Non è del tutto chiaro per quale motivo la viralissima japanese cheesecake (o cheesecake giapponese, per dirla all’italiana) porti questo nome. Anche perché la cheesecake giapponese autentica è tutt’altra cosa: una torta soffice, leggera, che non ha nulla a che vedere con quella che mangiamo di solito e che chiamano anche cotton cake. Sembrerebbe, in ogni caso, che questo nuovo trend della colazione veloce e proteica arrivi proprio dal Giappone e che si sia diffuso a macchia d’olio su Internet, con TikTok e Instagram come principali veicoli di propagazione.
Molti la amano, tutti la fanno e altrettanti la contestano: fatto sta che la japanese cheesecake altro non è che biscotti lasciati in ammollo nello yogurt greco. Poi si può aggiungere il caffè, cambiare tipologia di biscotti, inserire granella di pistacchio o gocce di cioccolato. Ma quella che viene raccontata come la colazione più virale del momento è composta, letteralmente, da biscotti lasciati a inzuppare nello yogurt greco.
La ricetta
Senza dubbio è di facile realizzazione. E ciò che è facile è amatissimo sui social, perché promette di risolvere la vita in pochissimi passaggi e in 30 secondi scarsi di attenzione. La ricetta originale prevede un vasetto di yogurt greco bianco non aromatizzato da 500 grammi e una quindicina di biscotti Lotus. Si apre il vasetto, si inseriscono i biscotti, si copre e si lascia riposare da mezz’ora a tutta la notte. La mattina seguente si fa colazione. Rivelazione del secolo: sa di biscotti inzuppati nello yogurt greco (lo so, mi sto ripetendo).
Quello che raramente viene chiarito nei vari tutorial è se questa quantità sia pensata per una sola colazione individuale, per essere condivisa o per essere consumata nell’arco di più giorni: un dettaglio non proprio secondario, soprattutto quando si parla di colazione fit.
I pro e i contro

Visto che (già ti vedo) il grande dilemma di fronte a tutto questo è: la rifaccio anche io o non la rifaccio?, sono qui per aiutarti. Come per tutte le grandi scelte della vita, una valutazione ragionata dei pro e dei contro aiuta più dell’entusiasmo momentaneo.
Tra i pro, il primo è la praticità. È veloce, perché si prepara in due minuti netti. Se sei il tipo che al mattino salta la colazione per mancanza di tempo o di voglia, questa opzione è oggettivamente comoda: la prepari la sera, magari mentre sistemi il pranzo per il giorno dopo, e al risveglio non devi fare praticamente nulla. C’è poi il tema proteine (con qualche precisazione che emerge meglio nei contro). Lo yogurt greco resta una buona fonte di proteine ed è senz’altro saziante. Ultimo punto a favore è la personalizzazione: la base è quella, poi ognuno può adattarla ai propri gusti con cioccolato, marmellate, confetture, yogurt aromatizzati, biscotti diversi o frutta secca.
Passando ai contro, il primo riguarda il sapore. Non è niente di memorabile: se ti piacciono i biscotti e lo yogurt, troverai esattamente quello, nulla di più, nulla di meno. La consistenza è il secondo nodo critico. Zero croccantezza, a meno di aggiungere granelli di frutta secca all’ultimo momento. Di fatto non ha nulla a che vedere con una cheesecake classica: al primo affondo di cucchiaio gli ingredienti si mescolano, la struttura cede e quello che resta è un composto indistinto, il classico mappazzone. Ultimo aspetto, non secondario, è il carico calorico, soprattutto nelle quantità suggerite. Se proprio la si vuole replicare, ha più senso ridurre le dosi: 250 grammi di yogurt e molti meno biscotti. Quattro Lotus bastano e avanzano. E se l’obiettivo è una colazione più fit, forse conviene ripensare anche la scelta del biscotto.
Che cosa ci insegna la cheesecake giapponese?
Che ci siamo tutti un po’ rimbambiti e che siamo anche molto affamati di scorciatoie. La japanese cheesecake ci ricorda che spesso non cerchiamo davvero una nuova idea, quanto piuttosto una vecchia abitudine ribattezzata con un nome esotico. Biscotti e yogurt esistono da sempre, poi però diventano virali e sembrano improvvisamente più desiderabili, persino più sani. È il potere dei trend: il senso critico viene sacrificato sull’altare dello scroll infinito. Perciò ok, continuiamo pure a provarle queste ricette, ma ricordiamoci che non tutto ciò che rimbalza sui social ha bisogno di essere santificato.
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