Le sagre da non perdere a settembre 2026 in tutta Italia

Abbiamo selezionato le sagre gastronomiche più interessanti regione per regione, privilegiando gli eventi in programma a settembre 2026 e dedicati alle eccellenze del territorio. Un itinerario tra borghi, tradizioni e piatti tipici.

Le sagre da non perdere a settembre 2026 in tutta Italia - immagine di copertina

Settembre è uno dei mesi migliori per mettersi in viaggio e scoprire l’Italia attraverso la sua cucina. Abbiamo selezionato le migliori sagre a settembre 2026, scegliendo per ogni regione alcuni degli appuntamenti gastronomici più interessanti dedicati ai prodotti tipici, alle ricette della tradizione e alle eccellenze locali. Dalle manifestazioni più celebri alle feste di paese che meritano di essere riscoperte, questa guida vuole essere un punto di partenza per chi ama unire buon cibo, borghi e tradizioni.

Abbiamo verificato con attenzione gli eventi in programma, ma i calendari delle sagre possono subire variazioni o essere aggiornati nel corso dell’anno. Se conosci una sagra gastronomica di settembre che pensi meriti di essere inserita, segnalacela: dopo averne verificato data e affidabilità, saremo felici di aggiornare questo articolo con il tuo suggerimento.

Sommario

Nord

Valle d’Aosta

Nota: Dopo aver consultato il calendario ufficiale della Regione Valle d’Aosta e i principali portali dedicati agli eventi, non siamo riusciti a individuare tre sagre gastronomiche tradizionali confermate nel mese di settembre 2026. Se conosci un appuntamento che merita di essere inserito in questa guida, segnalacelo: dopo averne verificato data e affidabilità, aggiorneremo volentieri l’articolo con il tuo suggerimento.

Caseifici Agricoli Open Day

Tra gli appuntamenti più interessanti del mese c’è l’iniziativa dedicata ai caseifici valdostani, che aprono le porte ai visitatori permettendo di conoscere da vicino la produzione della Fontina DOP e degli altri formaggi di montagna. Le visite sono accompagnate da degustazioni, incontri con i produttori e assaggi di salumi, miele e vini del territorio, offrendo un’autentica immersione nella cultura gastronomica della regione.

Più che una sagra tradizionale, è un’esperienza pensata per scoprire il lavoro che si nasconde dietro alcuni dei prodotti simbolo della Valle d’Aosta. Un’occasione perfetta per chi preferisce incontrare direttamente i produttori e assaporare le eccellenze locali nel luogo in cui nascono.

Piemonte

Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola

A Carmagnola il peperone smette di fare da contorno e prende il controllo della cucina. Le varietà coltivate nella zona vengono arrostite, farcite, trasformate in salse oppure utilizzate nei grandi classici della tradizione piemontese, a cominciare dalla bagna cauda. Il bello della manifestazione è proprio vedere quanto possa cambiare lo stesso ortaggio passando da una preparazione all’altra: dolce e carnoso sulla griglia, più deciso sott’olio, sorprendente quando incontra ricette contemporanee.

La Fiera ha dimensioni decisamente superiori rispetto alla classica sagra di paese, con ristoratori, produttori e spazi dedicati alla cucina che occupano buona parte del centro cittadino. Chi arriva con l’intenzione di comprare soltanto qualche peperone rischia facilmente di fermarsi per cena: tra assaggi, piatti piemontesi e prodotti del territorio, il programma gastronomico offre parecchie occasioni per cambiare idea.

Quando? Dal 28 agosto al 6 settembre 2026.

Mostra del Fungo di Ceva

A Ceva il fungo arriva direttamente dai boschi e viene trattato con il rispetto che si riserva a un ingrediente capace di cambiare completamente un piatto. Porcini e altre varietà del territorio finiscono nei risotti, nelle tagliatelle, accanto alla polenta oppure semplicemente in padella, dove bastano pochi ingredienti per lasciare emergere profumo e consistenza. Per chi ama la cucina del sottobosco, è difficile chiedere un contesto migliore.

Una delle caratteristiche più interessanti della manifestazione è la parte espositiva, che permette di osservare da vicino specie diverse e conoscere meglio il mondo della raccolta. Poi, inevitabilmente, arriva il momento di passare dalla teoria alla tavola. Ceva riesce così a mettere insieme curiosità micologica e appetito, trasformando il fungo da oggetto da osservare a protagonista del pranzo nel giro di pochi metri.

Quando? Dal 14 al 20 settembre 2026.

Gusto di Meliga di Chiusa di San Michele

La protagonista qui è la meliga, il mais che per secoli ha avuto un ruolo fondamentale nella cucina delle vallate piemontesi. A Chiusa di San Michele diventa il punto di partenza per riscoprire il Pan ëd Melia e altre preparazioni legate alla farina di mais, affiancate da formaggi, salumi, miele e prodotti delle aziende della Val di Susa. È una festa che lavora sui sapori semplici, quelli che nascono da ingredienti poveri ma finiscono per diventare identitari.

Il piacere sta soprattutto nel girare tra i produttori e trovare qualcosa che non si incontra facilmente nei supermercati. Biscotti, pani, farine e ricette locali raccontano una cucina di montagna costruita sulla necessità prima ancora che sulla gastronomia. Ed è proprio questo carattere poco patinato a rendere Gusto di Meliga una delle tappe più interessanti per chi vuole conoscere il Piemonte oltre tartufo e grandi vini.

Quando? Dal 16 al 20 settembre 2026.

Lombardia

Sagra dei Crotti di Chiavenna

A Chiavenna non si mangia soltanto bene: si mangia in luoghi che esistono praticamente solo qui. I crotti sono cavità naturali scavate nella roccia, attraversate dal “sorèl”, una corrente d’aria che mantiene temperatura e umidità quasi costanti durante tutto l’anno. Per secoli sono stati utilizzati per conservare vino, formaggi e salumi, mentre durante la sagra molti di questi spazi aprono le porte e diventano tappe di veri e propri percorsi gastronomici.

