I migliori locali dove mangiare vicino alla Stazione Termini a Roma

Una selezione dei nostri locali preferiti dove mangiare nei dintorni della Stazione Termini a Roma. Raggiungibili in massimo 20 minuti a piedi.

I migliori locali dove mangiare vicino alla Stazione Termini a Roma - immagine di copertina

Mangiare bene vicino alla Stazione Termini a Roma è assolutamente possibile, basta sapere dove andare. D’altronde siamo in una delle zone più multiculturali della città, dove nel giro di poche strade le possibilità non mancano affatto. Per questa guida ci siamo dati un limite di circa 20 minuti a piedi dalla stazione e abbiamo raccolto alcuni dei nostri indirizzi preferiti nei dintorni.

Come sempre, la lista non vuole essere definitiva: se conoscete qualche posto che secondo voi manca, suggeritecelo nella sezione dei commenti dei nostri profili Instagram e Facebook.

Aromaticus – 11 minuti a piedi

A una decina di minuti a piedi da Termini c’è Aromaticus, un bistrot vegetale dove la parte più divertente è vedere cosa riescono a tirare fuori da verdure, legumi, funghi, tofu e fermentati. La cucina è creativa, cambia con le stagioni e soprattutto non prova continuamente a replicare piatti di carne in versione vegana. A cena, per esempio, i porri cotti a bassa temperatura arrivano con crema di latte di mandorla, glassa al miso, olio di porri bruciati e caffè; il tofu viene fatto anche partendo dai fagioli cannellini, mentre il fungo Pleus diventa una cotoletta panata e fritta con purè di cavolfiore al limone e cicoria. A pranzo il menu è più informale, con noodles, curry, falafel, bowl e burger di portobello.

Poi ci sono i succhi di frutta e verdura, che personalmente sono una delle cose che preferisco di Aromaticus. Le combinazioni cambiano tra barbabietola, mela, carota e zenzero oppure spinaci, sedano, mela e lime, fino a quello più verde con sedano, finocchio, cetriolo e lime. Freschi, buonissimi e perfettamente in linea con il resto del locale. Aromaticus è una buona dimostrazione di quanto possa diventare creativa una cucina quando le verdure smettono di essere considerate semplicemente un contorno.

Indirizzo: Via Urbana, 134

La Barrique – 17 minuti a piedi

la barrique

La Barrique è uno dei locali più lontani dalla stazione di questa lista, calcolate circa 15 minuti a piedi, ma non potevamo lasciarlo fuori perché è semplicemente troppo buono. Siamo a Monti, in un’enoteca con cucina dove si beve benissimo, ma soprattutto si mangia altrettanto bene. Il menu cambia spesso, mantiene un legame forte con la cucina romana e lascia parecchio spazio al quinto quarto, senza rinunciare a qualche deviazione più libera. Noi ci siamo tornati diverse volte e nell’ultima visita abbiamo mangiato coratella con i carciofi, polpette al sugo, lingua di vitella in salsa verde e delle animelle con patate e salvia cotte alla perfezione, morbide e succose dentro. La formula permette anche di giocare parecchio con i piccoli antipasti prima di passare ai piatti più importanti.

E poi naturalmente c’è il vino: una carta molto ampia e ricercata, con una sala particolarmente brava a capire cosa vi piace e a tirar fuori bottiglie e calici che magari non avreste scelto da soli. Se volete approfondire, andate a leggere il nostro articolo dedicato a La Barrique, dove vi raccontiamo per bene la nostra esperienza.

Indirizzo: Via del Boschetto 41/b

HummusTown Kiosk – 8 minuti a piedi

HummusTown nasce nel 2018 come progetto di catering siriano di Shaza e Jumana, mentre il piccolo chiosco di Piazza della Repubblica arriva qualche anno dopo. Il menu è corto e molto facile da affrontare: hummus, mutabbal di melanzane, falafel, shawarma e diverse preparazioni siriane che si possono prendere singolarmente oppure mettere insieme. Ci piacciono gli yalangee, foglie di vite ripiene di riso e spezie, e la musakaa siriana con melanzane, peperoni e pomodoro. Se invece state letteralmente andando a prendere il treno, prendete lo shawarma, è uno dei migliori che abbia mai assaggiato a Roma, preparato con ingredienti di qualità e in stile tradizionale siriano.

Piccolo dettaglio non secondario: HummusTown è anche un progetto nato per creare opportunità di lavoro per rifugiati siriani arrivati a Roma.

