I più giovani probabilmente non sanno nemmeno cosa siano i datteri di mare. I lettori con un po’ più di esperienza invece potrebbero conoscerli o addirittura averli mangiati qualche decina di anni fa.
Dal 1998 infatti la raccolta del dattero di mare è severamente proibita in Italia e in Europa. Si tratta di un frutto di mare che vive all’interno di piccole conche scavate negli scogli subacquei. La loro estrazione prevede la distruzione completa dello scoglio, tramite picconi o addirittura martelli pneumatici. Ciò comporta anche la distruzione dell’ecosistema e la desertificazione subacquea.
In sostanza, raccogliere i datteri di mare è un disastro dal punto di vista ambientale.
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Però…
Ammetto che una volta, però, mi è capitato di mangiarli. Premetto: non li ho ordinati io, non avevo nemmeno capito che qualcun altro li stava ordinando, ma sono arrivati a tavola.
Ero in Slovenia, in un ristorante dell’entroterra particolarmente conosciuto (il titolare è morto recentemente e il ristorante ha chiuso) in cui si mangiava dell’ottimo pesce, sia cotto che crudo. In quel periodo capitavo spesso da quelle parti e venivo portato in quel ristorante di frequente da amici che conoscevano bene il proprietario. Solitamente si decideva se cotto o crudo all’inizio e poi veniva portato un menù a fantasia dello chef: abbiamo sempre mangiato benissimo e a prezzi assolutamente contenuti.
In uno di questi pranzi, uno dei signori che conosceva meglio il proprietario ha chiesto se fosse disponibile lo spaghetto all’ananas. Il proprietario ha risposto che purtroppo quel giorno non era disponibile. Mi era sembrata più che altro una gag e non ho fatto troppe domande. Cominciamo a mangiare antipasti e crudi e si arriva al momento dei primi. Il proprietario si presenta tutto sorridente e ammiccante con un enorme vassoio di spaghettini rossi con un frutto di mare che non avevo mai visto che aveva le sembianze di una cozza marroncina un po’ più allungata. In effetti sembravano proprio datteri di mare.
Mi spiegano di cosa si tratta e che non sarebbero legali, ma che ogni tanto si trovano ancora (ho capito dopo il problema di sostenibilità ambientale legato al dattero di mare) e che quel giorno per nostra fortuna c’erano.
Assaggio gli spaghetti con i datteri: buonissimi. Sapore di mare incredibile, un misto tra la cozza e l’ostrica: dolce, ma con una forte salinità, perfetto per un piatto di pasta.
Detto ciò…

Devo ammettere di aver apprezzato (eccome) quel piatto di pasta e i datteri di mare. Ma per quanto siano buoni è un gioco che non vale la candela.
Ho capito in seguito che il modo per estrarli è una barbarie ed è stato giustamente proibito. Un piatto di pasta non vale certo la distruzione di un ecosistema, per quanto buono possa essere.
Voci dicono che i datteri di mare si trovino ancora anche in certe zone costiere d’Italia, soprattutto al sud. Che il prezzo al mercato nero vada dai 100 ai 250€ al chilo, ma che sia – fortunatamente – sempre più difficile reperirli, anche per gli addetti ai lavori.
Per cui, se vi capiterà la possibilità di comprare dei datteri di mare evitate di finanziare quest’orrenda pratica. Se invece qualcun altro a vostra insaputa dovesse ordinare uno spaghetto all’ananas…
Rimanendo in tema frutti di mare, eccone altri che potresti non conoscere.