Nel piatto arriva la Valchiavenna senza filtri: pizzoccheri bianchi, polenta, formaggi locali, bresaola, costine e il celebre violino di capra. Il bello è proprio passare da un crotto all’altro e scoprire ogni volta un ambiente diverso, spesso nascosto dietro una casa o ai piedi della montagna. Più che una semplice sagra, è un’esperienza gastronomica che sarebbe impossibile replicare lontano da questo territorio.

Quando? 5-6 settembre e 12-13 settembre 2026.

Sagra Nazionale del Gorgonzola

Dolce, piccante, cremoso oppure più stagionato: durante la Sagra Nazionale del Gorgonzola il formaggio simbolo della città viene messo alla prova in praticamente qualsiasi situazione gastronomica. Finisce nei risotti e negli gnocchi, naturalmente, ma anche dentro panini, focacce, piatti di carne e preparazioni più insolite che giocano sul contrasto tra la sua componente sapida e ingredienti dolci.

Il centro di Gorgonzola diventa per due giorni una sorta di laboratorio dedicato alla DOP, con produttori, degustazioni e cucine distribuite lungo le strade. È una delle feste migliori per capire che dietro il nome conosciuto da tutti esistono consistenze e intensità molto diverse. Il rischio principale non è uscire affamati, ma scoprire di preferire una versione completamente diversa da quella che si comprava abitualmente.

Quando? 19-20 settembre 2026.

Sagra del Salame d’Oca di Mortara

Mortara ha trasformato l’oca in una delle specialità più riconoscibili della Lomellina. Il Salame d’Oca di Mortara IGP è il protagonista della sagra, ma sarebbe riduttivo pensare soltanto al classico affettato: la tradizione gastronomica locale utilizza questa carne in numerose preparazioni, dai salumi alle ricette cotte, mostrando un lato della cucina lombarda meno conosciuto rispetto a risotti e formaggi.

La festa ha radici profonde e mantiene un’impronta fortemente cittadina, con produttori, stand gastronomici, cortei e il tradizionale Palio dell’Oca. Per chi ama la norcineria è una deviazione particolarmente interessante, perché permette di incontrare un prodotto difficile da trovare con la stessa varietà fuori dalla Lomellina. Qui l’oca non è una curiosità da assaggiare: è parte dell’identità gastronomica del territorio.

Quando? Dal 25 al 27 settembre 2026.

Trentino-Alto Adige

Knödelfest – Festa del Canederlo di Imèr

In Trentino il canederlo è molto più di un semplice piatto della tradizione e a Imèr diventa il protagonista assoluto di una delle manifestazioni gastronomiche più amate della valle. Per due giorni il centro del paese si riempie di stand dove è possibile assaggiarlo in oltre venti varianti: con speck, formaggio, spinaci, funghi, ma anche in versione dolce o senza glutine. È l’occasione perfetta per capire quanto una ricetta nata come piatto di recupero possa trasformarsi in un simbolo della cucina alpina.

L’atmosfera è quella delle grandi feste di montagna, con musica tradizionale, laboratori dedicati alla preparazione dei canederli e tavolate dove condividere il pranzo con residenti e visitatori. Tra una degustazione e l’altra si scopre un lato del Trentino autentico e genuino, dove la gastronomia continua a essere parte integrante della cultura locale.

Quando? 5-6 settembre 2026.

Settembre Rotaliano di Mezzocorona

Nel cuore della Piana Rotaliana il vino diventa il filo conduttore di un lungo weekend dedicato ai sapori del territorio. Settembre Rotaliano celebra il Teroldego Rotaliano DOC, uno dei grandi rossi trentini, attraverso degustazioni, incontri con i produttori e menu che valorizzano le eccellenze locali. Salumi, formaggi d’alpeggio e piatti della tradizione accompagnano ogni calice, creando un percorso gastronomico che racconta una delle aree vitivinicole più importanti della regione.

Il paese si anima con musica, spettacoli e iniziative nelle cantine, offrendo un’esperienza che va oltre la semplice degustazione. È uno degli appuntamenti migliori per conoscere da vicino il legame tra il Trentino e la sua produzione enologica.

Quando? Dal 4 al 6 settembre 2026.

Festival del Puzzone di Moena DOP

Dal nome può strappare un sorriso, ma il Puzzone di Moena DOP è uno dei formaggi più prestigiosi dell’arco alpino. Il festival che gli viene dedicato accompagna i visitatori tra degustazioni guidate, showcooking, visite alle malghe e piatti che valorizzano questa eccellenza casearia insieme ad altri prodotti della Val di Fassa e della Val di Fiemme. Il formaggio viene proposto sia in purezza sia all’interno di ricette tradizionali, permettendo di apprezzarne tutte le sfumature aromatiche.

A rendere ancora più suggestiva la manifestazione contribuiscono le Desmontegade, il tradizionale rientro dagli alpeggi di mucche, pecore e cavalli addobbati a festa. Un evento che unisce gastronomia, cultura contadina e folklore, regalando uno degli spettacoli più caratteristici dell’autunno trentino.

Quando? Dal 19 al 21 settembre 2026.

Veneto

Festival del Baccalà alla Vicentina di Sandrigo

Ci sono piatti che identificano un territorio più di qualsiasi monumento, e il baccalà alla vicentina è senza dubbio uno di questi. A Sandrigo, considerata la capitale di questa ricetta storica, il Festival del Baccalà richiama ogni anno migliaia di visitatori pronti ad assaggiare il celebre stoccafisso cotto lentamente con latte, cipolle, olio e Grana Padano, servito con l’immancabile polenta. Durante la manifestazione il piatto viene proposto sia nella versione tradizionale sia in interpretazioni moderne firmate da chef e ristoratori locali.

Oltre alle degustazioni, il festival propone showcooking, incontri con i produttori e iniziative dedicate alla storia di una ricetta che, da secoli, rappresenta uno dei simboli della cucina veneta. È un appuntamento imperdibile per chi desidera conoscere una delle eccellenze gastronomiche più autentiche della regione.

Quando? Dal 18 settembre al 29 settembre 2026.

Festa del Pesce di Caorle

Sul lungomare della Madonnina il profumo del mare accompagna una delle manifestazioni gastronomiche più amate della costa veneta. La Festa del Pesce celebra il pescato dell’Alto Adriatico con un ricco menu che spazia dai moscardini di Caorle al fritto misto, passando per seppie, sardine e altri piatti preparati secondo le ricette della tradizione marinara. Ogni portata viene cucinata al momento negli stand allestiti direttamente sul mare, regalando ai visitatori un’esperienza che unisce gusto e panorama.

Il fascino dell’evento è tutto nella sua semplicità. Dopo una cena a base di pesce fresco è piacevole passeggiare tra le calli del centro storico, dove le case colorate e il porto conservano ancora l’atmosfera dell’antico borgo di pescatori.

Quando? Dall’11 al 20 settembre 2026.

Festa del Riso di Grumolo delle Abbadesse

Il riso coltivato nelle campagne vicentine è il protagonista assoluto di una festa che valorizza uno dei prodotti agricoli più importanti del Veneto. Nei grandi stand gastronomici si possono assaggiare risotti preparati con ingredienti del territorio, dai funghi ai formaggi, fino alle ricette più tradizionali che mettono in risalto la qualità del celebre riso di Grumolo delle Abbadesse. È una manifestazione che dimostra come un ingrediente apparentemente semplice possa diventare il cuore di una cucina ricca di sfumature.

Accanto alla gastronomia trovano spazio mercatini, musica e iniziative dedicate alla cultura contadina, creando un’atmosfera rilassata che invita a trascorrere un’intera giornata tra buon cibo e tradizioni locali.

Quando? Dal 19 al 23 settembre 2026.

Friuli-Venezia Giulia

Festa dell’Uva di Cormòns

Tra le colline del Collio, dove nascono alcuni dei vini bianchi più apprezzati d’Italia, Cormòns celebra la vendemmia con una manifestazione che mette insieme enogastronomia, tradizione e cultura. La Festa dell’Uva anima il centro storico con stand dove il vino del territorio incontra salumi, formaggi, frico, dolci tipici e altre specialità friulane, offrendo un percorso gastronomico che racconta l’identità della regione attraverso i suoi prodotti più rappresentativi.

L’atmosfera è quella delle grandi feste popolari: musica, spettacoli, degustazioni e cantine aperte accompagnano i visitatori lungo le vie del borgo, rendendo l’evento una delle migliori occasioni per scoprire il patrimonio enologico del Collio direttamente nel luogo in cui nasce.

Quando? Dal 18 al 20 settembre 2026.

Liguria

Sagra della Lumaca di Molini di Triora

A Molini di Triora la lumaca non è una curiosità da provare una volta per gioco, ma una presenza ben radicata nella cucina dell’entroterra ligure. Viene cucinata lentamente con aromi, erbe e condimenti capaci di darle carattere senza coprirne il gusto, secondo preparazioni che raccontano una tradizione molto diversa da quella della Liguria costiera. È una sagra che non cerca di piacere a tutti, e forse è proprio questo il suo punto di forza: chi arriva qui sa di trovare un piatto particolare, con una storia precisa alle spalle.

Il contesto aiuta parecchio. Molini di Triora è immersa nella Valle Argentina e conserva l’atmosfera dei piccoli paesi dell’entroterra imperiese, dove la cucina segue ancora ritmi e ingredienti differenti rispetto a quelli della Riviera. Una tappa da scegliere soprattutto se si ha voglia di uscire dai soliti percorsi gastronomici liguri.

Quando? Domenica 13 settembre 2026.

Sagra della Salsiccia di Pontinvrea

A Pontinvrea tutto parte dalla brace. La salsiccia viene cotta sul momento, servita calda e lasciata parlare senza troppi accompagnamenti: pane, qualche contorno e il gioco è fatto. È esattamente il tipo di cucina che ci si aspetta da una vera festa di paese, immediata e sostanziosa, dove il profumo delle griglie diventa parte integrante della serata.

Il bello sta nella semplicità. Non servono ricette complicate né presentazioni elaborate: basta una materia prima ben preparata e una cottura fatta come si deve. Tra tavolate, musica e gente che torna per il secondo giro, la sagra conserva un’identità molto popolare e conviviale, perfetta per chi cerca una Liguria lontana dalle località balneari e più vicina alle tradizioni dell’entroterra savonese.

Quando? Domenica 13 settembre 2026.

Festa del Fungo d’Oro di Bardineto

Bardineto è circondato da boschi e qui il fungo non potrebbe avere un palcoscenico più naturale. Porcini e altre varietà locali finiscono nei primi piatti, nella polenta, nei contorni e nelle ricette che puntano tutto sul profumo del sottobosco. È una cucina stagionale nel senso più vero del termine, costruita intorno a ciò che il territorio offre in quel preciso momento dell’anno.

La Festa del Fungo d’Oro ha anche un lato più curioso, legato alla conoscenza e alla valorizzazione delle specie raccolte nei boschi della zona. Ma alla fine il richiamo principale resta quello che arriva dalle cucine: funghi appena preparati, piatti caldi e una tavola decisamente più montana che marinara. Un altro modo per ricordarsi che la Liguria cambia completamente volto appena si lascia la costa.

Quando? Dal 19 al 20 settembre 2026.

Emilia-Romagna

Festival del Prosciutto di Parma

Ci sono pochi prodotti italiani che vantano la fama del Prosciutto di Parma DOP, e il festival che gli viene dedicato è il modo migliore per scoprirlo direttamente nel luogo in cui nasce. Per due weekend le colline parmensi aprono le porte di prosciuttifici normalmente non visitabili, permettendo di seguire da vicino tutte le fasi della lavorazione, dalla salagione alla lunga stagionatura. Naturalmente non mancano degustazioni, taglieri e piatti della tradizione che valorizzano uno dei simboli assoluti della gastronomia emiliana. Il cuore della manifestazione è rappresentato dalle “Finestre Aperte”, un’occasione unica per entrare nei laboratori dove prende forma il celebre prosciutto.

Il festival è molto più di una semplice degustazione. Concerti, mercatini, visite guidate e iniziative culturali animano Langhirano e gli altri comuni della zona di produzione, trasformando un weekend tra le colline emiliane in un vero viaggio alla scoperta della Food Valley.

Quando? Dal 4 al 6 settembre 2026.

