I migliori supplì a Roma secondo Foodzilla

Oggi vediamo i migliori supplì di Roma secondo Foodzilla: una selezione tra grandi classici e indirizzi contemporanei dove questo simbolo dello street food romano continua a evolversi.

I migliori supplì a Roma secondo Foodzilla - immagine di copertina

Croccante fuori, cremoso dentro, con quel cuore filante che ha fatto scuola: il supplì è probabilmente lo street food più identitario di Roma. Una crocchetta di riso fritta, sì, ma ridurlo a questo è quasi offensivo. È cultura popolare, è gesto quotidiano, è quel momento in cui spezzi a metà e aspetti il “telefono” di mozzarella che si allunga tra le due parti.

Negli ultimi anni il supplì è cambiato tantissimo. Accanto alla versione classica al ragù, oggi trovi interpretazioni sempre più creative: cacio e pepe, carbonara, amatriciana, fino a varianti gourmet che spingono sull’identità romana in chiave contemporanea. Ma la regola resta sempre la stessa: panatura croccante, riso ben legato e un equilibrio perfetto tra condimento e mozzarella filante.

Questa è la nostra selezione dei migliori supplì di Roma. Come sempre, è una lista viva: se hai un indirizzo che secondo te merita di starci dentro, scrivicelo. Lo proviamo e, se ci convince, lo aggiungiamo.

Sancho

Sancho a Prati è uno di quei nomi che arrivano in città già con un peso importante sulle spalle. Parliamo di una realtà storica, nata a Fiumicino e diventata negli anni un punto di riferimento assoluto per pizza al taglio e fritti, capace di portare a Roma un’identità molto precisa fatta di tecnica, materia prima e approccio artigianale.

Il supplì qui segue la stessa filosofia. La panatura è uno dei dettagli che colpisce subito: dorata, asciutta, croccante al morso e mai pesante. Sul fronte gusti, oltre al classico fatto come si deve, ci sono anche combinazioni più spinte, come quello con il risotto alle mazzancolle in linea con l’evoluzione contemporanea del supplì romano.

Non a caso Sancho è arrivato anche a vincere Foodish come miglior supplì di Roma, confermando quello che già si percepisce al primo morso: qui il fritto non è un contorno, ma una parte centrale del progetto. Un supplì che unisce tecnica, sostanza e identità, senza compromessi.

Indirizzo: Via G. Belli, 3a

Supplizio

Supplizio è uno dei nomi che ha riportato il supplì al centro della scena romana, trattandolo non come semplice fritto da pizzeria ma come prodotto autonomo, costruito con una logica quasi da cucina. Il progetto di Arcangelo Dandini parte proprio da qui: prendere una ricetta popolare e lavorarla con precisione, senza snaturarla.

Il supplì classico al telefono è il punto di partenza e anche quello su cui si misura tutto il resto. Il riso è cotto in modo da restare compatto ma cremoso, con il ragù ben distribuito e mai invasivo. Non è liquido, non è asciutto: è calibrato. La mozzarella al centro fa il suo lavoro, con un filante pulito, senza diventare acquoso o sparire dentro il riso.

La panatura è uno degli elementi più riconoscibili: sottile, uniforme, molto aderente al riso. Non crea una crosta spessa o “panosa”, ma una superficie croccante e asciutta che si rompe in modo netto al morso. La frittura è pulita, senza residui di olio, e questo si sente subito.

Accanto al classico, Supplizio lavora su variazioni che partono sempre dalla cucina romana. Amatriciana, cacio e pepe, gricia: non sono reinterpretazioni forzate, ma traduzioni coerenti in formato supplì.

Indirizzo: Via dei Banchi Vecchi, 143

SupplicAmy

SupplicAmy ai Parioli è uno dei pochi posti a Roma dove il supplì non è un contorno ma il centro del progetto. Il locale è piccolo, diretto, quasi da laboratorio, e ruota tutto intorno alla produzione quotidiana dei fritti, con un’impostazione molto focalizzata e senza troppe deviazioni.

Il classico al ragù è quello da cui partire. Il riso è lavorato per restare compatto ma morbido, con il condimento ben distribuito e un cuore filante pulito. Non è un supplì “carico” o pesante: punta più sull’equilibrio che sull’impatto. La panatura è uno degli elementi più riconoscibili, fatta con pane al lievito madre, quindi più croccante e asciutta, con una struttura che tiene bene fino all’ultimo morso senza staccarsi.

Accanto al classico ci sono diverse varianti, tra cui cacio e pepe, versioni più saporite e qualche combinazione più contemporanea. La cosa che funziona è che restano leggibili: il riso non sparisce e il condimento non prende mai completamente il sopravvento.

Indirizzo: Viale Parioli, 69

Pizza Chef

Pizza Chef è uno di quei nomi che, quando si parla di pizza al taglio a Roma, torna sempre fuori per un motivo preciso: non lavora sulla quantità o sull’effetto vetrina, ma su una proposta molto curata, fatta di impasti leggeri, topping stagionali e abbinamenti pensati. E questa impostazione si ritrova anche nei supplì.

Il classico al pomodoro è fatto bene, saporito, con un riso compatto ma non secco e un condimento che resta equilibrato. La panatura è croccante, asciutta, soddisfacente al morso, senza quell’effetto unto che rovina subito il fritto. È un supplì molto pulito, più preciso che muscolare, perfetto per capire il livello della casa.

La parte più interessante però arriva con le varianti. Il supplì alla carbonara è uno di quelli da provare: cremoso, ben bilanciato, con il gusto riconoscibile ma senza diventare pesante. Ci sono poi proposte vegetariane e gusti che cambiano con la stagionalità, seguendo la stessa logica delle pizze al taglio.

Indirizzo: Via Clelia, 63a

180 Grammi

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Da 180 Grammi a Centocelle il supplì è una cosa seria tanto quanto la pizza. Il classico al telefono è costruito bene: riso compatto ma ancora morbido, pomodoro presente il giusto e un cuore filante pulito, senza eccessi. È un supplì molto centrato, che non cerca di strafare ma di funzionare.

La cosa che lo distingue davvero è la panatura. È più grossolana rispetto alla media, quindi la percepisci subito, ma è fatta bene: croccante, asciutta e soprattutto stabile. Regge perfettamente, non si apre, non si stacca e accompagna il morso dall’inizio alla fine senza diventare pesante o unta.

Accanto al classico ci sono anche altri fritti interessanti, come gli scrigni e i sampietrini, che seguono la stessa logica: panature curate, ripieni pensati e una buona coerenza generale.

Indirizzo: Via Genazzano, 32

Remo a Testaccio

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Remo a Testaccio è una certezza assoluta quando si parla di fritti romani fatti come si deve. Qui il supplì è rimasto quello classico, senza deviazioni o interpretazioni moderne, ed è proprio questo il punto di forza.

Il supplì al telefono è diretto, senza fronzoli. Riso ben legato, ragù semplice ma saporito, mozzarella al centro che fila come deve. Non cerca di essere cremoso o “gastronomico”: è asciutto il giusto, compatto, molto romano nell’impostazione.

La panatura è sottile, croccante, senza eccessi. Non è troppo spessa né invadente, ma fa il suo lavoro: si rompe bene al morso e lascia spazio al ripieno senza coprirlo. Anche la frittura è pulita, senza quella sensazione di unto che spesso rovina tutto.

Indirizzo: Piazza S. Maria Liberatrice, 44

Il Supplì

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Il Supplì a Trastevere è uno di quei posti che sembrano rimasti fermi alla Roma di una volta, nel senso migliore possibile. Sta lì dal 1979, in via San Francesco a Ripa, con quel formato da pizzeria al taglio e rosticceria popolare dove si entra, si guarda il banco, si ordina e si mangia senza troppi rituali. È un indirizzo storico, sempre pieno ma scorrevole, che ancora oggi conserva quell’idea di cibo romano immediato, abbondante e accessibile.

Il supplì classico è enorme, costa pochissimo rispetto agli standard attuali e ha una panatura molto tradizionale: sottile, regolare, per niente grossolana. Non cerca la crosta importante o il morso “tecnico”, ma quella frittura classica da vecchia scuola romana, dorata e asciutta, che lascia subito spazio al riso. Dentro è generoso, caldo, ben condito, con la mozzarella che fila come deve e quella sensazione da supplì preso al volo, mangiato per strada, senza bisogno di aggiungere altro.

La cosa bella è proprio questa: qui non sembra di stare davanti a un prodotto costruito per essere raccontato, ma davanti a un supplì che esiste da sempre e continua a funzionare. Grande, semplice, economico, profondamente romano.

Indirizzo: Via di S. Francesco a Ripa, 137

La Casa del Supplì

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La Casa del Supplì è uno di quei posti che negli anni si è ritagliato uno spazio preciso nella scena romana, lavorando su un’idea molto chiara: prendere il supplì e spingerlo su varietà e combinazioni senza perdere la base classica. È una rosticceria contemporanea, ma con un’impostazione molto leggibile, dove il banco è sempre pieno e la scelta è parte dell’esperienza.

Il classico al telefono è fatto bene, con riso compatto, ragù presente e un cuore filante pulito. La panatura è abbastanza tradizionale, non troppo spessa, croccante ma senza essere invadente, pensata più per accompagnare che per dominare il morso. È un supplì equilibrato, che funziona senza bisogno di effetti particolari.

Dove si distingue davvero è sulle varianti. Qui la scelta è ampia e cambia spesso: carbonara, amatriciana, cacio e pepe, fino a combinazioni più spinte. Non tutte sono allo stesso livello, ma l’idea è chiara e coerente: mantenere una base solida e giocare sulle ricette romane in formato supplì.

Indirizzo: Piazza Re di Roma, 20

Eroi Della Pizza

Eroi Della Pizza si trova a Piazzale degli Eroi, e negli anni è diventato negli anni un punto di riferimento della zona proprio per la qualità dei fritti, oltre che per la pizza. Non a caso è entrato anche nelle guide dedicate allo street food romano, segno che il lavoro sul banco è serio.

Il supplì viene preparato al momento, e si sente: arriva caldo, con una crosta dorata e croccante che tiene bene il morso senza risultare pesante. Il riso è cremoso, ben condito, con un ripieno che punta più sul gusto che sull’effetto scenico. Non è uno di quei supplì “carichi” o troppo elaborati, ma uno che funziona perché ogni parte è al posto giusto.

Ci sono anche varianti, ma il classico resta il più convincente. È un supplì molto equilibrato, dove la frittura è pulita e la panatura fa il suo lavoro senza diventare protagonista assoluta.

Indirizzo: Piazzale degli Eroi, 6

Food Box

Food Box, dentro al Mercato di Testaccio, è uno di quei posti che funzionano perché fanno street food senza complicarlo troppo. Il banco è pieno, il ritmo è veloce e l’offerta gira intorno ai fritti della tradizione romana, con il supplì che resta il pezzo centrale.

Il supplì qui è molto diretto. Classico al telefono fatto bene, con mozzarella filante e un riso che resta morbido senza diventare pesante. La panatura è tradizionale, non troppo spessa, croccante il giusto, pensata per accompagnare il morso senza prendersi la scena. È uno di quei supplì che non cercano la perfezione tecnica, ma puntano sulla soddisfazione immediata.

La cosa interessante è anche la varietà: accanto al classico trovi combinazioni diverse, anche più particolari, che danno un po’ di movimento al banco senza perdere l’identità da street food. Ma alla fine il senso è chiaro: Food Box è il posto dove mangiare un supplì come si deve, in piedi, al mercato, con quel mix di semplicità e sostanza che è proprio Roma.

