Air Mata Kucing: la bevanda più interessante della Malesia

Alla scoperta dell’Air Mata Kucing, la popolare bevanda malese a base di longan, dal nome curioso e dal gusto decisamente particolare.

Air Mata Kucing: la bevanda più interessante della Malesia - immagine di copertina

Molti di voi probabilmente non sapranno nemmeno come leggere il suo nome, eppure in Malesia l’Air Mata Kucing è una bevanda popolarissima. A prima vista non ispira particolarmente: è scura, quasi marrone, sul fondo del bicchiere galleggiano pezzi di frutta e non ha certo l’aspetto studiato delle bibite diventate virali sui social. Il suo successo, però, nasce molto prima di TikTok e delle mode gastronomiche. A Kuala Lumpur si beve da decenni, soprattutto quando il caldo e l’umidità rendono necessaria qualsiasi cosa riesca a dare un po’ di sollievo.

Fredda, dolce e leggermente erbacea, l’Air Mata Kucing occupa un territorio a metà tra una bibita e un dessert da bere. Il protagonista è il longan, un piccolo frutto asiatico imparentato con il litchi, al quale si aggiungono ingredienti decisamente meno familiari dalle nostre parti. Ed è proprio questa combinazione a renderla interessante: dietro un bicchiere apparentemente semplicissimo c’è un pezzo della cultura gastronomica sino-malese e una delle specialità più riconoscibili della Chinatown di Kuala Lumpur.

Cos’è l’Air Mata Kucing

Definirla semplicemente una bevanda al longan sarebbe riduttivo. Non esiste una sola preparazione immutabile e si trovano ricette differenti, ma una delle versioni diventate più celebri a Kuala Lumpur parte da longan essiccati e luo han guo, conosciuto anche come monk fruit. A questi si aggiungono winter melon e zucchero di roccia, mentre alcune preparazioni prevedono anche foglie di pandan.

Gli ingredienti vengono lasciati bollire in acqua abbastanza a lungo da ottenere un liquido ambrato molto scuro. Il luo han guo porta una dolcezza particolare e una nota erbacea, il longan aggiunge un sapore fruttato che ricorda vagamente il litchi ma risulta più caldo e mielato, mentre il winter melon rimane molto più delicato. Lo zucchero completa il lavoro, e spesso non viene utilizzato con particolare timidezza.

Il risultato è quindi lontano dall’idea occidentale di succo di frutta. L’Air Mata Kucing ha un gusto più stratificato: prima arriva la dolcezza, poi la parte fruttata e infine quella nota vegetale ed erbacea che rende immediatamente riconoscibile il luo han guo. Nel bicchiere possono rimanere anche i longan e piccoli pezzi di winter melon, da mangiare mentre si beve. La consistenza della frutta, a quel punto, diventa parte dell’esperienza.

Un nome molto più curioso della bevanda

Anche il nome merita una spiegazione, perché tradotto alla lettera rischia di creare parecchia confusione. In malese “air” significa acqua, “mataocchio e “kucinggatto: Air Mata Kucing può quindi essere interpretato letteralmente come “acqua dell’occhio del gatto“, con un inevitabile effetto sorpresa per chi lo incontra per la prima volta.

Il riferimento, però, è legato al mata kucing, nome utilizzato in Malesia per una varietà locale appartenente alla famiglia del longan. Il frutto, una volta aperto, presenta una polpa chiara e traslucida intorno a un seme scuro: l’aspetto ricorda effettivamente un occhio. Il nome della bevanda diventa così molto meno misterioso di quanto sembri.

È anche un buon esempio di quanto sia facile perdere una parte del significato di un piatto o di una bevanda quando ci limitiamo alla traduzione letterale. Non stiamo bevendo improbabili “lacrime di gatto“, come qualche traduzione particolarmente fantasiosa potrebbe suggerire, ma sostanzialmente una bevanda costruita intorno al longan.

Da Petaling Street al resto della Malesia

Per capire perché l’Air Mata Kucing sia diventata così conosciuta bisogna arrivare a Petaling Street, nel cuore della Chinatown di Kuala Lumpur. Tra bancarelle, ristoranti e insegne che si accavallano lungo la strada, una delle versioni più famose viene venduta da decenni all’incrocio con Jalan Hang Lekir. La bancarella specializzata nella bevanda è diventata nel tempo quasi una piccola istituzione locale.