Sagra del Tortellino Tradizionale di Castelfranco Emilia

Qui il tortellino non è soltanto una pasta ripiena, ma una questione d’identità. Castelfranco Emilia, che da secoli rivendica il legame con la celebre leggenda dell’ombelico di Venere, dedica oltre dieci giorni di festa alla sua ricetta simbolo. Le maestre sfogline preparano migliaia di tortellini rigorosamente a mano, serviti nel tradizionale brodo di cappone oppure con burro e salvia, secondo una ricetta tramandata nel tempo.

Passeggiando nel centro storico si incontrano stand gastronomici, rievocazioni in costume, spettacoli e mercatini che rendono l’atmosfera ancora più coinvolgente. È una manifestazione che permette di assaporare uno dei piatti più iconici dell’Emilia proprio nel luogo dove, secondo la tradizione, sarebbe nato.

Quando? Dal 4 settembre al 13 settembre 2026.

Sagra della Spalla Cotta di San Secondo Parmense

Meno conosciuta del Prosciutto di Parma, ma amatissima dagli emiliani, la Spalla Cotta di San Secondo è uno dei grandi capolavori della norcineria parmense. Durante la sagra viene servita ancora calda, tagliata a mano e accompagnata dal pane locale e dalla Fortana, il vino rosso frizzante tipico della Bassa. Il suo gusto delicato e la consistenza morbida la rendono diversa da qualsiasi altro salume, tanto da essere considerata una vera specialità di nicchia.

Il borgo si anima con stand gastronomici, musica e degustazioni che permettono di conoscere un prodotto profondamente legato alla tradizione locale. È la scelta ideale per chi vuole andare oltre i grandi classici dell’Emilia-Romagna e scoprire un’eccellenza che, fuori dal Parmense, è ancora poco conosciuta.

Quando? Dal 28 agosto al 1° settembre 2026.

Centro

Toscana

Sagra della Porchetta di Monte San Savino

A Monte San Savino la porchetta non è un semplice ripieno da panino, ma una specialità sulla quale il borgo ha costruito una vera reputazione gastronomica. La carne viene cotta lentamente nei tradizionali forni fino a ottenere quel contrasto che tutti cercano: interno morbido e succoso, cotenna croccante e profumo intenso di aromi. Durante la sagra le vie del centro si riempiono di porchettai e tavoli, con la possibilità di assaggiarla appena tagliata, quando dà decisamente il meglio di sé.

Il carattere della manifestazione è volutamente popolare. Si mangia, si passeggia tra le strade del borgo e si continua magari con un bicchiere di vino della Valdichiana. Niente costruzioni gastronomiche complicate: qui tutto ruota intorno a una preparazione che vive di tecnica, materia prima e cottura, ed è proprio questa semplicità a renderla una delle sagre più riconoscibili della Toscana.

Quando? Dal 9 settembre al 13 settembre 2026.

Sagra del Tortello e del Fungo Porcino di Scarperia

Nel Mugello il tortello di patate è una faccenda seria, soprattutto quando nel piatto incontra il fungo porcino. A Scarperia questi due pilastri della cucina locale condividono la scena: da una parte la pasta fresca con il suo ripieno morbido e sostanzioso, dall’altra il profumo del bosco che arriva nei condimenti, nei contorni e nelle preparazioni fritte. Il menu permette così di giocare su due registri diversi senza allontanarsi mai dalla cucina mugellana.

È una di quelle sagre dove conviene arrivare affamati. Tortelli al ragù o ai porcini, funghi fritti, carne alla brace e altri piatti robusti costruiscono una cena che ha ben poco di leggero, ma molto di toscano. Anche la cornice aiuta: Scarperia è uno dei borghi più belli del Mugello e una passeggiata tra le sue strade dopo pranzo rappresenta probabilmente il modo migliore per affrontare il bis.

Quando? 19-20 settembre e 26-27 settembre.

Festa dell’Uva di Impruneta

Nel 2026 la Festa dell’Uva di Impruneta arriva a un traguardo speciale: cento anni dalla prima edizione del 1926. Il vino e la vendemmia restano il cuore della manifestazione, ma ridurla a una semplice festa enogastronomica sarebbe impossibile. I quattro rioni del paese lavorano per mesi alla costruzione di carri, scenografie e coreografie che culminano nella grande sfida in Piazza Buondelmonti, trasformando il centro in uno spettacolo collettivo.

Anche il cibo segue lo spirito del Chianti. Vino del territorio, schiacciate, salumi, formaggi e preparazioni toscane accompagnano le iniziative organizzate durante il weekend, facendo della festa un’occasione per mangiare e bere senza separare la gastronomia dalla cultura del luogo. È proprio questo il suo punto di forza: a Impruneta l’uva non è soltanto qualcosa da spremere o versare nel bicchiere, ma il simbolo attorno al quale un intero paese costruisce la propria festa.

Quando? Domenica 27 settembre 2026.

Umbria

Festa della Cipolla di Cannara

A Cannara la cipolla non finisce semplicemente nel soffritto: prende possesso dell’intero menu. Sei stand gastronomici lavorano su ricette differenti e la portano dagli antipasti fino ai dessert, passando per zuppe, primi piatti, carne e preparazioni in cui dolcezza e intensità del bulbo vengono sfruttate in modi decisamente meno prevedibili del solito. È proprio questa varietà uno dei motivi per cui la festa continua ad attirare un pubblico enorme: si può tornare più volte e costruire ogni volta una cena completamente diversa.

Dietro ai piatti c’è anche una produzione profondamente legata al territorio. La coltivazione della cipolla fa parte della storia agricola di Cannara e la festa coinvolge produttori, ristoratori, associazioni e volontari del paese. Il risultato non è una manifestazione costruita intorno a un ingrediente scelto per caso, ma un evento in cui ciò che arriva nel piatto racconta davvero il luogo in cui ci si trova.

Quando? Dal 1 al 6 settembre e dall’8 al 13 settembre.

Festa dell’Uva e dei Prodotti Tipici di Panicale

Panicale affronta il periodo della vendemmia senza limitarsi al brindisi. Nel borgo affacciato sul Lago Trasimeno il vino locale incontra piatti della tradizione umbra, prodotti tipici e dolci preparati con l’uva, costruendo un percorso che porta in tavola il lato più contadino della regione. Gli stand gastronomici diventano così una delle tappe centrali della festa, soprattutto per chi vuole accompagnare il calice con qualcosa di più sostanzioso.

