anche alla trasmissione 4 Ristoranti con Alessandro Borghese. Non ci resta che provarlo!

Provato per voi: Al Cambio a Bologna - immagine di copertina

La lasagna migliore del mondo: è questa la voce che gira sul ristorante Al Cambio di Bologna (e dove altrimenti?).

Un ristorante che è stato reso celebre per la partecipazione al programma televisivo 4 Ristoranti con Alessandro Borghese, ma che da queste parti era già ben conosciuto e apprezzato per la sua cucina autentica, ma proposta in chiave innovativa, in una location moderna e ben curata.

Ma quindi, è davvero la miglior lasagna del mondo? C’è solo un modo per scoprirlo: assaggiarla!

La lasagna

Piccola premessa: sin da piccolo sono stato abituato a mangiare un’ottima lasagna alla bolognese. Mia madre l’ha sempre preparata con ragù, besciamella e pasta fatta in casa, e ho un ricordo vivissimo di quei sapori, anche perché la prepara tuttora. Inoltre ho studiato e vissuto a Bologna per quasi cinque anni, per cui ho provato moltissimi ristoranti di questa città, comprese parecchie lasagne.

Dal mio punto di vista la lasagna di Al Cambio è pressoché perfetta: lasagna tradizionale sette strati in sfoglia verde recita il menù. La lasagna è della consistenza giusta, fatta rigorosamente a mano con la sfoglia verde, quindi con gli spinaci come vuole la vera tradizione bolognese; parecchia besciamella e un ragù saporito, tagliato grossolano e unto al punto giusto. Nel complesso un condimento abbondante, per un primo piatto che appaga, che è proprio l’obiettivo ricercato da chi ordina una lasagna.

Se mi trovassi a 4 Ristoranti darei alla lasagna del cambio un bel 9. Perché non 10? Perché dal mio punto di vista sono le piccole imperfezioni a rendere perfetti i piatti tradizionali. E la lasagna per me è sfoglia sbruciacchiata, una forchettata sbilanciata verso la besciamella e quella successiva verso il ragù, scarpetta nella teglia di vetro a fine pasto. Non a caso Massimo Bottura all’Osteria Francescana, che non dista molto da Bologna, ha proposto un piatto dal nome La parte croccante della lasagna, una sfoglia croccante il cui senso è richiamare quei sapori tradizionali, unici e tipici della cucina dei nostri nonni, come appunto la crosticina della lasagna bruciata in forno.

Discorsi nostalgici a parte, la lasagna de Il Cambio è veramente ottima, golosa, abbondante sia nella porzione che nel condimento, e goduriosa. 20€ a porzione sono un pochino tanti, però se hai la nomea della migliore lasagna del mondo, ci sta! (cit.).

Non solo lasagna

Prima di arrivare alla lasagna però siamo partiti dagli antipasti, con dei grandi classici della tradizione bolognese rivisitati in una chiave più moderna. Come lo sformatino di patate e mortadella con salsa al parmigiano, ben fatto, buono e saporito, un bel benvenuto a Bologna; e la crostatina di cipolle caramellate su gelato di formaggio reggiano, che propone un bel contrasto tra il dolce della cipolla caramellata e il sapido del formaggio reggiano. Certamente un ottimo inizio.

Al cambio - antipasti

A Bologna sui primi si casca molto, ma molto bene. Assieme alla lasagna non poteva mancare un bel piatto di tortellini (Tortellini in doppio brodo di carne “come una volta”): anche in questo caso piatto eseguito a regola d’arte, con i tortellini chiusi al mignolo, quindi piccoli, come facevano fare le nonne ai bambini quando si imparava a cucinare da piccoli.

Al cambio - tortellini

Arrivati a questo punto si è abbastanza sazi, ma dato che è tutto buono può starci di condividere un secondo: anche in questo caso grandi classiconi – guancia di manzo brasata, petto di faraona, cotoletta alla bolognese – affiancati da qualche proposta meno pop – lingua di vitellone, arrosto di pollo. Optiamo per la cotoletta alla bolognese: buona, ma come detto arrivati sazi a questo punto, probabilmente il fritto non è stata la scelta migliore.

cotoletta

Non solo cibo

La location è elegante e sicuramente ricercata, seppur senza un eccessivo sfarzo. Piero Pompili, manager del ristorante che ha rappresentato il locale a 4 Ristoranti, si è definito un oste in doppio petto, e in effetti l’accoglienza di Piero e dei suoi colleghi è sicuramente elegante e formale, ma rimane comunque accogliente e autentica. Bologna è una città in cui puoi essere chi vuoi, ma l’importante è che accetti le identità degli altri: Al Cambio ha deciso di essere un ristorante moderno, ma con l’anima e la cucina di una volta, e per questo motivo quando si mangia qui ci si sente bene.

Al cambio - Piero

La carta dei vini ha moltissime proposte dall’Emilia Romagna, che soprattutto in termini di rossi ha parecchio da offrire, ed etichette provenienti da tutta Italia con varie proposte internazionali.

Un antipasto e un primo a testa, un secondo da condividere e una bottiglia di vino ci hanno portato a spendere circa 70€ a testa. Sicuramente in una fascia superiora rispetto alle classiche trattorie bolognesi, ma nonostante vengano proposti piatti tradizionali, Al Cambio non è una trattoria, per cui ok, il prezzo è giusto. Quindi, vale certamente la pena fare un giro a Bologna e assaggiare la lasagna del Cambio.

 

E già che siamo a Bologna, continuiamo a parlare di pasta. Per te 9 tipi di pasta fatta a mano che probabilmente non conosci.

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Ristorante Al Cambio
Viale Stalingrado 150, Bologna

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