Indirizzo: Viale Luigi Einaudi

Gainn – 7 minuti a piedi

Gainn è aperto dal 2007 e per mangiare coreano a due passi da Termini rimane un indirizzo molto affidabile. Appena ci si siede arrivano i banchan, i piccoli piatti che accompagnano il pasto e che possono comprendere kimchi e altre verdure condite o fermentate. Poi bisogna scegliere, e il menu non aiuta chi tende a voler ordinare tutto. C’è il bulgogi di manzo marinato con salsa di soia e sesamo, ci sono mandu, pancetta di maiale e calamari piccanti, ma nelle giornate fredde noi andremmo dritti sul kimchi jjigae. Arriva ancora bollente nella terracotta, con kimchi fermentato, tofu e maiale, ed è sapido, piccante e con quella punta acidula del kimchi che impedisce al brodo di diventare pesante.

Meglio avere un po’ di tempo a disposizione: non tanto per una questione di servizio, quanto perché sedersi qui e ordinare un piatto solo sarebbe un’occasione sprecata.

Indirizzo: Via dei Mille, 18

Africa – 11 minuti a piedi

Africa è aperto dal 1977 e già questo racconta parecchio del suo rapporto con il quartiere. La cucina è eritrea ed etiope e quasi tutto comincia dall’injera, il grande pane fermentato, morbido e leggermente acidulo che ricopre il piatto. Sopra arrivano carne, legumi, verdure e salse; l’injera si strappa con le mani e serve anche per raccogliere tutto il resto. Lo zighinì è uno dei piatti da provare, soprattutto se è la prima volta: carne stufata a lungo con cipolla, pomodoro e berberè, la miscela di spezie che gli dà calore e piccantezza. Ci sono versioni con manzo e agnello, ma si mangia molto bene anche senza carne, tra lenticchie rosse, ceci e verdure speziate.

Se non conoscete bene questa cucina, fatevi consigliare e prendete più preparazioni da assaggiare insieme: è il modo migliore per capire quanto cambino sapori e consistenze nello stesso piatto. Anche l’ambiente fa la sua parte, sempre molto vivace e conviviale, soprattutto quando i tavoli iniziano a riempirsi. A mio parere Africa rimane il miglior ristorante africano di Roma, e se non ci siete mai stati questo è un ottimo posto da cui cominciare.

Indirizzo: Via Gaeta, 26

Krishna 13 – 17 minuti a piedi

Di Krishna 13 avevamo già parlato nella nostra guida ai migliori ristoranti indiani di Roma, e ritrovarlo a una decina di minuti da Termini ci torna particolarmente comodo. Il menu è enorme, forse persino troppo se siete persone indecise, e passa dai piatti cotti nel tandoor ai curry, con una parte vegetariana che non sembra affatto messa lì per completezza. Il baingan bharta è fatto con melanzane arrostite e poi lavorate con cipolla, pomodoro e spezie; ci sono dal di lenticchie, samosa, pakora e naturalmente diversi naan da ordinare al centro. Dal tandoor escono invece pane, pollo e altre carni con le caratteristiche parti più abbrustolite lasciate dalla cottura ad alta temperatura.

Indirizzo: Via Foscolo, 20

Sura – 15 minuti a piedi

Sura è un ristorante coreano molto tradizionale, di quelli in cui il menu è decisamente più interessante se si supera la tentazione di ordinare soltanto bulgogi e pollo fritto. Ci sono i tteokbokki, gnocchi di riso dalla consistenza tenace con salsa piccante, l’haemul pajeon con frutti di mare e il ttukbaegi bulgogi, servito ancora bollente nella pentola di terracotta. Poi maiale saltato piccante, noodles, kimchi con pancetta di maiale e jjambbong, una zuppa piccante di noodles e frutti di mare che da sola può tranquillamente risolvere una cena. Da bere si può continuare sulla stessa strada con il makgeolli, il tradizionale vino di riso coreano, leggermente lattiginoso.

Ultima cosa: prenotate, soprattutto se volete andarci nel fine settimana.

Indirizzo: Via Conte Verde, 62

Lanka Food Restaurant – 13 minuti a piedi

Lanka Food Restaurant è un ristorante sri lankese. Il locale è semplice, cucina casalinga molto piccante e parecchi piatti che a Roma non è facilissimo incontrare. Il riso viene accompagnato da curry diversi, verdure, legumi e preparazioni dove cocco e spezie tornano continuamente, ma senza dare al pasto sempre lo stesso sapore. Se trovate il kottu, ordinatelo. Si prepara tagliando il roti in piccoli pezzi e saltandolo su una piastra insieme a verdure, uova, carne o altri ingredienti; durante la preparazione le lame sbattono continuamente sul metallo e, prima ancora di vederlo, probabilmente lo sentirete arrivare dalla cucina.