La parte più caratteristica arriva però fuori dalla cucina. Carri allegorici, rievocazioni della vendemmia e iniziative dedicate alla viticoltura riportano alla dimensione collettiva della raccolta dell’uva, quando il lavoro nei campi diventava anche occasione di incontro. Mangiare qui significa quindi entrare per qualche ora dentro una tradizione che coinvolge l’intero paese, con uno dei borghi più belli del Trasimeno a fare da sfondo.

Quando? Dal 4 al 6 settembre.

I Primi d’Italia di Foligno

Qui bisogna arrivare con una strategia, perché scegliere un solo piatto è praticamente impossibile. I Primi d’Italia trasforma il centro storico di Foligno in un enorme itinerario dedicato a pasta, riso, gnocchi, zuppe e polenta, riunendo cucine regionali e ricette provenienti da diverse parti del Paese. In pochi isolati si può passare da un primo umbro a una specialità completamente diversa, confrontando formati, condimenti e tradizioni senza bisogno di sedersi nello stesso ristorante per tutta la serata.

La manifestazione ha un taglio più contemporaneo rispetto alla classica sagra di paese, con chef, lezioni di cucina, degustazioni e dimostrazioni, ma il principio rimane quello che interessa a chi viaggia per mangiare: tanta scelta e piatti preparati davanti al pubblico. Per gli amanti dei carboidrati è probabilmente l’appuntamento più difficile da affrontare con moderazione.

Quando? Dal 24 al 27 settembre 2026

Marche

Festa del Rosso Conero di Camerano

Camerano brinda al suo vino più rappresentativo trasformando il centro storico in un percorso tra calici, cucine e prodotti del territorio. La Festa del Rosso Conero è molto più interessante di una semplice degustazione: nei punti ristoro gestiti dalle associazioni locali il vino diventa il compagno naturale della cucina marchigiana, tra primi sostanziosi, carne, salumi, formaggi e ricette che raccontano il Conero anche a tavola. Il bello è proprio poter passare da una cantina a uno stand, confrontando etichette e sapori senza perdere quella dimensione popolare tipica delle feste di paese. Una scelta particolarmente azzeccata per chi vuole conoscere le Marche partendo dal bicchiere, ma senza fermarsi lì.

Quando? Dal 4 al 6 settembre 2026.

Festa del Ciauscolo e del Salame Spalmabile di Sarnano

Tra le specialità più iconiche delle Marche c’è senza dubbio il ciauscolo IGP, il celebre salume morbido e spalmabile che a Sarnano viene celebrato con una festa dedicata ai prodotti della norcineria locale. Negli stand gastronomici si possono assaggiare panini preparati al momento, taglieri con formaggi del territorio e numerose ricette che valorizzano questo salume dal sapore delicato e aromatico.

Passeggiare tra le vie del borgo medievale con un panino al ciauscolo è uno dei modi migliori per entrare nello spirito della manifestazione. Tra musica, mercatini e degustazioni, la festa riesce a raccontare una delle tradizioni gastronomiche più autentiche dell’entroterra marchigiano.

Quando? 5-6 settembre 2026.

Sagra Nazionale del Polentone alla Carbonara di Piobbico

Ci sono ricette che non hanno bisogno di essere reinterpretate, perché la loro forza sta proprio nella tradizione. A Piobbico, il polentone alla carbonara viene preparato seguendo un rito che si tramanda da oltre cinque secoli: la polenta cuoce lentamente nei grandi paioli di rame, mescolata rigorosamente a mano e condita con il celebre sugo “alla carbonara”, una ricetta locale che non ha nulla a che vedere con la pasta romana. Il nome deriva infatti dagli antichi carbonai del Monte Nerone, che realizzavano questo condimento ricco e sostanzioso utilizzando lardo, pecorino, pomodoro e carni selezionate.

La festa è uno degli appuntamenti gastronomici più longevi delle Marche e trasforma il borgo in un grande palcoscenico del gusto. Tra stand enogastronomici, musica, spettacoli folkloristici e il tradizionale Festival dei Brutti, l’atmosfera è sempre vivace e coinvolgente. Assistere alla preparazione del polentone e gustarlo appena servito è un’esperienza che racconta l’anima più autentica dell’entroterra marchigiano, dove la cucina continua a essere prima di tutto un momento di condivisione.

Quando? Dal 4 al 6 settembre 2026.

Lazio

Sagra della Porchetta di Ariccia

Ci sono poche sagre in Italia che possono vantare una storia lunga quanto quella di Ariccia. Da oltre settant’anni la regina dei Castelli Romani celebra il suo prodotto simbolo: la Porchetta di Ariccia IGP. Preparata secondo un disciplinare rigoroso, con carne di suino aromatizzata con rosmarino, pepe nero e aglio e cotta lentamente fino a ottenere una cotenna croccante e una carne incredibilmente morbida, è una specialità che richiama ogni anno migliaia di visitatori. Il momento più bello? Gustarla in un semplice panino appena farcito, mentre si passeggia tra gli stand del centro storico.

Oltre alla gastronomia, la manifestazione propone musica, spettacoli, artisti di strada e degustazioni dedicate ai prodotti dei Castelli Romani. È una delle sagre più iconiche del Lazio e una tappa obbligata per chiunque ami la cucina tradizionale.

Quando? Dal 4 al 6 settembre 2026.

Sagra degli ‘Ndremmappi di Jenne

Nascosto tra i Monti Simbruini, il borgo di Jenne custodisce una ricetta che difficilmente si incontra altrove. Gli ‘ndremmappi sono una pasta fresca dalla forma irregolare, preparata con pochi ingredienti e condita secondo la tradizione locale con un saporito sugo a base di olio extravergine, aglio, acciughe e peperoncino. Una ricetta nata dalla cucina povera che continua a essere tramandata di generazione in generazione e che ogni settembre viene celebrata con una delle feste più caratteristiche dell’entroterra laziale.

L’atmosfera è quella delle autentiche sagre di paese: tavolate all’aperto, volontari ai fornelli e un piccolo borgo che per un weekend si riempie di profumi, musica e convivialità. Una meta perfetta per chi vuole scoprire il lato meno turistico del Lazio.

