Ecco 5 pizze “out of Italy” che raccontano come una stessa idea possa evolversi in modi sorprendenti.
New York Style Slice

La New York style pizza è probabilmente la versione americana più famosa al mondo. Nata dall’incontro tra immigrati italiani e cultura urbana statunitense, si è evoluta in una pizza sottile ma più grande rispetto a quella napoletana, pensata per essere venduta a fette. La caratteristica principale è proprio la slice: una fetta ampia, triangolare, servita singolarmente e spesso piegata a metà per essere mangiata camminando.
L’impasto è elastico e abbastanza idratato, steso in dischi molto larghi e sottili. La base risulta croccante sotto ma morbida e flessibile al centro. Il condimento è più abbondante rispetto alla tradizione italiana: viene utilizzata una quantità generosa di mozzarella a bassa umidità, che crea uno strato uniforme e filante. Il pomodoro è semplice, leggermente speziato, steso in modo omogeneo. La cottura avviene in forni a gas o elettrici, a temperature più basse rispetto al forno a legna napoletano, per un tempo più lungo che permette alla fetta di mantenere struttura e croccantezza.
Chicago Deep Dish Pizza

La Chicago deep dish è quasi l’opposto della pizza italiana tradizionale. Alta, spessa e cotta in teglie profonde e rotonde, ricorda più una torta salata che una pizza classica. L’impasto è ricco, spesso arricchito con olio o burro, e viene steso lungo i bordi della teglia creando una sorta di guscio.
All’interno si costruiscono strati ben distinti. Prima uno spesso strato di formaggio, spesso mozzarella, che protegge l’impasto dall’umidità del pomodoro. Poi vengono aggiunti salumi, salsiccia o verdure, e infine una generosa quantità di salsa di pomodoro sopra, a coprire tutto. Questa disposizione invertita rispetto alla pizza italiana è una delle sue particolarità. La cottura è lunga e permette alla base di diventare dorata e consistente, mentre l’interno rimane ricco, morbido e molto sostanzioso. È una pizza che si mangia con coltello e forchetta e viene servita intera, a spicchi spessi.
Pide Turca

In Turchia la pizza prende la forma del pide, un impasto allungato e ovale con i bordi ripiegati verso l’interno, tanto da ricordare una barca. L’impasto è morbido, leggermente più spesso rispetto a una pizza napoletana, e viene cotto tradizionalmente in forni molto caldi.
Il condimento varia, ma una delle versioni più diffuse prevede carne macinata speziata, cipolle e peperoni, distribuiti su tutta la superficie. Esistono anche varianti con formaggi locali, come il kaşar, che fonde creando una consistenza cremosa ma compatta. A differenza della pizza italiana, il pomodoro non è sempre presente come base, e le spezie giocano un ruolo centrale nel definire il sapore. Il risultato è un piatto profumato, ricco e profondamente legato alla tradizione mediorientale.
Khachapuri Georgiano

In Georgia la versione locale della pizza è il khachapuri, un pane ripieno di formaggio che assume forme diverse a seconda della regione. La variante più iconica è l’Adjaruli khachapuri, a forma di barca, con i bordi arrotolati e un centro colmo di formaggio fuso.
L’impasto è soffice e leggermente dolce, pensato per sostenere un ripieno molto ricco. Il formaggio utilizzato è tipicamente un mix locale, che fonde senza diventare completamente liquido, mantenendo una consistenza densa e filante. A fine cottura viene aggiunto un tuorlo d’uovo crudo al centro, che si amalgama con il calore residuo, e spesso una noce di burro. Prima di mangiarlo si mescola tutto creando una crema calda e avvolgente, che viene raccolta con pezzi di impasto staccati dai bordi.
