Galateo del sushi all you can eat: regole semi-serie per non uscire rotolando

Il galateo del sushi all you can eat nasce soprattutto dai comportamenti assurdi che ormai vediamo ogni volta che entriamo in un ristorante giapponese. Tra piatti ordinati senza criterio, sushi nascosto nei tovaglioli, nigiri affogati nella soia e bacchette usate a caso, diciamo che ci siamo un po’ stancati. Quindi sì, queste sono regole semi-serie, ma forse servivano davvero.

Galateo del sushi all you can eat: regole semi-serie per non uscire rotolando - immagine di copertina

Eccoci qui, per un appuntamento non richiesto con il galateo. Questa volta parliamo del sushi all you can eat, quel luogo mitologico dove almeno una volta nella vita qualcuno ti ha portata dicendo: “Puoi mangiare tutto quello che vuoi”. Ed è proprio quella frase ad aver fatto più danni che altro. La prima volta te l’hanno venduta come un’esperienza mistica di abbondanza, un parco giochi dove ordinare 47 uramaki, 12 nigiri, 3 tartare e poi guardare il tavolo con lo stesso panico di chi ha firmato un mutuo senza leggere le clausole.

Diciamolo pure: il sushi all you can eat, per come viene spesso vissuto, a noi non piace così tanto. Non per il gusto, non per snobismo: il problema è lo spreco. E forse è proprio per questo che il galateo del sushi andrebbe rispolverato un attimo, perché certe scene ormai si vedono troppo spesso.

Quindi facciamo una cosa molto semplice: scriviamo nero su bianco alcune regole da rispettare se vuoi goderti il sushi all you can eat senza rotolare fino alla macchina, senza offendere il cibo e senza diventare quella persona che il cameriere riconosce da lontano con lo sguardo del trauma.

Non ordinare tutto subito

non ordinare tutto subito

Ecco, la prima regola che mi sento di dire è proprio questa: come già anticipato, il sushi all you can eat non serve per strafogarti. Ordina pochi piatti alla volta, con un minimo di criterio e lucidità mentale, perché tanto il sushi non scappa mica dal locale. Quella smania di riempire il tablet non la capisco. È normale poi ritrovarsi con l’ansia crescente e lo sguardo perso di chi ha appena capito di aver ordinato 46 uramaki fritti tanto per assaggiare. E poi è inutile guardare i piatti con gli occhi sbarrati sperando che spariscano da soli. Sei al sushi all you can eat, non al bingo.

Non scaricare la colpa sugli altri

Beh, nel podio insieme alla regola di prima non può non starci questa. Credo che chiunque, almeno una volta, si sia ritrovato davanti a quella scena tragicomica:Questo non l’ho ordinato io, l’hai preso tu”. Ragazzi, lo sappiamo benissimo che state mentendo. Si vede da tre miglia che state masticando quel boccone da mezz’ora e che non vi entra più niente; quindi, diventa facilissimo scaricare la colpa sugli altri. Eh no caro mio, se hai ordinato senza guardare e hai cliccato piatti a caso preso dall’entusiasmo, poi tocca anche prendersi le proprie responsabilità.

Non nascondere il sushi ovunque

Bene, la terza regola nel galateo del sushi all you can eat è proprio questa. Non so quale tra le prime tre sia la peggiore, ma questa è sicuramente la conseguenza diretta della prima: ordinare troppo e poi andare nel panico. Perché esistono certi personaggi che, appena capiscono di non farcela più e iniziano ad avere paura della penale (Gulp! Che paura), entrano subito in modalità genio del crimine e iniziano a infilare il sushi nei posti più improbabili. Arrotolato nei tovaglioli e buttato nel bagno facendo pure intasare tutto, nascosto nelle borsette, schiacciato tra i piatti vuoti come se il personale non se ne accorgesse, oppure spappolato ovunque nel tentativo disperato di far sparire le prove. Siete così creativi che sicuramente esistono altri metodi che non ho nemmeno il coraggio di immaginare. Ecco, tutta questa creatività magari usatela per altro, non per sprecare cibo inutilmente.

Non fare finta di non aver ordinato

Ecco un’altra regola che si ricollega perfettamente alle precedenti: non fare il furbetto. Non puoi ordinare piatti a caso preso dall’entusiasmo e poi, quando arriva qualcosa che non ti piace o quando sei già pieno, fare improvvisamente finta di non averlo ordinato. “Questo non è mio”, “io non l’ho preso”, “ma chi ha ordinato questa cosa?”. Questo è quello che si sente dire più spesso. E oltre a essere una scena abbastanza imbarazzante, non è nemmeno rispettoso verso chi sta lavorando e verso il cibo che hai chiesto tu stesso cinque minuti prima.