Quando? 4-5 settembre 2026.

Festa del Porcino – Mostra Mercato di Lariano

A Lariano il fungo porcino è il protagonista assoluto di una delle manifestazioni gastronomiche più attese dell’autunno laziale. Per diversi giorni il paese propone un ricco percorso del gusto dove i porcini vengono serviti in ogni possibile interpretazione: tagliatelle fatte in casa, risotti cremosi, polenta, bruschette, secondi di carne e contorni che esaltano il profumo intenso di questo ingrediente senza mai coprirne il sapore. Le porzioni abbondanti e la qualità dei prodotti sono tra gli aspetti più apprezzati dai visitatori.

Accanto agli stand gastronomici trovano spazio mercatini, spettacoli e prodotti tipici dei Castelli Romani e dei Monti Lepini, rendendo la visita piacevole anche per chi desidera trascorrere un’intera giornata tra buon cibo e tradizioni locali.

Quando? Dal 10 al 21 settembre 2026.

Abruzzo

L’Arrosticcere in Piazza di Civitaquana

Dimenticate gli arrosticini mangiati distrattamente durante una grigliata: a Civitaquana diventano una vera istituzione. L’Arrosticcere in Piazza celebra uno dei simboli della cucina abruzzese con lunghe file di fornacelle accese, dove gli spiedini vengono cotti lentamente seguendo la tradizione. Il profumo della brace invade le strade del paese e rende impossibile resistere alla tentazione di fermarsi per un assaggio.

L’evento non si limita agli arrosticini. Gli stand propongono salumi, formaggi, vini del territorio e altre ricette tipiche, ma il protagonista resta sempre lui, servito caldo e accompagnato semplicemente da pane e un buon bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo. È una festa che racconta l’identità gastronomica regionale nella sua forma più genuina.

Quando? 19-20 settembre 2026.

Festa dell’Uva di Mosciano Sant’Angelo

A Mosciano Sant’Angelo la vendemmia diventa un’occasione per celebrare il legame tra vino e cucina locale. Le vie del centro storico si animano con stand gastronomici dove i vini delle colline teramane vengono accompagnati da salumi, formaggi, primi piatti e specialità della tradizione, mentre carri allegorici e spettacoli popolari rendono la manifestazione ancora più coinvolgente.

Il fascino della festa sta nell’equilibrio tra folklore e gastronomia. Non è soltanto un evento dedicato al vino, ma un viaggio nei sapori dell’entroterra abruzzese, dove ogni degustazione diventa il pretesto per riscoprire ricette che continuano a rappresentare il territorio.

Quando? Dal 10 al 13 settembre 2026.

Sud

Molise

Festa dell’Uva di Riccia

Quando arriva il periodo della vendemmia, Riccia si trasforma in un grande palcoscenico dedicato all’uva e al vino. La Festa dell’Uva è una delle manifestazioni storiche del Molise e coinvolge l’intero paese con carri allegorici decorati a mano, degustazioni e stand gastronomici dove trovano spazio le ricette più rappresentative della cucina locale.

Il valore della manifestazione va oltre il semplice assaggio. È una festa che conserva il sapore delle tradizioni contadine, con un forte coinvolgimento della comunità e un’atmosfera che riesce ancora oggi a raccontare il legame profondo tra il territorio e la sua cultura agricola.

Quando? Dall’11 al 14 settembre 2026.

Campania

Bufala Fest di Napoli

Nel cuore di Napoli la mozzarella di bufala campana DOP diventa la regina di una manifestazione che richiama produttori, chef e appassionati da tutta Italia. Dagli assaggi più tradizionali alle ricette gourmet, ogni stand propone un modo diverso di valorizzare uno dei prodotti simbolo della Campania. Hamburger di bufalo, pizze, primi piatti e street food dimostrano quanto questa eccellenza possa essere versatile senza perdere la propria identità.

Show cooking, degustazioni e incontri con i produttori completano un evento che unisce qualità e innovazione, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere da vicino il lavoro delle aziende bufaline campane.

Quando? Dal 2 al 6 settembre 2026.

Sagra del Fico d’India di Castel Morrone

Il fico d’India è il protagonista di una festa che riesce a sorprendere chiunque pensi di conoscere già questo frutto. A Castel Morrone viene trasformato in marmellate, liquori, dolci, creme e preparazioni artigianali che ne esaltano il gusto delicato e la naturale dolcezza. Ogni stand propone un’interpretazione diversa, dimostrando quanto questo prodotto sia radicato nella tradizione agricola locale.

Passeggiando tra le vie del paese si incontrano produttori, artigiani e piccoli laboratori che raccontano il lavoro dietro una coltivazione spesso sottovalutata. È una manifestazione ideale per chi ama scoprire sapori insoliti e portare a casa prodotti difficili da trovare altrove.

Quando? Dal 3 al 6 settembre 2026.

Sagra del Pomodoro San Marzano DOP di Striano

Il pomodoro San Marzano DOP è uno degli ingredienti che hanno reso celebre la cucina italiana nel mondo, e a Striano gli viene dedicata una manifestazione che ne celebra tutta la qualità. I menu ruotano attorno a ricette semplici ma irresistibili: pasta al pomodoro, pizze, bruschette, conserve e piatti della tradizione preparati con il celebre “re dei pomodori”.

È una festa che mette al centro la materia prima, permettendo di capire come un prodotto coltivato nel suo territorio d’origine possa fare la differenza anche nelle preparazioni più essenziali. Un appuntamento perfetto per gli amanti della cucina mediterranea.

Quando? Dall’11 al 13 settembre 2026.

Puglia

Sagra del Coniglio Ripieno e della Focaccia di Patate di Casamassima

Tra le manifestazioni gastronomiche più originali della Puglia spicca quella di Casamassima, dove due ricette della tradizione condividono lo stesso palcoscenico. Da una parte il coniglio ripieno, preparato secondo un’antica usanza familiare, dall’altra la focaccia di patate, soffice e saporita, servita appena sfornata. Un abbinamento insolito che racconta due anime diverse della cucina pugliese: quella delle grandi occasioni e quella dello street food di paese.

