Se avete seguito le vicende che ruotano attorno a Salt Bae saprete che oggi non è più il personaggio diventato famoso e virale una manciata di anni fa.
Oggi l’impero di Salt Bae si sta rivoluzionando, cominciando una fase che dà tutta l’idea di un vero e proprio declino.
Se invece avete seguito il nostro sito, saprete che anche prima degli ultimi fatti non eravamo propriamente dei fan delle steackhouse turche, ma di certo non era facile immaginare che un personaggio iconico come Salt Bae potesse avere delle difficoltà importanti.
Ripercorriamo quindi la sua storia, per capire dove il macellaio turco ha commesso degli errori grossolani.
Le origini di Nusret Gökçe
Nusret Gökçe nasce nel 1983 a Erzurum, nell’est della Turchia, in una famiglia dalle modeste possibilità economiche. Il padre lavora come minatore e il giovane Nusret lascia presto la scuola per contribuire al sostentamento della famiglia. Inizia così a lavorare come apprendista macellaio, imparando a conoscere la carne e le tecniche di lavorazione.
Negli anni successivi riesce a mettere da parte abbastanza denaro per visitare alcuni dei migliori ristoranti tra Argentina e Stati Uniti, osservando da vicino il lavoro degli chef e studiando nuovi metodi di preparazione. Quelle esperienze gli permettono di sviluppare un approccio molto personale alla cucina, fortemente incentrato sulla spettacolarizzazione del servizio.
Il video che conquistò Internet
Nel gennaio del 2017 accade ciò che cambia completamente la sua vita. Un breve filmato pubblicato su Instagram lo mostra mentre affetta una bistecca con movimenti estremamente precisi e conclude l’operazione lasciando cadere il sale lungo l’avambraccio fino alla carne.
Il video diventa virale in poche ore. Il soprannome “Salt Bae“, nato sui social come gioco di parole tra “salt” e l’acronimo BAE, before anyone else, viene ripreso dai media di tutto il mondo. Meme, GIF e imitazioni si moltiplicano a una velocità impressionante. Persino attori, calciatori e politici iniziano a replicare quel gesto diventato ormai iconico.
L’impero Nusr-Et

Sfruttando l’enorme popolarità, Salt Bae trasforma il suo ristorante Nusr-Et in un marchio internazionale. Aprono locali a Dubai, Abu Dhabi, Doha, Londra, Miami, New York, Las Vegas, Beverly Hills e in molte altre città.
Il format è semplice ma estremamente efficace: carne di alta qualità, servizio teatrale, camerieri che partecipano allo spettacolo e, quando presente, l’immancabile apparizione del proprietario che conclude il servizio con il celebre pizzico di sale.
I prezzi sono altissimi e alcuni piatti diventano simboli del lusso ostentato, come la bistecca ricoperta d’oro alimentare, venduta a cifre che superano facilmente i mille euro. Per molti clienti, il vero prodotto non è più la cena, ma il video da pubblicare sui social.
Quando il personaggio supera lo chef
Con il passare del tempo, però, qualcosa cambia. Sempre più recensioni iniziano a sostenere che l’esperienza punti molto sull’apparenza e meno sulla qualità della cucina. Molti critici gastronomici definiscono i ristoranti eccessivamente costosi rispetto a quanto offerto.
Anche numerosi clienti condividono online scontrini astronomici che diventano rapidamente virali. Bottiglie d’acqua vendute a decine di euro, contorni dal prezzo sproporzionato e conti finali da migliaia di euro alimentano un dibattito sempre più acceso.
Salt Bae continua comunque ad alimentare il proprio personaggio, comparendo continuamente nei video mentre serve personalmente celebrità e influencer. Ma ciò che inizialmente appariva originale comincia lentamente a sembrare ripetitivo.
Le polemiche che hanno cambiato tutto

Il momento che probabilmente segna il punto di svolta arriva durante i festeggiamenti dei Mondiali di calcio del 2022 in Qatar. Nonostante non facesse parte dello staff delle squadre vincitrici né dell’organizzazione, Salt Bae riesce ad accedere al campo dopo la finale.
Le immagini in cui afferra la Coppa del Mondo, rincorre Lionel Messi per ottenere fotografie e interrompe i festeggiamenti dei giocatori fanno rapidamente il giro del mondo. Molti osservatori giudicano il suo comportamento inappropriato e la FIFA è costretta a chiarire che solo pochissime persone autorizzate avrebbero dovuto poter toccare il trofeo.
Quelle immagini segnano un brusco cambio di percezione pubblica. Per molti utenti, Salt Bae non appare più come una sorta di meme vivente, ma come qualcuno disposto a mettersi sempre al centro dell’attenzione.
Le difficoltà economiche e la chiusura di diversi locali
Negli anni successivi emergono anche problemi sul fronte imprenditoriale. Alcuni ristoranti del gruppo iniziano a chiudere, soprattutto negli Stati Uniti. Le sedi di New York, Las Vegas e Beverly Hills interrompono l’attività, mentre altri locali riducono il personale o rivedono il proprio modello di business.
A pesare sono diversi fattori: l’aumento dei costi di gestione, il calo dell’effetto novità, recensioni meno entusiastiche e una clientela sempre meno disposta a pagare cifre così elevate per un’esperienza considerata più scenografica che gastronomica.
Anche diverse controversie legali e accuse da parte di ex dipendenti, riguardanti condizioni di lavoro e retribuzioni, contribuiscono a danneggiare ulteriormente l’immagine del marchio.
Salt Bae oggi
Salt Bae continua a essere un imprenditore di successo e alcuni dei suoi ristoranti restano molto frequentati, soprattutto nelle mete di lusso del Medio Oriente. Tuttavia, il fenomeno globale che aveva monopolizzato Internet nel 2017 sembra ormai appartenere al passato.
I suoi video ottengono ancora milioni di visualizzazioni, ma molto spesso sono accompagnati da commenti ironici o apertamente critici. Il personaggio che un tempo rappresentava l’eccentricità e il successo è diventato, per molti, l’esempio di come la fama costruita sui social possa consumarsi rapidamente quando il personaggio finisce per oscurare il talento.
Una lezione sull’era dei social
La storia di Salt Bae dimostra quanto possa essere veloce l’ascesa nell’epoca dei social network e altrettanto rapido il declino. Un singolo video può trasformare un macellaio turco in un’icona mondiale, ma mantenere quella popolarità richiede molto più di un gesto diventato virale.
Oggi Nusret Gökçe resta un nome conosciuto praticamente ovunque, ma il suo percorso viene spesso citato come uno degli esempi più evidenti di come la celebrità digitale possa trasformarsi in una gabbia. Quando il pubblico smette di guardare il professionista e inizia a vedere soltanto il personaggio, invertire la rotta diventa estremamente difficile.