A Firenze mangiare bene è parte del paesaggio. La cucina toscana qui si incontra ovunque, tra trattorie storiche, insegne più contemporanee e ristoranti che mettono al centro una materia prima che non ha bisogno di troppe presentazioni. La carne, naturalmente, gioca un ruolo da protagonista, ma ridurre Firenze alla sola bistecca sarebbe un errore. Da L’Ortone, in piazza Lorenzo Ghiberti, proprio davanti al mercato di Sant’Ambrogio, ci siamo trovati davanti a una cucina che parte dalla tradizione e la porta nel presente con misura, senza stravolgerla. Pasta fresca, pane e dolci fatti in casa, ingredienti stagionali e una particolare attenzione alla carne raccontano bene l’identità del locale, giovane nell’approccio ma profondamente legato alla Toscana. Il risultato è una tavola generosa, curata e riconoscibile, in uno dei quartieri più vivi e autentici del centro fiorentino.
Primi piatti carichi, speziati e decisamente goduriosi

Abbiamo deciso di saltare l’antipasto e iniziare subito con due primi belli carichi, di quelli che già sulla carta promettono parecchio. Il primo è stato il maltagliato al ragù di cinghiale, bacche di ginepro e olio all’alloro, un piatto intenso e profumato, dove il sapore deciso della carne viene accompagnato dalle note aromatiche del ginepro e dell’alloro senza perdere equilibrio. La pasta fresca raccoglie bene il ragù e rende ogni boccone ricco, pieno e decisamente godurioso. Poi siamo passati ai pici con ragù di maialino, zafferano e aneto, altrettanto convincenti ma giocati su sfumature diverse: il maialino è morbido e saporito, lo zafferano aggiunge una nota calda e speziata, mentre l’aneto porta quella freschezza che alleggerisce l’insieme. Due primi molto buoni, generosi nel gusto e soprattutto ben caratterizzati, capaci di far sentire chiaramente tutti gli ingredienti senza creare confusione nel piatto.

La griglia, a Firenze, era praticamente obbligatoria
Arrivati ai secondi, a Firenze era difficile non andare sulla carne. Così abbiamo scelto la tagliata al rosmarino e salvia, puntando su un piatto semplice solo in apparenza, dove a fare davvero la differenza sono materia prima e cottura. La carne era saporita, succosa e ben valorizzata dalle note aromatiche di rosmarino e salvia, presenti senza coprirne il gusto. È uno di quei piatti che funzionano proprio perché non cercano effetti speciali: la carne resta al centro e tutto il resto serve ad accompagnarla. A completare il percorso abbiamo scelto un bicchiere di Rosso di Montepulciano DOC, morbido e strutturato quanto basta per stare bene sia con i ragù dei primi sia con la griglia. Un abbinamento semplice, molto piacevole e perfettamente coerente con il tipo di cucina che avevamo davanti.
Cantucci e Vin Santo per chiudere in dolcezza

Per il finale abbiamo scelto uno dei grandi classici toscani: cantucci e Vin Santo. I cantucci erano croccanti al punto giusto, friabili e ben bilanciati, ancora più piacevoli accompagnati dal vino, che chiude il pasto con quella nota dolce e avvolgente che ci si aspetta da questo abbinamento. Una conclusione semplice, tradizionale e molto buona, perfettamente coerente con il resto del pranzo.
Il giudizio su L’Ortone a Firenze è quindi positivo: ci è piaciuta soprattutto la capacità di tenere insieme una cucina toscana riconoscibile e dettagli più contemporanei.
Quindi super consigliato.
_________________________________________
L’Ortone
Piazza Ghiberti 87/r
50122, Firenze