Passeggiando tra gli stand si scoprono anche vini locali, dolci tipici e altre specialità del territorio, mentre il centro storico si anima con musica e spettacoli che rendono la serata ancora più piacevole.

Quando? Dal 19 al 21 settembre 2026.

Sagra del Calzone Molfettese

Il calzone molfettese è una specialità che cambia da famiglia a famiglia, ma mantiene sempre un’identità ben precisa. L’impasto racchiude un ripieno ricco e saporito, tradizionalmente preparato con cipolla, pomodoro, acciughe e altri ingredienti della cucina locale, dando vita a uno dei prodotti più rappresentativi della città. Durante la sagra viene preparato dai forni e dalle associazioni del territorio, permettendo di assaggiarlo nella sua versione più autentica.

È una manifestazione che punta tutto sulla tradizione gastronomica, senza effetti speciali. Basta il profumo del calzone appena sfornato per capire perché, anno dopo anno, continui a essere uno degli appuntamenti più amati del calendario pugliese.

Quando? Domenica 20 settembre 2026.

Sagra della Zampina di Sammichele di Bari

Sammichele di Bari è conosciuta in tutta la regione per la sua zampina, la caratteristica salsiccia arrotolata preparata con carne, pomodoro, formaggio e un mix di spezie. Cotta lentamente sulla brace e servita ancora fumante, rappresenta il piatto simbolo della cucina murgiana. Anche se la tradizionale Sagra della Zampina nel 2026 risulta calendarizzata a ottobre, durante il periodo di fine settembre il territorio continua a proporre degustazioni e iniziative dedicate a questa eccellenza gastronomica.

Quando? Dal 26 al 28 settembre 2026.

Basilicata

Sagra del Pecorino di Filiano DOP

Filiano dedica la sua manifestazione più famosa a un formaggio che rappresenta una delle eccellenze della Basilicata. Il Pecorino di Filiano DOP viene proposto in degustazione, accompagnato da pane casereccio, miele, salumi e vini del territorio, ma trova spazio anche all’interno di ricette che valorizzano la cucina lucana più autentica.

La manifestazione è anche una mostra mercato dove incontrare direttamente allevatori e produttori, scoprendo il lavoro che si nasconde dietro uno dei formaggi più apprezzati del Sud Italia.

Quando? Dal 5 al 7 settembre 2026.

Salsiccia Festival di Cancellara

A Cancellara la celebre salsiccia a catena è molto più di un prodotto tipico: è il simbolo di un’intera comunità. Durante il festival viene cotta alla brace e proposta insieme alle altre eccellenze lucane, come peperoni cruschi, formaggi, vino Aglianico del Vulture e pane tradizionale. Gli stand gastronomici si distribuiscono nel centro storico, creando un percorso che invita ad assaggiare le diverse specialità locali.

Tra laboratori, visite guidate e dimostrazioni dedicate alla lavorazione della salsiccia, il festival permette di conoscere da vicino una delle tradizioni gastronomiche più caratteristiche della Basilicata.

Quando? 5-6 settembre 2026.

Sagra della Patata di Montagna di Muro Lucano

Nell’Appennino lucano la patata di montagna è un ingrediente identitario e questa sagra ne mette in mostra tutta la versatilità. Gnocchi fatti a mano, patate cotte sotto la cenere, frittelle, zuppe e contorni raccontano una cucina nata dalla semplicità ma capace di conquistare con sapori autentici.

La manifestazione si svolge tra le vie di uno dei borghi più suggestivi della Basilicata e rappresenta l’occasione ideale per riscoprire ricette tramandate da generazioni, preparate con prodotti locali e servite in un’atmosfera genuina e conviviale.

Quando? Dal 19 al 21 settembre 2026.

Calabria

Peperoncino Festival di Diamante

Per qualche giorno Diamante si trasforma nella capitale italiana del peperoncino, un ingrediente che qui è molto più di una semplice spezia. Le vie del centro storico si riempiono di stand dove il “rosso di Calabria” viene utilizzato in decine di preparazioni, dagli insaccati ai primi piatti, passando per cioccolato, gelati, liquori e perfino cocktail. È una manifestazione che dimostra come un prodotto identitario possa essere reinterpretato in modi sempre nuovi senza perdere il legame con la tradizione.

L’evento è reso ancora più suggestivo dai murales che hanno fatto di Diamante una delle località più caratteristiche della Riviera dei Cedri. Tra showcooking, spettacoli, incontri con produttori e degustazioni, ogni passeggiata diventa un viaggio tra i sapori più intensi della Calabria.

Quando? Dal 9 al 13 settembre 2026.

Sagra della Patata Silana di Celico

La Patata della Sila IGP è una delle eccellenze agricole più conosciute della regione e a Celico viene celebrata con una festa che mette al centro la cucina di montagna. Gnocchi fatti a mano, patate ‘mpacchiuse, frittelle, arrosti e ricette della tradizione contadina raccontano tutta la versatilità di un ingrediente che, grazie al clima dell’altopiano, ha conquistato anche il marchio IGP.

Il contesto fa il resto. L’aria fresca della Sila, i boschi che circondano il paese e il clima conviviale della manifestazione rendono questa sagra diversa da molte altre. È la meta ideale per chi vuole conoscere la Calabria dell’entroterra, dove la cucina nasce ancora da prodotti semplici ma di altissima qualità.

Quando? Dal 4 al 6 settembre 2026.

Sagra dello Stoccafisso di Cittanova

Chi pensa che lo stoccafisso appartenga soltanto alle regioni del Nord resterà sorpreso. A Cittanova questo ingrediente è protagonista di una ricetta diventata simbolo della gastronomia calabrese: lo stocco alla ghiotta, preparato con pomodoro, olive, capperi e aromi mediterranei che ne esaltano il sapore. Durante la sagra è possibile assaggiarlo appena cucinato insieme ad altre specialità locali, in un percorso gastronomico che racconta la storia di un prodotto arrivato da lontano ma ormai perfettamente integrato nella tradizione regionale.

Le serate sono animate da musica, spettacoli e mercatini, ma il vero motivo per arrivare fino a Cittanova resta il profumo delle grandi pentole in cui lo stocco cuoce lentamente, attirando ogni anno appassionati provenienti da tutta la Calabria.

Quando? 20-21 settembre 2026.

