Niente ricci fino al 2029: prolungato il fermo pesca in Puglia

Gli amanti dei ricci pugliesi dovranno attendere almeno altri tre anni prima di gustare nuovamente questa prelibatezza del mare: il fermo pesca in tutta l'aera pugliese è stato prorogato, ma nel frattempo abbiamo delle valide alternative.

Niente ricci fino al 2029: prolungato il fermo pesca in Puglia - immagine di copertina

L’ennesimo colpo al cuore per i pugliesi: dopo i rumors relativi alla possibilità di vietare la carne di cavallo (e quindi le tanto amate brasciole) viene prorogato anche il fermo pesca che vieterà la raccolta dei ricci di mare su tutta l’area pugliese sino al 2029.

Il fermo pesca è in vigore dal 2023 e ha l’obiettivo di rigenerare la popolazione di ricci lungo le coste pugliesi, dopo che innumerevoli pranzi a base di frutti di mare ne avevano minato seriamente l’esistenza.

Tre anni però non sono bastati, e il fermo pesca è stato prolungato sino al 2029.

Ma allora, come mai passeggiando per le strade di bari o pranzando nei ristoranti della costa è possibile trovare ancora i ricci? Mercato nero, importazione, o che altro?

Come fare quindi a evitare fregature, materia prima di scarsa qualità e soprattutto mangiate non all’altezza di questa regione?

Ne abbiamo parlato con gli amici dell’Oasi del Riccio, ottimo ristorante vista mare dalle parti di Torre Canne, specializzato, e chi l’avrebbe mai detto, in ricci.

Com’è la situazione?

ricci di mare

La situazione è quella effettivamente descritta: i pugliesi hanno mangiato quantità enormi di ricci, e per poter continuare a gustarli è necessario un attimo di pausa. Tre anni non sono bastati, si spera che ne bastino altri tre.

Sino a pochi anni fa c’erano clienti che mangiavano solo ricci, parliamo di svariate persone che avevano l’abitudine di mangiare decine e decine di ricci e nient’altro, al massimo accompagnati con un po’ di pane.

Il consumo prolungato ed eccessivo ha portato a una drastica diminuzione della presenza di questo animale sulle coste. I ragazzi del ristorante ci raccontano che sino a qualche anno fa era sufficiente cercare negli scogli sotto al ristorante per trovarne in quantità, ora invece sono molto più rari.

Ma quindi i ricci che si trovano in pescheria o al ristorante?

spaghetti ai ricci

Sono importati, principalmente dalla Croazia e dall’Albania.

Sono molto buoni, ma è corretto che i clienti ne sappiano la provenienza. Addirittura ci dicono che ultimamente ci sia una forte rivendita di ricci che arrivano dalla Bretagna: molto grossi e pieni, all’apparenza succulenti, ma dal sapore molto meno intenso.

I ricci che arrivano dall’altro lato dell’adriatico sono comunque un buon prodotto, sia da mangiare crudo che per uno spaghetto, però sono diversi dai nostri.

Come riconoscerli?

Solo dal gusto. Bisogna essere abbastanza allenati.

I ricci pugliesi hanno un altro sapore. Non è una questione di intensità del sapore, è proprio un gusto diverso.

Bisogna quindi fidarsi di pescherie e ristoranti, e stare attenti ai prezzi.

Il giusto prezzo per un riccio importato varia da 1€ a 2€ al pezzo, chiaramente anche a seconda di location, servizio, etc.

5€ o 6€ al pezzo è abbastanza esagerato, seppur si trovino anche a queste cifre. In questo caso potrebbero essere i ricci della Bretagna, molto appariscenti, ma non all’altezza di quelli di entrambe le coste del mare adriatico.

 

In definitiva quindi ci basta ancora un po’ di pazienza per tornare all’originale sapore dei ricci di mare pugliesi, nel frattempo possiamo placare la voglia con le alternative croate e albanesi, ovviamente pagandole il giusto.

tags: Attualità

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti