Quando si parla di furti solitamente si pensa a bancomat svaligiati o a opere d’arte milionarie sottratte a qualche grande museo. Come nel caso recente del furto al Louvre, dove tutto è cominciato da una password debole, qualcosa come 123456 o Louvre!!!.
Ma anche nel mondo food c’è parecchio da raccontare: furti milionari di sciroppo d’acero, bottiglie di vino, o addirittura forme di formaggio.
Quando girano i big money i furfanti si fanno ingolosire, e così anche ristoranti e produttori di pie salate devono restare sempre con i radar attivati.
Partendo dal recente furto di Barolo nelle Langhe, riviviamo i furti storici del mondo food.
Sommario
- Il Barolo delle Langhe: il colpo con i muletti in prestito
- Il cheddar inglese: 950 forme e un cliente che non esisteva
- La Nutella tedesca: un camion e cinque tonnellate e mezzo di crema
- Le olive: quando il furto si porta via anche gli alberi
- Atrio: il furto di vino ordinando un’insalata
- French Laundry: il vino pregiato prende la via della spedizione
- Le 2.500 pie di Tommy Banks: il furto finito nel cestino
- Lo sciroppo d’acero del Québec: il furto scoperto nei barili d’acqua
Il Barolo delle Langhe: il colpo con i muletti in prestito

Nella notte tra il 16 e il 17 settembre 2026, qualcuno ha deciso che il Barolo della cantina Conterno Fantino, a Monforte d’Alba, doveva cambiare proprietario. Secondo le prime ricostruzioni, tre o quattro persone sono arrivate a piedi attraverso i vigneti, sono entrate nel magazzino da una finestra laterale e hanno portato via oltre 3.000 bottiglie, fra annate 2021 e 2022, magnum e altri formati speciali. Il valore stimato del bottino è nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro.
La parte più cinematografica è la logistica. I ladri avrebbero usato i muletti della cantina per movimentare le bottiglie, rimettendoli poi al loro posto. Avrebbero quindi caricato due furgoni aziendali e li avrebbero spinti per un tratto a motore spento prima di accenderli sulla strada. Una sorta di trasloco notturno, con una sola differenza: i proprietari non lo avevano autorizzato. Le indagini erano ancora in corso al momento delle notizie consultate; la ricostruzione dei movimenti della banda deriva dalle prime verifiche e dalle immagini di sorveglianza.
Il cheddar inglese: 950 forme e un cliente che non esisteva

Nel 2024 Neal’s Yard Dairy, distributore britannico di formaggi artigianali, ha ricevuto quello che sembrava un grande ordine da un grossista collegato a un importante rivenditore francese. Le forme sono state preparate e consegnate. Peccato che l’acquirente fosse un impostore: prima che la frode venisse scoperta erano sparite 950 forme di cheddar, per oltre 22 tonnellate e 300.000 sterline di valore.
Qui non c’è un furgone che sfonda un cancello. C’è una consegna regolare ottenuta mentendo sull’identità di chi compra. Il colpo è ancora più amaro perché i formaggi Hafod, Westcombe e Pitchfork provenivano da tre produttori artigianali: Neal’s Yard Dairy ha comunque pagato i fornitori, assorbendo la perdita. E resta la domanda che nessuno vorrebbe dover fare al proprio responsabile di magazzino: dove sono finite 22 tonnellate di cheddar?
La Nutella tedesca: un camion e cinque tonnellate e mezzo di crema

Nell’aprile 2013, a Bad Hersfeld, in Germania, un camion parcheggiato è diventato la dispensa personale di ignoti ladri. Il carico rubato era composto da 5,5 tonnellate di Nutella, per un valore riportato di circa 13.600 sterline. Non sappiamo se i responsabili avessero in mente una rete di rivendita o la colazione più lunga della storia; la seconda ipotesi richiederebbe comunque un’organizzazione notevole.
È uno di quei furti che diventano virali appena si pronuncia il nome del prodotto. Ma la sua logica è meno misteriosa di quanto sembri: rubare un camion carico di merce confezionata significa impossessarsi, in una volta sola, di migliaia di unità pronte a circolare. Il fatto che siano barattoli da spalmare sul pane rende solo la scena molto più difficile da raccontare con serietà.
Le olive: quando il furto si porta via anche gli alberi