Isole

Sicilia

Cous Cous Fest di San Vito Lo Capo

A San Vito Lo Capo il cous cous diventa un passaporto gastronomico. Per dieci giorni chef provenienti da diversi Paesi portano in cucina spezie, tecniche e ricette differenti, mentre la versione trapanese a base di pesce resta il punto di riferimento per capire quanto questo piatto sia radicato nella Sicilia occidentale. Le Case del Cous Cous permettono di assaggiare preparazioni molto diverse tra loro, passando dalla tradizione nordafricana alle interpretazioni mediterranee e contemporanee senza allontanarsi dal centro del paese.

La parte più divertente è proprio il confronto. Lo stesso ingrediente cambia completamente carattere da uno stand all’altro e il Campionato del Mondo aggiunge alla festa una componente competitiva che difficilmente si incontra nelle sagre classiche. Tra degustazioni, cooking show e il lungomare di San Vito Lo Capo a pochi passi, è uno di quegli eventi in cui programmare un solo assaggio è praticamente impossibile.

Quando? Dal 18 al 27 settembre 2026.

Festa del Pistacchio di Raffadali DOP

In Sicilia l’oro verde non cresce soltanto alle pendici dell’Etna. Raffadali, nell’Agrigentino, possiede una propria produzione tutelata dalla DOP e la festa dedicata al pistacchio è il momento giusto per scoprirne il carattere. Gelati, creme, pasticceria, pesto e preparazioni salate mostrano un ingrediente capace di passare dal dessert al primo piatto senza perdere il suo profumo intenso e la tipica nota dolce.

La cosa più interessante è incontrare direttamente i produttori della Valle del Platani. Tra degustazioni e dimostrazioni si scopre quanto lavoro ci sia dietro un frutto raccolto in quantità limitate e diventato una delle eccellenze agricole della zona. Una festa ideale anche per chi crede di conoscere già tutto sul pistacchio siciliano e vuole assaggiarne un’espressione meno scontata.

Quando? Dal 18 al 20 settembre 2026.

Sagra del Pomodoro Siccagno di Valledolmo

Il pomodoro siccagno nasce quasi per sottrazione: poca acqua, terreni asciutti e un’agricoltura che sfrutta le caratteristiche naturali del territorio. Il risultato è un pomodoro dal sapore particolarmente concentrato, che a Valledolmo diventa protagonista di sughi, conserve, focacce e ricette della cucina contadina. È uno di quegli ingredienti che dimostrano come dietro un semplice piatto di pasta al pomodoro possa esserci un mondo intero.

Durante la sagra si possono assaggiare preparazioni costruite proprio per valorizzarne intensità e dolcezza, insieme a pane, olio, formaggi e altri prodotti locali. Più che la quantità di ricette, qui conta la materia prima: il siccagno racconta una Sicilia agricola capace di trasformare la scarsità d’acqua in una caratteristica del prodotto, anziché in un limite.

Quando? 19-20 settembre 2026.

Sardegna

Nota: In Sardegna il mese di settembre coincide soprattutto con l’inizio di Autunno in Barbagia, uno dei più importanti circuiti enogastronomici italiani. A differenza di altre regioni, è più difficile trovare tre sagre gastronomiche “classiche” concentrate nello stesso periodo. Per questo motivo abbiamo selezionato tre tappe di Autunno in Barbagia che rappresentano al meglio la cucina e le tradizioni dell’entroterra sardo.

Autunno in Barbagia – Bitti

Bitti apre tradizionalmente il calendario di Autunno in Barbagia e lo fa mostrando il volto più autentico della Sardegna. Le antiche cortes, i cortili delle case storiche, si trasformano in piccole osterie dove assaggiare porceddu arrosto, pecorini, pane carasau, pane moddizzosu, salumi artigianali e dolci preparati secondo ricette tramandate da generazioni. Non ci sono stand impersonali: spesso sono gli stessi abitanti del paese a cucinare e raccontare la storia dei piatti che portano in tavola.

Passeggiare tra le vie del borgo significa entrare in laboratori artigianali, assistere a dimostrazioni di antichi mestieri e fermarsi a ogni corte per una degustazione diversa. È il modo migliore per iniziare un viaggio nella Sardegna più autentica, quella lontana dalle spiagge e profondamente legata alle proprie tradizioni.

Quando? 5-6 settembre 2026.

Autunno in Barbagia – Oliena

La tappa di Oliena è un vero paradiso per gli amanti della cucina barbaricina. Tra le strade del paese si possono assaggiare il celebre Nepente di Oliena, uno dei vini rossi più rinomati dell’isola, insieme a formaggi di pecora, pane carasau, miele, dolci alle mandorle e il tradizionale porceddu cotto lentamente allo spiedo. Ogni corte propone specialità diverse, permettendo di costruire un vero percorso gastronomico tra i sapori più rappresentativi del Nuorese.

Il fascino della manifestazione sta anche nella cornice naturale. Ai piedi del Supramonte, Oliena offre uno scenario unico dove gastronomia, artigianato e cultura convivono in perfetto equilibrio. Tra un bicchiere di vino e una degustazione, è facile lasciarsi conquistare dall’ospitalità degli abitanti e dall’atmosfera rilassata che caratterizza l’intero evento.

Quando? 12-13 settembre 2026.

Autunno in Barbagia – Dorgali

Tra montagne e mare, Dorgali interpreta Autunno in Barbagia valorizzando alcuni dei prodotti più iconici della Sardegna. Le cortes ospitano produttori di olio extravergine, vini Cannonau, formaggi, salumi e pane tradizionale, mentre le cucine preparano piatti come i culurgiones, la pecora in umido e i dolci tipici della tradizione locale. Ogni angolo del centro storico diventa un invito ad assaggiare qualcosa di nuovo, con un’offerta gastronomica che cambia da corte a corte.

L’evento è anche un’occasione per conoscere il patrimonio culturale del territorio attraverso mostre, musica e dimostrazioni artigianali. Il risultato è un’esperienza che va ben oltre la semplice degustazione e che racconta la Sardegna più autentica attraverso i suoi sapori, i suoi profumi e le persone che continuano a custodirne le tradizioni.

Quando? 26-27 settembre 2026.

tags: Cibo

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti