Il Capodanno cinese, chiamato anche Festa di Primavera, segue il calendario lunisolare: i mesi iniziano a ogni luna nuova e la data cambia di anno in anno, muovendosi tra gennaio e febbraio. Quest’anno cade proprio oggi, 17 febbraio. La festa si vive in famiglia, attorno a una tavola imbandita, con un’attenzione quasi confuciana al rispetto degli anziani: prima si fanno accomodare loro e, persino quando si serve, la prima porzione va al più anziano del tavolo.
In questo contesto il cibo è linguaggio simbolico, fatto di forme che ricordano ricchezza, lunghezze che evocano longevità e rotondità che parla di unione. E quindi, che cosa si mangia durante il Capodanno cinese?
Sommario
- Pesce, l’abbondanza servita in bella vista
- Jiaozi, i ravioli che chiamano ricchezza
- Involtini primavera, oro croccante in formato cilindro
- Spaghetti e noodles, la longevità da non spezzare
- Riso, il simbolo dello stare insieme
- Niangao e tangyuan, dolci che augurano crescita e unione
- Mandarini e arance, simboli di prosperità
Pesce, l’abbondanza servita in bella vista

Il pesce è uno dei simboli più forti del Capodanno cinese. Arriva in tavola in abbondanza per richiamare il detto niánnián yǒuyú, “per tutto l’anno vi è sovrabbondanza”, dove yú, abbondanza, suona come yú, pesce. Il valore propiziatorio nasce proprio da questo gioco linguistico: mangiare pesce significa augurarsi prosperità, fortuna, regali inattesi. Tra le varietà più comuni compaiono carpa e pesce gatto, facilmente sostituibili con il salmone sulle nostre tavole. Il salmone può essere arrotolato in un’alga in stile Kobumaki, oppure marinato e cotto in padella con salsa teriyaki. In alternativa si può scegliere una versione con zenzero e salsa al limone, più fresca ma sempre coerente con l’ispirazione orientale.
Jiaozi, i ravioli che chiamano ricchezza

I jiǎozi, ravioli ripieni di carne, pesce o verdura, sono un rito nel rito: la tradizione invita a mangiarne tanti, perché più se ne mangiano e più denaro si guadagnerà nell’anno a seguire. Il perché è materiale e poetico: la forma richiama i Tael, lingotti d’oro e d’argento usati dalle antiche dinastie, e la credenza trasforma ogni boccone in augurio. Nei testi ricorrono anche le varianti di cottura, che cambiano nome e carattere: shuǐjiǎo in brodo, zhēngjiǎo al vapore, guōtiē saltati alla piastra, fino agli xiǎolóngbāo ripieni di brodo. A Capodanno si cita persino l’esclamazione zhāo cái jìn bǎo, un modo per augurare ricchezza e tesori mentre le bacchette fanno il loro lavoro.
Involtini primavera, oro croccante in formato cilindro

Gli involtini primavera chūnjuǎn portano nel nome il legame con la Festa di Primavera. Il loro colore dorato richiama subito l’idea dei lingotti d’oro e li trasforma in simbolo di benessere economico e dunque in un augurio concreto di ricchezza. La versione più diffusa prevede un ripieno di verdure, particolarmente associato alla Cina orientale. Esistono anche varianti con mazzancolle o gamberi, spesso accompagnate da salsa agrodolce. Non manca una declinazione dolce con salsa di fagioli rossi, che può essere sostituita con ganache al cioccolato o marmellata.
Spaghetti e noodles, la longevità da non spezzare

Gli spaghetti lāmiàn e i noodles della longevità sono simbolo di lunga vita: più lunghi sono, maggiore sarà la longevità. Per questo non vanno spezzati né durante la preparazione né nel piatto, perché accorciarli significherebbe accorciare simbolicamente la propria vita. Possono essere serviti saltati in padella con porri, peperoni, carote e germogli di soia, con l’aggiunta di maiale o pollo, oppure in versioni di mare come gli spaghetti piccanti con salmone. Un’altra preparazione li vede immersi in un brodo chiaro di pollo o verdure arricchito con cipollotti, funghi shiitake, zenzero e uovo: un piatto semplice solo in apparenza, che racchiude un augurio potente e chiarissimo.
Riso, il simbolo dello stare insieme

Il riso è una colonna portante della cucina dell’Asia orientale e durante il Capodanno cinese non manca mai. Dalla torta di riso glutinoso al riso alla cantonese con piselli, prosciutto cotto e uova, fino alle combinazioni con pesce, gamberi o scampi, la sua presenza attraversa regioni e tradizioni. Il chicco, con la sua forma tondeggiante, diventa simbolo di ritrovo e di unione: un augurio di attraversare l’anno restando compatti, arrivando alla fine del ciclo insieme, senza perdere coesione lungo la strada.
Niangao e tangyuan, dolci che augurano crescita e unione

Il niángāo è il dolce del Capodanno cinese per eccellenza. Nián significa anno, gāo torta, e l’assonanza con niánniángāo richiama l’idea di “ogni anno sempre più in alto”, un auspicio di crescita e miglioramento nella vita e nella carriera. Viene chiamato anche “gnocco di riso” perché la consistenza lo rende più simile a uno gnocco che a una torta tradizionale, e può essere proposto in versione dolce o salata.
Mandarini e arance, simboli di prosperità

Gli agrumi sono immancabili nella spesa di Capodanno. La loro forma tonda richiama pienezza, abbondanza e prosperità; il colore dorato rimanda alla ricchezza. I mandarini vengono spesso serviti in numero otto, considerato il numero più fortunato in Cina. Anche qui il simbolismo passa dalla lingua: il carattere cinese per “arancia” ha lo stesso suono della parola “successo”, mentre quello del mandarino contiene il carattere che indica la buona sorte. In molte tradizioni vengono scambiati in coppia come augurio di felicità e prosperità.
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