La spesa in 3 comode rate: ma come ci siamo arrivati?

Pagare a rate non è certo una novità. La novità è poterlo fare anche con la spesa alimentare, dividendo in più pagamenti il costo di qualcosa che nel giro di pochi giorni sarà già finito. Tra caro vita e difficoltà sempre maggiori nel far quadrare i conti, il punto non è giudicare chi sceglie di farlo, ma chiedersi come siamo arrivati ad avere bisogno di uno strumento del genere.

La spesa in 3 comode rate: ma come ci siamo arrivati? - immagine di copertina

Non ne parleremo come una news fresca fresca, perché di fatto fresca non lo è. Anzi, è passata un po’ in sordina, nei giorni bollenti di inizio agosto e noi tutti, obnubilati dal miraggio delle ferie e dalla pressione bassa da caldo, non ci siamo resi conto della bomba sganciata. In sintesi? Pewex, la nota catena di supermercati romana, ha lanciato la spesa a rate grazie a Klarna. Sì, proprio la spesa, generi alimentari, cibo, sussistenza base. Non un cellulare, un frigorifero. Cibo.

Il che apre una riflessione piuttosto interessante sulla questione inflazione, sul caro vita e su tutto il disagio che in questa epoca storica stiamo vivendo. Da buoni dinosauri gourmet, pur senza voler appesantire il discorso sulle nostre pagine, quando si parla di cibo non possiamo fare a meno di dire la nostra, anche quando si parla di GDO. E quindi, riflettiamoci un attimo.

Prima il frigorifero a rate, adesso quello che ci metti dentro

Partiamo da quello che è successo. Pewex, catena con 39 punti vendita tra Roma e provincia, ha introdotto Klarna tra le modalità di pagamento disponibili per fare la spesa. Non soltanto online: il servizio è stato portato anche alle casse fisiche e viene gestito attraverso l’app del supermercato.

Le possibilità sono diverse. Si può pagare tutto subito, rimandare il pagamento di 30 giorni, dividere la cifra in tre rate senza interessi oppure ricorrere a un finanziamento più lungo, da 6 a 12 rate, questa volta con interessi.

Ed è soprattutto quest’ultima possibilità a rendere bene l’idea di quanto sia cambiato il concetto stesso di acquisto a rate. Per decenni abbiamo comprato così automobili, mobili ed elettrodomestici. Poi sono arrivati smartphone, computer, vestiti e pure viaggi e vacanze. E ora ci siamo, tocca al cibo.

Il problema è che la settimana prossima dobbiamo mangiare di nuovo

Fin qui potremmo limitarci a registrare la questione e andare avanti. Il fatto è che la spesa alimentare ha una caratteristica che rende la rateizzazione un pelino più antipatica rispetto a quella di un telefono o di un televisore: non è un acquisto occasionale.

Quello che compriamo oggi finisce in pochissimo tempo e va ricomprato. Il latte finisce, la pasta finisce, le verdure pure. E la settimana successiva si torna al supermercato con una nuova lista e un nuovo conto da pagare. Se dividiamo la prima spesa in tre rate, quando torniamo a fare la seconda stiamo ancora pagando la precedente. E potenzialmente possiamo rateizzare anche quella. E così via.

Questo non significa, ovviamente, che chiunque utilizzi il servizio finirà intrappolato in una montagna di rate. Ma applicare il credito a una spesa necessaria, ricorrente e immediatamente consumabile pone questioni un bel po’ diverse rispetto a comprare un elettrodomestico.

Ma perché dovremmo avere bisogno di rateizzare 100 euro di spesa?

Ed eccoci al punto che rende tutta la faccenda meno divertente.

Se un supermercato introduce un servizio del genere e Klarna ha intenzione di portarlo anche altrove, evidentemente si ritiene che possa esserci un pubblico interessato. E non è così difficile immaginare quale esigenza possa intercettare.

Negli ultimi anni fare la spesa è diventato sensibilmente più costoso e per molte famiglie anche qualche centinaio di euro concentrato in un determinato momento del mese diventa difficile da gestire. Rimandare il pagamento di trenta giorni o dividerlo in tre parti trasforma facilmente l’equazione, concede un po’ di respiro fino allo stipendio successivo, facendo quadrare i conti e recuperando un po’ di liquidità.

Ed è probabilmente questo l’aspetto sul quale vale la pena soffermarsi. Non tanto che oggi si possa comprare il pane con Klarna, ma che qualcuno abbia individuato nel pane comprato con Klarna un servizio potenzialmente utile.

Il problema non è chi paga la spesa a rate

Uno dei motivi per cui formule come il Buy Now, Pay Later risultano così allettanti è piuttosto intuitivo: una cifra importante, una volta spezzettata, fa meno paura. Novanta euro tutti insieme sono novanta euro. Tre pagamenti da trenta, almeno a colpo d’occhio, sembrano più innocui.

A questo punto è abbastanza facile scivolare nel moralismo. Guardare qualcuno che divide il conto del supermercato in tre e pensare che forse avrebbe dovuto comprare meno, spendere meglio o organizzarsi diversamente.

Non è quello il punto. Non facciamo il solito gioco della guerra tra poveri.

La questione interessante è un’altra: come siamo arrivati al punto in cui dilazionare il costo del cibo è diventato un servizio finanziario sensato da proporre?

Forse la notizia è proprio questa

Pewex, peraltro, potrebbe essere soltanto l’inizio. Klarna ha anticipato che da settembre il servizio dovrebbe arrivare anche in una delle maggiori catene di supermercati italiane. Se succederà, la spesa a rate smetterà rapidamente di essere la curiosità estiva di una catena romana per diventare qualcosa con cui potremmo cominciare a fare i conti molto più spesso.

Possiamo discutere se sia utile, rischioso, comodo o semplicemente assurdo. Probabilmente, a seconda di chi lo utilizza e di come lo utilizza, può essere tutte queste cose insieme.

Ma forse la parte che dovrebbe farci riflettere non è neanche la comparsa del pulsante “paga in 3 rate” quando compriamo pasta, latte e detersivo. È la facilità con cui riusciamo a immaginare perché qualcuno potrebbe averne bisogno.

E se pagare a rate un frigorifero ci è sempre sembrato perfettamente normale, essere arrivati a fare lo stesso con quello che ci mettiamo dentro racconta abbastanza bene, da solo, il momento che stiamo vivendo.

tags: Attualità

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti