Ultimamente sta andando abbastanza di moda il matcha latte, una sorta di cappuccino amarognolo verdeggiante. In realtà il matcha latte è solo uno dei modi in cui utilizzare il the matcha, il potente the verde di origini giapponesi.
Una bevanda che ha un sapore interessante, non immediato, e che nasconde tradizioni e usi molto antichi e interessanti. Scopriamo quindi di più sul matcha, su come utilizzarlo, come sceglierlo, sulla sua storia e le sue proprietà.
Che differenza c’è tra il the matcha e il the verde

Potrebbe sembrare banale, ma molti non conoscono la differenza tra il matcha e il the verde. In realtà si tratta della stessa pianta, ciò che cambia è il modo di consumarla.
Il the verde è il classico infuso in acqua, mentre il matcha è una polvere ottenuta macinando l’intera pianta.
Quest’ultimo risulta quindi molto più concentrato, intenso e con caratteristiche molto più marcate.
Gusto e proprietà
La polvere di matcha ha un sapore molto intenso ed erbaceo. Probabilmente il sapore che più lo ricorda è quello ferroso degli spinaci. Tende ad avere una nota amara molto spiccata, anche se potreste non averlo notato, dato che in molti casi ne vengono vendute delle varianti con aggiunta di zuccheri.
Contiene molta caffeina, sino a dieci volte la quantità di un normale the: per cui attenzione a consumarlo di sera perché potreste non dormire per qualche ora. Contiene anche molti antiossidanti, per cui senza esagerare può diventare una buona alternativa al caffè.
Come si consuma il matcha

Il the matcha andrebbe preparato con un apposito frustino in legno che serve a mescolare la polvere con l’acqua calda. In questo modo si ottiene il vero matcha, caratterizzato da una leggera schiuma, e da un sapore molto intenso. Si tratta della procedura messa in atto anche durante il celebre rito del the giapponese, ancora in voga tutt’oggi, anche se solo in occasioni particolari. Seppur con meno sacralità, lo stesso risultato si ottiene anche con un frustino elettrico, di quelli che si usa per montare il latte e schiumare i cappuccini.
Questo appena descritto è il vero modo di degustare il matcha: acqua e polvere.

Esistono però moltissime bevande a base di matcha, tra cui il sempre più popolare matcha latte: un latte da gustare caldo o freddo con polvere di matcha. Il vero matcha latte ha un sapore amaro che viene accentuato dalla parte grassa e dolce del latte, se è troppo zuccherato non è un vero matcha latte. Considerate che una tazza di questa bevanda dovrebbe avere circa 150 calorie, le versioni zuccherate che potreste avere assaggiato in grandi catene superano le 500 calorie a tazza.
Al di fuori dei confini in Italia, soprattutto in Asia, c’è un vero culto del matcha che è diventato il protagonista di molti bibitoni, come smoothie, frullati e varianti di caffe.
Non solo the
La nota amara fa del matcha un ingrediente interessante anche in pasticceria, dando vita a giochi di sapori e contrasti.
Nei luoghi specializzati non mancano dolci come la cheesecake, i cookie, il cornetto o la torta di crepes al matcha. Bene o male in tutte le preparazioni con una panna o una crema si può aggiungere la magica polvere verde se si è bravi a bilanciarne il sapore amaro.
Se questo articolo vi ha incuriosito e volete provare una bella tazza di matcha, vi consigliamo di cercarne uno di origini giapponesi e coreane – oramai si trovano facilmente anche in Italia – e di acquistare l’apposita frustina (spesa massima 10€). Iniziare la giornata con una bella tazza di matcha è il modo giusto per darsi la carica.
E se le bevande giapponesi ti piacciono, dai un’occhiata al nostro articolo sul sake.