Se c’è qualcosa che mi ha insegnato 4 Ristoranti è che almeno una volta a pasto probabilmente troveremo un pelo nel piatto. Se stai girando una puntata del programma la reazione è scontata: cominci a urlare per chiamare il cameriere, metti il piatto in bella vista in modo che tutti, anche quelli che passano per strada, comprendano che c’è qualcosa che non va, inizi a lamentarti a voce altissima del fatto che c’è un pelo nel tuo piatto, guardi il cameriere deluso e affranto in attesa che ti cambi il piatto e fingi uno svenimento per lo shock emotivo recitando il mantra: “Può capitare, ma non doveva capitare oggi”.
Ma nella vita reale, come dovremmo comportarci se troviamo un pelo nel piatto?
Non esiste un vero e proprio galateo: ci sono persone che mangerebbero anche l’asfalto, per cui un pelo non fa una gran differenza, e altre invece che in quel pelo vedono scarsa igiene, malattie, potenziali infezioni e intossicazione certa.
Poi, diciamolo, c’è pelo e pelo: una cosa è un piccolo peletto di quelli che si staccano dai maglioni, un’altra è un capello di trenta centimetri tutto bello arrotolato tra i nostri spaghetti.
Cerchiamo di capire come comportarci in questi casi.
Sommario
Delivery
Partiamo dall’opzione più semplice: un pelo nel cibo che ci viene consegnato a casa.
In questo caso penso che possiamo essere tutti d’accordo che la cosa giusta da fare è alzare la cornetta del telefono (espressione tratta dal manuale del buon boomer), chiamare il ristorante e segnalare il problema per avere un cambio. O un rimborso, se siete tra quelli a cui un capello fa passare l’appetito.
È certamente utile una foto della scena del crimine onde evitare discussioni, o peggio sospetti.
A casa di amici

Un po’ più delicato è il pelo quando mangiate a casa di un amico che si è amorevolmente proposto di cucinare.
Chiaramente in questi casi le regole le fa il padrone di casa, per cui non possiamo aspettarci cappelli da chef o retine per capelli, e anzi dobbiamo tollerare il mestolo leccato per assaggiare il cibo con cui poi si continua a mescolare.
Se ci arriva un pelo nel piatto non è bon ton farlo notare mettendo l’ospitante in imbarazzo, soprattutto davanti a una tavolata di amici. Probabilmente sarebbe meglio scansarlo senza farsi vedere e continuare a mangiare come se nulla fosse, magari annegando sapori e pensieri in un bel bicchiere di vino.
Se si è invece in intimità con il nostro amico lo si può anche far notare, ma ovviamente per farsi una risata.
Se il pelo dovesse essere il famoso capello da trenta centimetri, allora la tecnica migliore è quella di girarci attorno, altresì detta circumnavigazione alimentare: l’idea di base è di non mangiare il boccone incriminato e la zona limitrofa probabilmente contagiata dal pelo. Finiremo con il lasciare un po’ di pietanza e ci giustificheremo con: “Non ho troppa fame, ho fatto aperitivo” o con un sempreverde: “Mi tengo per il dolce”.
Al ristorante
Arriviamo alla situazione più complessa: quando paghiamo per il cibo, e non per i peli.
I ristoratori sono degli esseri umani e, in quanto tali, potenzialmente pelosi. Per questo motivo l’errore o la svista può ovviamente capitare: ci sono situazioni in cui l’igiene complessiva della situazione ci potrebbe permettere di sorvolare, altre in cui il pelo è solo la ciliegina sulla torta di una situazione da Cucine da incubo.
E poi va da persona a persona: c’è chi non ci fa troppo caso, e chi è completamente schifato da un capello nel piatto.
Mi è capitato di mangiare con tante personalità diverse e più volte è successo lo spiacevole inconveniente del pelo nel piatto. Devo dire che le reazioni estreme, in entrambe le direzioni, sono probabilmente le meno indicate.
In un’occasione ero al tavolo con un ragazzo che ha avuto una reazione alla 4 Ristoranti, chiamando il cameriere a gran voce e urlando che c’era un pelo nel piatto. Mi sono sentito sinceramente in imbarazzo perché si poteva tranquillamente far notare con toni diversi.
In altre occasioni, invece, è arrivato un pelo abbastanza disgustoso in un piatto abbastanza costoso, e non è stato fatto notare per poca personalità e imbarazzo. Anche in questo caso probabilmente non è corretto perché si tratta di una situazione che può capitare, ma ci si può tranquillamente far rifare il piatto senza troppi drammi.
La soluzione migliore sta quindi nel mezzo: si chiama il cameriere normalmente, come se volessimo ordinare qualcosa, si indica delicatamente il punto del piatto in cui c’è il pelo, e quando il cameriere dirà: “Lo rifacciamo subito” si ringrazia e si aspetta senza fare scenate.
Se il cameriere dovesse insinuare, com’è capitato, che il pelo è vostro, allora avete carta bianca. In quel caso potete liberare la bestia che c’è in voi, alludere al complotto, sbraitare, minacciare recensioni che faranno indignare i vostri 300 follower e chi più ne ha più ne metta. Non preoccupatevi di fare brutte figure: riceverete la grazia da Alessandro Borghese.