Un dettaglio racconta bene quanto questa preparazione appartenga alla memoria della città. In passato veniva servita in ciotole di metallo, mentre con l’aumento dei clienti sono arrivati bicchieri, contenitori e bottiglie più pratici da portare via. Ancora oggi, nei ricordi e nelle testimonianze di chi frequentava Petaling Street anni fa, quelle ciotole continuano a tornare fuori.

E il luogo conta. Kuala Lumpur ha un clima tropicale, con temperature elevate e un’umidità che può rendere una passeggiata decisamente impegnativa. Una bevanda fredda, piena di ghiaccio e molto dolce assume quindi tutto un altro senso rispetto a quando la immaginiamo bevuta comodamente seduti in Europa. Nella tradizione locale viene inoltre considerata una bevanda “rinfrescante” per il corpo, un concetto che compare frequentemente nelle tradizioni alimentari asiatiche e che non coincide semplicemente con la temperatura a cui viene servita.

Che sapore ha l’Air Mata Kucing?

Questa probabilmente è la domanda più interessante per chi non l’ha mai provata. Il colore può far pensare a un tè molto concentrato o perfino a una cola artigianale, ma il gusto va in tutt’altra direzione.

Il longan essiccato sviluppa note più profonde rispetto al frutto fresco, quasi mielate, mentre il monk fruit aggiunge una dolcezza intensa accompagnata da una componente erbacea. Il winter melon resta sullo sfondo e contribuisce soprattutto alla delicatezza complessiva della preparazione. A seconda di chi la prepara, può risultare più o meno zuccherina: la versione resa famosa a Petaling Street utilizza anche zucchero di roccia e viene normalmente servita con parecchio ghiaccio, che sciogliendosi ne attenua progressivamente la dolcezza.

Ed è proprio il ghiaccio a completarla. Bevuta molto fredda, l’Air Mata Kucing acquista quella funzione estremamente pratica che ne ha accompagnato il successo: dissetare. Non cerca acidità, bollicine o aromi aggressivi. È dolce, morbida, fruttata e vagamente erbacea, con qualche pezzo di longan da recuperare sul fondo una volta finito il bicchiere.

Esiste anche calda, ma basta immaginare per qualche secondo il clima di Kuala Lumpur per capire perché la versione con ghiaccio abbia conquistato molta più attenzione.

Come si prepara

La preparazione casalinga non richiede tecniche particolarmente complicate. La vera difficoltà, almeno in Italia, consiste nel recuperare gli ingredienti corretti. Il longan essiccato e il luo han guo si trovano soprattutto nei supermercati asiatici più forniti, mentre il winter melon può essere meno immediato da reperire.

La base si ottiene facendo bollire il luo han guo spezzato insieme ai longan essiccati. Successivamente entrano il winter melon tagliato sottile e, se necessario, lo zucchero di roccia. Una ricetta molto vicina alla versione di Petaling Street utilizza un monk fruit, circa 35 grammi di longan essiccati, 300 grammi di winter melon e 25 grammi di zucchero per un litro e mezzo d’acqua. Dopo la bollitura si lascia sobbollire il tutto per circa venti minuti e, una volta raffreddato, si serve con abbondante ghiaccio. Lasciarlo riposare permette inoltre ai sapori di amalgamarsi meglio.

Naturalmente le proporzioni cambiano da ricetta a ricetta. Ed è soprattutto sullo zucchero che conviene intervenire secondo il proprio gusto: longan e monk fruit portano già una loro dolcezza, quindi non è obbligatorio replicare le versioni più zuccherine vendute per strada.

Una bevanda che racconta bene Kuala Lumpur

Negli ultimi anni siamo diventati molto più abituati a incontrare bevande asiatiche anche in Italia. Matcha, bubble tea e tè thailandese non hanno più bisogno di grandi presentazioni. L’Air Mata Kucing, invece, rimane quasi completamente fuori dai radar, ed è curioso considerando quanto sia radicata nella cultura gastronomica malese.

Forse dipende anche dal fatto che non possiede una grande componente scenografica. Non ha colori fluorescenti, schiume, bicchieri elaborati o ingredienti pensati per essere fotografati. Vista da fuori sembra semplicemente una bevanda marrone con del ghiaccio e qualche pezzo di frutta sul fondo.

Poi si scopre che dietro ci sono il longan, il monk fruit, il winter melon, le tradizioni alimentari della comunità cinese in Malesia e una bancarella di Petaling Street che la prepara da decenni. E a quel punto quel bicchiere marrone diventa decisamente più interessante.

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