Non ungere il tablet

Non ungere il tablet

Beh, diciamo che questa regola del galateo del sushi dovrebbe valere anche per i camerieri, perché sì, i tablet andrebbero puliti ogni volta. Però può capitare che il tavolo venga liberato di corsa per far sedere subito qualcun altro e che se ne dimentichino. Ecco perché magari evitiamo di lasciare il tablet completamente ricoperto di impronte, salsa di soia, dita unte e residui di tempura. Tanto lo sappiamo tutti che dopo il ventesimo ordine il tablet diventa più appiccicoso del tavolo stesso, ma un minimo di dignità possiamo ancora conservarla.

Non costruire torri di piatti

Capisco la voglia di liberare spazio sul tavolo e sentirsi utili, ma non serve impilare piatti come se stessi partecipando a una gara di equilibrio. Ogni volta c’è qualcuno che costruisce una torre altissima convinto di agevolare il cameriere, salvo poi rischiare di far crollare tutto al minimo movimento. Fidati, il personale arriverà prima o poi a svuotare il tavolo; quindi, forse è meglio evitare opere architettoniche fatte di piattini sporchi e salsa di soia.

Non affogare il nigiri nella soia

E adesso passiamo alle regole un po’ più tecniche, quelle che riguardano proprio il modo corretto di mangiare sushi. E qui lo so, perché almeno una volta nella vita lo abbiamo fatto tutti, forse anche più di una: prendere il nigiri e tuffarlo completamente nella salsa di soia. Ragazzi, non si fa così. Lo so che è più comodo, ma il problema è che il riso assorbe tutta la salsa, si inzuppa e rischia pure di sfaldarsi nella ciotolina ancora prima di arrivare alla bocca. E nel frattempo il sapore delicato del pesce sparisce completamente. La regola corretta sarebbe molto più semplice: il nigiri si gira delicatamente e si fa toccare alla salsa solo la parte del pesce.

Il sushi si mangia in un boccone

Il sushi si mangia in un boccone

E qui arriviamo a una delle regole più importanti del galateo del sushi: il sushi si mangia in un solo boccone. Niente coltello, niente tagli strani e soprattutto niente scene dove mangi prima il pesce e poi il riso. Ogni pezzo viene pensato dallo chef per avere un equilibrio preciso tra sapori e consistenze, quindi dividerlo significa rovinare proprio quell’equilibrio.

E lo so già cosa state pensando: “Eh ma è troppo grande”. Ragazzi, il sushi nasce proprio per essere mangiato così. Se iniziate a tagliarlo o smontarlo pezzo per pezzo, il nigiri si sfalda e metà del condimento finisce nel piatto invece che in bocca.

Non infilzare il sushi con le bacchette

Qui parliamo di una regola molto più culturale che estetica. Infilzare il sushi con le bacchette è considerato un gesto irrispettoso nella tradizione giapponese, perché il cibo infilzato richiama alcuni rituali funebri e le offerte dedicate ai defunti. Quindi no, anche se il nigiri continua a scapparti nel piatto, non trattarlo come una polpetta da prendere al volo.

E se proprio non riesci, nessun problema: il sushi si può tranquillamente mangiare anche con le mani. Ah, altra cosa importantissima: mai conficcare le bacchette nel riso lasciandole in verticale, perché anche quello è un gesto legato ai riti funebri nella cultura giapponese.

Lo zenzero non è un’insalata

Lo zenzero non è un’insalata

Ecco un’altra cosa che vediamo fare continuamente: mangiare lo zenzero insieme al sushi come se fosse un contorno. In realtà il gari, cioè lo zenzero marinato, serve per pulire il palato tra una portata e l’altra e aiutarti a distinguere meglio i sapori del pesce successivo senza mischiare tutto.

Infatti, andrebbe mangiato soprattutto quando cambi tipo di pesce, magari passando da uno più delicato a uno più intenso. E no, non va messo sopra il nigiri prima di mangiarlo. Tra l’altro aiuta anche la digestione, quindi forse è meglio usarlo bene invece di finirlo nei primi cinque minuti.

Le regole delle bacchette

Le regole delle bacchette

E già che ci siamo parliamo anche delle bacchette, perché pure lì esistono alcune regole precise. Prima cosa: non sfregarle tra loro appena le separi. Lo so, tantissime persone lo fanno in automatico, ma in Giappone è considerato poco educato perché implica che le bacchette siano economiche o fatte male. Altra cosa da evitare: leccarle oppure usarle per indicare persone o piatti.

Quando non le usi, le bacchette vanno appoggiate sul porta bacchette oppure ordinate sul piatto, non lasciate a caso sul tavolo. E se devi prendere qualcosa da un piatto condiviso, si usa l’estremità opposta a quella con cui mangi. Piccoli dettagli, sì, ma fanno parte del galateo del sushi tanto quanto il modo in cui si mangia.

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