Nel 2023 l’aumento del prezzo dell’olio ha dato un incentivo ai furti di olive in diverse zone del Mediterraneo. In Spagna la polizia ha recuperato 91 tonnellate di olive rubate. In Grecia, secondo le testimonianze raccolte dall’Associated Press, alcuni ladri sono arrivati a tagliare rami carichi di frutti e perfino alberi interi. Non è il genere di scena che ci si aspetta da un furto alimentare: più che svuotare uno scaffale, significa devastare il posto in cui il prodotto nasce.
È anche il caso meno adatto alle battute. Un barattolo si può rifare; un ulivo vecchio di decenni o secoli no. Per chi coltiva, il danno non si esaurisce con il raccolto di quella stagione: può continuare negli anni successivi. Ecco perché questo capitolo somiglia meno a una commedia criminale e più a un promemoria di quanto lavoro possa esserci dentro una bottiglia d’olio.
Atrio: il furto di vino ordinando un’insalata

Ottobre 2021, Cáceres, Spagna. Una coppia cena al ristorante dell’hotel Atrio, visita la cantina e torna in camera. Fin qui, una serata da ricordare. Nella notte, però, la donna ordina un’insalata al servizio in camera, distraendo l’unico addetto presente mentre il complice cerca una chiave. Il primo tentativo non funziona; arriva allora una seconda richiesta, stavolta di un dessert. Con la chiave giusta, l’uomo entra in cantina e riempie borse e zaino di bottiglie, avvolgendole negli asciugamani per non farle tintinnare.
Al mattino mancano 45 bottiglie, valutate complessivamente 1,6 milioni di euro. Fra queste ce n’era una sola stimata 350.000 euro. Dopo una ricerca durata mesi, i due sono stati arrestati e condannati. Se nel servizio di sala la richiesta di un dessert è normalmente una buona notizia, quella notte si è rivelata decisamente costosa.
French Laundry: il vino pregiato prende la via della spedizione

Anche negli Stati Uniti una cantina di ristorante è finita nel mirino. Il giorno dopo Natale del 2014, dal French Laundry di Yountville, in California, sono state rubate circa 110 bottiglie di vino di pregio. Il valore stimato al momento del furto era di circa 549.000 dollari. Non si trattava di bottiglie prese a caso per una cena particolarmente ambiziosa: secondo gli atti del procedimento, parte del vino è stata spedita a un compratore in un altro Stato.
Uno dei coinvolti ha poi ammesso il proprio ruolo nel furto e nel tentativo di vendita. Il compratore, una volta saputo che il vino proveniva dal ristorante, ha rifiutato ulteriori pagamenti. Morale pratica, per quanto poco romantica: le etichette rare attirano chi conosce il loro valore, ma proprio quella riconoscibilità può complicarne la rivendita.
Le 2.500 pie di Tommy Banks: il furto finito nel cestino

Nel dicembre 2024, nel Regno Unito, è sparito un furgone che trasportava 2.500 pie, le torte salate preparate per un mercatino di Natale a York. Il carico, legato all’attività dello chef Tommy Banks, valeva circa 25.000 sterline. Banks ha chiesto pubblicamente ai ladri almeno di lasciare il cibo a un centro comunitario, così che potesse essere mangiato.
Il furgone è stato ritrovato a Middlesbrough con le pie ancora dentro, ma il cibo era danneggiato e non più utilizzabile. Il finale ha tolto alla storia ogni possibile gusto da «grande colpo gastronomico»: non c’è stato un banchetto clandestino, solo migliaia di porzioni sprecate. È il caso in cui il bottino, pur recuperato, non è tornato davvero a nessuno.
Lo sciroppo d’acero del Québec: il furto scoperto nei barili d’acqua

Chiudiamo con il caso che sembra inventato apposta per prendere in giro gli stereotipi sul Canada, e invece è arrivato fino alla Corte suprema. Nel luglio 2012, durante un controllo delle riserve della federazione dei produttori di sciroppo d’acero del Québec, alcuni barili sono risultati pieni d’acqua al posto dello sciroppo. Il furto non riguardava qualche bottiglietta da souvenir: il valore dello sciroppo sottratto superava i 18 milioni di dollari canadesi.
Richard Vallières è stato riconosciuto colpevole di furto, frode e traffico della merce rubata. La vicenda giudiziaria è proseguita fino alla Corte suprema del Canada, che nel 2022 ha confermato una sanzione superiore a 9 milioni di dollari canadesi legata al valore dello sciroppo non restituito. L’immagine dei barili riempiti d’acqua è irresistibile; il punto, però, è che qualcuno era riuscito a far uscire da una riserva una quantità enorme di prodotto senza che il vuoto fosse scoperto subito.
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