Il mare è un mondo pieno di creature incredibili, e non tutte sono famose o facili da riconoscere. Oltre a vongole, gamberi e cozze, esistono frutti di mare strani, dalle forme bizzarre, dai colori insoliti e dai comportamenti sorprendenti. Alcuni sembrano usciti da un libro di fantascienza, altri sembrano piccole opere d’arte naturali.
In questo articolo scopriamo cinque frutti di mare curiosi e poco conosciuti, raccontando da dove vengono, come vivono e perché attirano subito l’attenzione di chi li osserva.
Percebes, le zampe di drago dell’Atlantico

A guardarli da vicino sembrano davvero le dita di una creatura mitologica: un peduncolo carnoso ricoperto da un guscio rigido che ricorda un’unghia. I percebes crescono abbarbicati alle scogliere più battute dall’oceano, e forse per questo hanno un sapore pulito.
In Spagna e Portogallo sono considerati una chicca: si cuociono pochissimi secondi e si mangiano aprendo la pelle elastica per arrivare alla parte morbida interna.
Geoduck, la vongola gigante del Pacifico

La geoduck è uno di quei frutti di mare che capisci subito perché sono famosi: non per il gusto, ma per l’aspetto. Vive sepolta nella sabbia e sviluppa un sifone enorme, che sporge anche di decine di centimetri dalla conchiglia.
È un mollusco lentissimo a crescere e può vivere anche più di un secolo. La sua carne, però, è sorprendentemente delicata: la parte esterna è più croccante, quella interna quasi burrosa. Nei ristoranti asiatici la propongono cruda, servita in fettine sottili immerse in salse leggere che ne esaltano la dolcezza marina.
Cetriolo di mare, il cactus del mare

Il cetriolo di mare è quel tipo di creatura che se la incontri sott’acqua pensi subito: “Ok, questo non lo cucinerò mai”. Sembra un mix tra un tubero spaesato e un soprammobile mollissimo, eppure in cucina — soprattutto in Asia — è considerato una piccola celebrità. Ha una texture che oscilla tra il gelatinoso e il croccantino finale, un po’ come se la natura avesse deciso di fare un dim sum senza dirlo a nessuno. Non ha grande sapore di suo, è vero, ma assorbe tutto quello che gli metti vicino: brodi, salse, spezie e molto altro.
Cañadilla, la lumachina marina spagnola

La cañadilla è una piccola lumaca marina molto amata nelle zone costiere del sud della Spagna. Si prepara in modo spartano: bollita qualche minuto, lasciata raffreddare e servita con sale, limone e la pazienza di estrarla con uno stuzzicadenti.
Il suo gusto è sorprendente: deciso ma non pungente, con un finale che ricorda il profumo delle barche di legno bagnate dalla salsedine. È uno di quei cibi da spiaggia, da pomeriggio lento e birra ghiacciata, perfetti per chi ama i sapori semplici ma identitari.
Piure, il cuore del Cile

Il piure è un tunicato dall’aspetto unico: esternamente è una sorta di sasso rossastro, ma una volta aperto rivela una polpa arancione brillante. Il sapore è fortissimo, quasi metallico, ed è per questo che divide: c’è chi lo adora e chi non riesce ad avvicinarcisi. In Cile è consumato crudo, tagliato a pezzetti e spesso condito con limone, coriandolo e cipolla. È uno di quei frutti di mare che si ricordano più per la personalità che per la delicatezza.
Non sarà mai un ingrediente “per tutti”, ma è perfetto per raccontare quanto il mare sappia essere bizzarro e sorprendente.
Il mare non smette mai di stupire anche con questi frutti di mare strani
Il bello di esplorare il mondo dei frutti di mare è che, appena pensi di averli visti tutti, spunta fuori qualcosa che ti fa dire: “Ok, questo proprio mi mancava”. Dai molluschi timidi che vivono nascosti nella sabbia agli “alieni” gelatiniformi che sembrano inventati, il mare è un catalogo infinito di stranezze gastronomiche che pochi conoscono davvero.