Se sei una mamma o un papà che non apprezza il nuovo partner della figlia o del figlio, sappi che ci sono vari modi per far capire al partner dei tuoi figli che lo odi, utilizzando il cibo.
Oramai abbiamo capito che il cibo non è solo un alimento, ma è anche un modo per trasmettere alle persone a cui vuoi bene che tieni a loro, attraverso impegno, preparazione e gusto. Non c’è niente di meglio che vedere qualcuno che apprezza la tua cucina.
In questo scambio entrano in gioco anche le emozioni, che nella maggior parte dei casi sono positive, ma con qualche eccezione.
Con un piatto si può comunicare anche l’odio e l’antipatia, e una delle situazioni più comuni in cui il cibo diventa una vera e propria bomba a orologeria è il rapporto tra i genitori e i partner dei loro figli. Sappiamo bene che si tratta di un terreno minato, dove basta veramente poco per dare vita a un inferno in terra.
Ci sono storie di questo genere di antipatie che hanno come protagonista un piatto particolare: abbiamo raccolto per voi le più divertenti. Ecco come far capire al partner dei tuoi figli che lo odi sfruttando il cibo.
Il primo appuntamento: l’acqua del cotechino

Mettetevi comodi perché state per leggere una storia leggendaria. Mi è stata raccontata dal diretto interessato, per cui ho garanzia di veridicità.
Siamo all’incirca nel 1975 tra le sempre nebbiose campagne polesane. L’episodio è il pranzo conoscitivo tra la famiglia di lei e il malcapitato fidanzato. Il contesto è un piccolo paese in cui tutti si conoscono, per cui la famiglia della fidanzata sapeva bene chi la figlia stava per portare a tavola.
“Mamma, papà: questo è Massimo.”
“Molto piacere, siediti. È quasi pronto.”
Arriva il piatto di Massimo, il profumo è quello di un bel Questo matrimonio non s’ha da dare, né domani, né mai: acqua di cotechino.
Avete capito bene, acqua di cotechino.
Per chi non lo sapesse, il cotechino si cuoce bollendolo in maniera tale che perda molta della sua parte grassa nell’acqua. Quando lo cuoci il profumo non è entusiasmante, che è poi il motivo per cui non è un piatto che piace a tutti (ci riferiamo ovviamente alla carne…).
Al povero Massimo è stato servito un bel brodo di acqua di cotechino, con tanto di grasso galleggiante.
E se vi state chiedendo che cos’ha fatto il povero Massimo, sappiate che gliel’ho chiesto anch’io: lo ha mangiato con tanto di complimenti alla cuoca.
Ma diciamocelo, non è quello che avremmo fatto un po’ tutti in quella situazione (conati permettendo)?
Una sfida generazionale: la lasagna

Alcuni piatti rappresentano le nostri tradizioni più radicate e profonde. Un piatto che accomuna tutta Italia è ovviamente la lasagna. Ogni regione ha le sue versioni, e ogni famiglia ha il suo modo unico di preparare uno dei protagonisti più amati dei pranzi domenicali.
Ecco quindi che quando si comincia a cucinare, si arriva presto a provare la propria versione di lasagna, cercando di replicare quel sapore nostalgico di infanzia e, perché no, di dare il proprio tocco di innovazione.
E questa è anche la storia di Lucia, che dopo vari tentativi e avendo addirittura imparato a fare la sfoglia fatta in casa, decide di invitare domenica a pranzo la famiglia del suo futuro – forse – marito. E quale modo migliore di farsi amare se non con una bella lasagna fatta in casa?
Peccato però che Lucia non vada proprio a genio alla futura – forse – suocera, che per non presentarsi a mani vuote che cosa porta al pranzo domenicale, se non la sua versione secolare, intramontabile e insuperabile di lasagna?
“Così le assaggiamo tutte e due.”
E ora dicci, caro figlio/forse futuro marito/probabilmente futuro single, quale delle due lasagne preferisci?
Cozze, cozze, e ancora cozze

In certi casi non è giusto parlare di odio, ma di troppo che storpia. E si tratta di una situazione molto comune quando i genitori del partner sono particolarmente affettuosi: man mano che ti conoscono ti chiedono cosa ti piace, e la volta dopo te lo fanno trovare per compiacerti, e la volta dopo ancora, e ancora, e ancora.
È il caso del mio amico Nicola e della sua passione per le cozze, o così pensano i suoceri. La prima volta che li ha conosciuti ha fatto particolari apprezzamenti sulle cozze gratinate, e da lì ha firmato la sua condanna. Capita infatti che Nicola talvolta passi svariati giorni a pranzo e cena dai suoceri, e siccome gli piacciono tanto, gli preparano sempre cozze.
Anche se Nicola ultimamente mi ha confessato che non le digerisce più così bene, ma non si sente di condividere l’informazione con altri.
Quando cucinano i figli

L’ultima storia è al contrario, e stavolta a cucinare sono i figli.
Vi ricordate la frase a inizio articolo Non c’è niente di meglio che vedere qualcuno che apprezza la tua cucina, ecco, non c’è però niente di peggio che vedere qualcuno che la disprezza.
Ho questa coppia di amiche, Sara si era messa d’impegno per compiacere i genitori di Sara (sì, si chiamano entrambe Sara) preparando una cena per conoscerli. Ma da come ce l’ha raccontata non è andata benissimo.
Sia la madre che il padre hanno infatti solo assaggiato i vari piatti, anche un pochino schifati, lasciandoli praticamente interi. C’è anche da dire che Sara e Sara sono entrambe vegane e principalmente crudiste, mentre i genitori di Sara sono un po’ più persone da arrosti e pasta col ragù, però un piccolo sforzo potevano farlo dai: ok che il tempeh con broccoletti crudi e wasabi probabilmente non era il massimo, ma non siamo tutti Cracco…
Vabbè, sta di fatto che Sara comunque non l’ha presa benissimo.
E voi, conoscete altri modi, sempre sfruttando la cucina, per far capire al partner dei tuoi figli che lo odi?
C’è un altra categoria di persone che ogni tanto si meriterebbe un bel brodo di cotechino, parliamo degli ospiti che inviti a cena, ma che non si sanno comportare.