Chi non beve alcol NON ha un problema sociale

Vi è mai capitato di insistere con qualcuno che non avesse voglia di bere un bel bicchiere di vino o una bella birretta con voi? Persone strane gli astemi, eppure non hanno tutti i torti.

Chi non beve alcol NON ha un problema sociale - immagine di copertina

Chi scrive questo articolo beve alcol. Inoltre chi scrive questo articolo è anche veneto. Per cui prendete le prossime righe come un doloroso atto di onestà intellettuale…

Venendo appunto dal Veneto sono cresciuto con una certa cultura degli alcolici. Già attorno ai 15 anni si cominciano a bere i primi spritz, e un po’ alla volta la bevuta diventa un atto sociale spesso parte della quotidianità.

Capita però (raramente) di avere a che fare con gli astemi, o con persone che, semplicemente, in quel momento non hanno voglia di alcol. Si tratta talmente tanto di rarità sociali che per un bevitore è praticamente impossibile non approfondire, non interessarsi: Come mai non bevi? Ma neanche un goccio? Ma vuoi che ordiniamo qualcos’altro? Dai assaggia su! Giusto un brindisi!

beve alcol

Un siparietto che capita spesso. Di solito non ci si fa caso perché si è parte della maggioranza, e inoltre bere sembra scontato e normale. Però se cominci a farci caso ti accorgi che chi non beve viene in qualche modo bullizzato, anche se nella maggior parte dei casi la sua unica colpa è un “No, grazie”.

Chi non beve alcol non ha un problema

Ho cominciato a notare tutto ciò da qualche anno, in particolare da quando si parla (male) di vegani, o di nazivegani (chi scrive non è vegano, e tantomeno nazivegano, ndr). Io ho avuto a che fare tante volte con persone vegane, e sinceramente non hanno mai tentato di impormi nulla, quando è nata una discussione è perché ero io quello curioso che faceva domande. Al contempo però sento spesso critiche, fastidi e rabbia da parte di chi non condivide il veganesimo: “Vogliono imporci il loro modo di pensare! Tu puoi mangiare quello che vuoi, ma anche io ho il diritto di mangiare quello che voglio!” E così via…

Non sento però mai parlare di nazialcolizzati o di nazialcolisti. Eppure, perlomeno nella mia esperienza, sono tante le volte in cui ho visto qualcuno forzare qualcun altro a bere brandendo una bottiglia di vino.

Inoltre c’è anche un lavoro di propaganda inconscia da parte di chi beve che logora anche a livello psicosociale. Frasi del tipo “Ma come fai a divertirti senza bere?” o “Ma come fai ad andare a ballare senza cocktail”. Se ne parla, di chi non beve, anche quando non sono presenti, convincendo progressivamente sé stessi e gli altri che c’è una fazione giusta, i bevitori, e una sbagliata, gli astemi.

chi non beve alcol

Ma essere veneti e bevitori non significa non poter rivedere come stanno effettivamente le cose. Seppur da queste parti sia pieno di nonni che hanno campato sino a cent’anni bevendo un bicchiere di vino rosso al giorno, è innegabile che l’alcol faccia male. Così come è innegabile che per molti sia diventato negli anni un problema, spesso condiviso con interi gruppi di amici e parenti. Rendersene conto significa essere in grado di mettere un freno a un’abitudine che fa male.

Consapevolezza

La realtà dei fatti, ahimè, è che meno si beve e meglio è. E se sei una persona che è in grado di arrivare a fine giornata senza una birra, o che è in grado di imporsi in mezzo a una tavolata di beoni e rimanere con il bicchiere pieno d’acqua, o di divertirti in generale senza bisogno di sostanze come l’alcol, allora non dovresti essere attaccato dalla massa, ma eventualmente ammirato, invidiato e copiato.

Con ciò non voglio dire che dobbiamo cancellare anni di cultura enologica e smettere di bere in massa (anche se la scienza dice che sarebbe la scelta giusta per avere una vita migliore), ma perlomeno smettiamola di tediare chi come la pensa come noi.

Bere fa male, non è opinabile, e chi non beve, ahimè, ha ragione.

 

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