Yuka è il nome di un’applicazione francese che ha attirato moltissimi utenti. Con quasi 80 milioni di download, Yuka sta diventando sempre più popolare tra chi cerca un modo per controllare la propria alimentazione.
L’applicazione permette infatti di inquadrare il codice a barre di un prodotto e ricevere un voto da 1 a 100. Il voto dovrebbe essere un indicatore di quanto è buono e salutare quel prodotto, per cui l’idea non sarebbe neanche male.
Se non fosse che molti prodotti DOP italiani hanno voti bassissimi. Si potrebbe anche capire lo 0 alla mortadella, nonostante alcune schifezze industriali abbiano voti più alti, ma sono i voti bassi a prodotti come l’olio extravergine, il parmigiano e la bresaola che mettono in dubbio l’affidabilità di Yuka.
Come funziona Yuka

Yuka permette di inquadrare il codice a barre di un prodotto e ricevere un voto da 1 a 100 basato su tre fattori. Il 60% del voto è influenzato dal nutriscore, il 30% dalla presenza di additivi e il 10% dal fatto che si tratti di un prodotto biologico.
Concettualmente non sarebbe nemmeno un’idea sbagliata, ma il fatto che il 60% del peso del voto sia basato sul nutriscore non la rende estremamente efficace.
Il nutriscore è un sistema adottato da alcuni paesi, come la Francia, ma non a livello Europeo. Fornisce un voto da A ad E, da migliore a peggiore nella qualità nutrizionale, che considera la presenza di calorie, zuccheri, grassi, sale, fibre, proteine e percentuale di materia prima su 100 grammi di prodotto.
Il problema è che il voto viene dato considerando l’assunzione di 100 grammi di prodotto, e non una porzione reale. L’olio ad esempio, che a tutti gli effetti è un grasso, finisce con l’essere qualificato con un punteggio basso, nonostante si tratti di un alimento salutare. La stessa sorte capita quindi a formaggi e ad alimenti che assunti in grandi quantità possono essere dannosi, ma all’interno di una dieta equilibrata non fanno certamente male.
80 milioni di download
L’applicazione sta diventando molto popolare. Si tratta di un modo rapido e semplice per avere una panoramica sulla qualità di un prodotto.
Certamente può essere utile a confrontare prodotti similari per comprenderne le caratteristiche. Si tratta di un modo più rapido di leggere gli ingredienti e capire le proprietà di un prodotto.
Tuttavia, il fatto che stia in qualche modo togliendo valore a prodotti italiani DOP non ci fa piacere. E non solo perché sembra l’ennesimo capitolo della rivalità Francia-Italia, ma perché si mettono indirettamente in dubbio alcuni pilastri della dieta migliore al mondo, quella mediterranea.
Amici francesi, sistemate l’app

Non bisogna però togliere valore all’applicazione francese solo perché ci sentiamo colpiti sul nostro orgoglio nazionale, il cibo.
Ci troviamo in un momento storico in cui la consapevolezza su ciò che mangiamo è importantissima, per cui ben vengano le applicazioni che la migliorano. Non si può però rendere popolare un sistema che mette in cattiva luce l’olio extravergine di oliva. Qualsiasi nutrizionista potrebbe confermare che si tratta di un sistema sbagliato concettualmente.
Una dieta sana è fatta di equilibrio, e comprende al suo interno anche grassi di buona qualità. Considerare tutti i grassi negativi significa sballare il regime alimentare e potenzialmente fare dei danni.
Per cui, amici francesi, sistemate l’applicazione aggiungendo dei parametri che la rendano più veritiera ed equilibrata. Ne va non solo della salvaguardia della buona cucina, di cui siete sicuramente degli esperti, ma anche della salute di chi l’app la utilizza.
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