Indirizzo: Via Beniamino Franklin, 12

Trapizzino

Parlare di Trapizzino significa inevitabilmente parlare anche di Stefano Callegari, uno dei nomi che più hanno influenzato la scena romana degli ultimi anni. Prima con la pizza, poi con il trapizzino, Callegari è riuscito a prendere ricette popolari romane e trasformarle in qualcosa di immediatamente riconoscibile, senza renderle artificiali o troppo costruite. Il suo approccio è sempre stato molto chiaro: partire dalla tradizione di strada romana e darle una forma contemporanea mantenendo gusto, semplicità e identità.

Anche il supplì segue questa filosofia. Il classico al telefono resta uno dei più riconoscibili della città: riso compatto ma morbido, sugo ben presente, mozzarella filante e una frittura molto pulita. La panatura è sottile, uniforme, croccante senza essere invasiva, pensata per accompagnare il ripieno e non per coprirlo. È il tipo di supplì che sembra semplice, ma dietro ha equilibrio e mano.

Accanto al classico ci sono poi le varianti che raccontano bene il mondo di Callegari, sempre molto legato alla cucina romana. Amatriciana, cacio e pepe, versioni stagionali o più spinte: il punto è che il supplì da Trapizzino non appare mai scollegato dal resto del progetto, ma parte della stessa idea di comfort food romano fatto bene.

È anche questo che ha reso Trapizzino così importante: non solo aver inventato un formato diventato iconico, ma aver riportato attenzione su prodotti popolari come supplì e fritti, trattandoli con la stessa cura di una cucina vera senza perdere il lato immediato e popolare che li rende speciali.

Indirizzo: Varie Sedi

La Gatta Mangiona

La Gatta Mangiona è uno di quei posti che hanno cambiato davvero il modo di vedere pizza e fritti a Roma. Giancarlo Casa, insieme a Cecilia Capitani e Sergio Natali, ha costruito a Monteverde un locale che già alla fine degli anni ’90 lavorava su impasti, ingredienti e ricerca quando ancora il concetto di “pizzeria contemporanea” praticamente non esisteva. E la stessa attenzione è sempre stata dedicata anche ai supplì.

Qui il supplì non è mai stato un semplice antipasto da ordinare nell’attesa. Il classico al ragù è ancora oggi uno dei più solidi della città: riso molto cremoso, sapore profondo di pomodoro e carne, mozzarella filante e una panatura asciutta e precisa, che resta croccante senza appesantire. La frittura è pulita, e soprattutto si sente un lavoro molto attento sulle consistenze, con un equilibrio raro tra interno e crosta.

Ma la vera identità della Gatta Mangiona si vede nelle varianti. Nel tempo sono passati dal supplì maritato fino a combinazioni stagionali e ricette più creative, sempre però con un’idea molto chiara dietro: usare il supplì come estensione della cucina romana e non come semplice esercizio creativo. Alcuni gusti cambiano continuamente, altri sono diventati quasi iconici del locale.

Indirizzo: Via Federico Ozanam, 30

Concludiamo

Questa è la nostra personale classifica dei migliori supplì di Roma, costruita su quello che secondo noi oggi funziona davvero tra tecnica, gusto e identità. Dai grandi classici alle versioni più contemporanee, il supplì continua a essere uno dei prodotti più rappresentativi della città, capace di evolversi senza perdere il suo carattere.

Come sempre, non è una lista definitiva. Se il tuo preferito non c’è, diccelo: lo proviamo e, se ci convince, lo aggiungiamo ai prossimi aggiornamenti.

 

Questo contenuto è stato realizzato nel rispetto dei principi di trasparenza e tracciabilità previsti dal Regolamento Europeo AI Act (2025). Tipo di contenuto: AI-assisted

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