Nella The World’s 50 Best Bar si vedono spesso bar di Singapore: questa città-Stato, diventata indipendente dalla Malesia nel 1965, nelle ultime decadi ha costruito una propria identità marcata, che contrappone le antiche tradizioni asiatiche a modernità e innovazione. In questo contesto c’è molto spazio per le novità, in qualsiasi settore.
Ecco quindi che di anno in anno, nuovi bartender cercano di emergere in una delle città più costose e moderne al mondo, portando nuovi locali in cima alle classifiche internazionali.
Durante l’estate ho passato una settimana a Singapore, e come al solito ho controllato la World’s 50 Best Bar per vedere dove bere un buon cocktail, due opzioni: Nutmeg & Clove alla posizione numero 50, Jigger & Pony alla numero 9. Ho scelto quest’ultima.
La location

Jigger & Pony si trova all’interno di un hotel, bisogna infatti passare di fronte alla reception per entrare. Non è situato in uno dei quartieri più vivi di Singapore: le aree maggiormente frequentate sono altre, seppur in zona ci siano diversi mercati notturni e ristoranti, che tuttavia cominciano a svuotarsi verso le 9 di sera. L’hotel e i ristoranti di lusso presenti in zona si contrappongono abbastanza ai mercati culinari e allo street food tipico della città: l’idea è di essere in una zona dedicata all’upper class di Singapore o ai turisti.
L’impressione viene confermata dall’interno del locale stesso: molto formale, elegante e chic. Una location curata, e che, seppur senza dichiararlo apertamente, invita un certo tipo di clientela, con un certo tipo di dress code, e probabilmente un certo tipo di disponibilità economica.
Uno dei paradossi di Singapore è infatti legato all’economia: si tratta di uno degli Stati più cari al mondo, ma allo stesso tempo mangiare costa pochissimo. La città è piena di mercati culinari in cui si mangia benissimo e si spende davvero poco; ciò crea una netta divisione economica tra molti dei locals che vivono dipendendo da piccoli ristorantini, e imprenditori ricchissimi che invece soggiornano in lussuosi grattacieli.
Jigger & Pony vuole evidentemente attirare questi ultimi.
I cocktail

Nulla da dire sui cocktail.
Certamente ingredienti di altissima qualità e bartender esperti: il menù propone principalmente grandi classici, con leggerissime rivisitazioni, e in cui ciò che deve spiccare è appunto la qualità dei distillati.
Nella mia serata a Jigger & Pony ho assaggiato lo Yuzu Wishky Sour, uno dei miei cocktail preferiti e che bevo volentieri quando proposto con delle variazioni, il Peanut Alexander, incuriosito dal contrasto dolce-salato, e il Pony Star Martini, il cocktail più spinto dalla casa.
Erano davvero tutti ottimi e fatti a regola d’arte. Il prezzo variava dai 12€ ai 16€ al cocktail, ma considerata la location, la qualità degli ingredienti e il fatto che ci troviamo in uno dei luoghi più cari al mondo, direi che è un prezzo comprensibile.
Jigger & Pony in definitiva
Ho passato una bella serata da Jigger & Pony: cercavo un posto dove bere dei buoni cocktail e l’ho trovato.
Detto ciò non amo questo genere di locali: non mi sono sentito particolarmente a mio agio, tutto troppo formale ed elegante per i miei gusti. Benissimo la parte cocktail, ma preferisco luoghi un po’ più alla mano, come altri cocktail bar che ho visitato in giro per il mondo, comunque presenti nella Best 50 anche senza l’eccessiva eleganza.
Dal mio punto di vista, un business che punta sull’alcol deve lasciare un po’ di spazio alla componente inebriante dell’alcol stesso, senza soffocarla sotto un’eccessiva formalità.
Ma come si dice in questi casi: de gustibus.
Mi sento comunque sicuramente di consigliare Jigger & Pony se passate dalle parti di Singapore e avete voglia di rinfrescarvi dalle afose giornate asiatiche con un bel cocktail.
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