È anche uno degli indirizzi della lista in cui andare senza conoscere necessariamente il nome di quello che volete mangiare. Guardate cosa c’è e fatevi guidare.

Indirizzo: Via Leopardi, 26

Phở Viet – 5 minuti a piedi

Phở Viet porta a due passi da Termini una cucina vietnamita piuttosto diretta, con un menu in cui noodles di riso, brodi, carne alla griglia ed erbe fresche tornano in forme diverse. Il phở ovviamente c’è, dal più semplice phở gà con pollo fino allo Special con manzo, polpette e coda di manzo. Arriva con lime, peperoncino, coriandolo e germogli da aggiungere a piacere, così il brodo cambia man mano che si mangia. Ma non ordinerei automaticamente quello: il bún bò Huế è più piccante e deciso, mentre il bún bò Nam Bộ lascia da parte il brodo e mette insieme noodles di riso, manzo saltato, verdure e salsa.

Da bere provate il caffè vietnamita con latte condensato e ghiaccio oppure uno dei tè della casa, come quello con litchi e rosa.

Indirizzo: Via Daniele Manin, 59

Forno Roscioli all’Esquilino – 13 minuti a piedi

Attenzione al cognome, perché qui siamo dal lato Esquilino della famiglia Roscioli. Il forno di Pietro Roscioli nasce negli anni Ottanta rilevando una bottega in cui il pane si faceva già da parecchio tempo, e il bancone oggi mette insieme pane, pizza, gastronomia, pizzette e dolci. Noi cominceremmo dalle cose più semplici: pizza bianca e pizza rossa. Quando sopra ci sono soltanto pomodoro, olio e poco altro, oppure proprio niente, impasto e cottura non hanno molti posti dove nascondersi. Poi potete farvi distrarre dalle teglie più condite e da tutto il resto, cosa che generalmente succede entro pochi minuti dall’ingresso.

È anche materiale perfetto da treno: si compra, si mette nel sacchetto e si mangia quando parte la fame. Sempre ammesso che riesca ad arrivare fino al vagone.

Indirizzo: Via Buonarroti, 46/48

Mercato Centrale – all’interno della stazione Termini

Concludiamo con uno dei mercati più buoni di Roma, e anche l’unico indirizzo di questa lista per cui non dovrete praticamente allontanarvi da Termini.

Il Mercato Centrale si trova infatti dentro la stazione, negli spazi della Cappa Mazzoniana, e raccoglie sotto lo stesso tetto tante botteghe diverse. Il vantaggio è abbastanza evidente: potete arrivare senza avere la minima idea di cosa mangiare e decidere direttamente lì. Tra i nomi che conosciamo bene c’è Trapizzino di Stefano Callegari, con la tasca di pizza bianca riempita con classici romani come pollo alla cacciatora, polpetta al sugo e lingua in salsa verde, oppure lo smashburger di Joe Bastianich, preparato con Black Angus schiacciato sulla piastra fino a formare una bella crosticina esterna e completato con cheddar, cetriolini, cipolla croccante e le salse della casa. Ci sono poi i fritti di Supplizio di Arcangelo Dandini, la pizza di Luca Mastracci, i ravioli cinesi di Zheng Yong e parecchio altro.

È anche una soluzione particolarmente comoda quando si mangia in compagnia e ognuno ha voglia di qualcosa di diverso. E soprattutto sfata abbastanza bene l’idea che dentro una grande stazione ferroviaria ci si debba per forza accontentare del primo panino trovato davanti al binario.

Indirizzo: Via Giovanni Giolitti, 36

Concludiamo

Insomma, avere un treno da prendere non significa doversi rassegnare al primo panino trovato in stazione. Nei dintorni di Termini si mangia bene, spesso molto bene, e soprattutto c’è molta più scelta di quanto si possa pensare. Noi abbiamo raccolto i nostri indirizzi preferiti nel raggio di una ventina di minuti a piedi, ma sicuramente ne abbiamo lasciato fuori qualcuno.

Quindi ora tocca a voi: dove mangiate quando siete dalle parti di Termini?

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