I 10 migliori ristoranti dove ho mangiato a Kyoto

Dieci indirizzi provati personalmente durante il mio viaggio a Kyoto, dove vi consiglio delle grandi sorprese, piccoli locali e posti in cui tornerei senza pensarci due volte.

I 10 migliori ristoranti dove ho mangiato a Kyoto - immagine di copertina

La scorsa settimana vi ho consigliato i miei 10 ristoranti preferiti a Tokyo, oggi invece tocca a Kyoto, probabilmente una delle città più belle che abbia mai visto e, almeno durante il mio viaggio, anche sorprendentemente piena di italiani. Quindi, se state pianificando qualche giorno qui o magari state leggendo questo articolo proprio da Kyoto, spero che questa lista possa tornarvi utile. Come sempre, però, voglio anche i vostri consigli: se avete mangiato in un posto che secondo voi manca, o avete un ristorante del cuore in città, scrivetecelo. La lista è fatta per essere aggiornata.

Sukemasa

Partiamo da uno dei pasti con il miglior rapporto godimento-prezzo di tutto il viaggio. Sukemasa è una piccola ravioleria specializzata in gyoza, con un menu corto e senza troppe distrazioni: qualche antipasto, ravioli e poco altro.

Come antipasto ho provato una classica potato salad, molto buona, ma quello che mi ha veramente stupito è stato il loro bambù sottaceto piccante. Il sapore del bambù non è semplicissimo da raccontare: è delicato, leggermente vegetale, quasi terroso, mentre la consistenza resta croccante e fibrosa. Qui il piccante e l’acidità della marinatura fanno tutto il resto e, alla fine, è stato probabilmente l’antipasto che ricordo di più.

Poi arrivano loro, i gyoza. Ero seduto al bancone e ho potuto seguire praticamente tutta la preparazione, anche grazie a uno chef parecchio simpatico. In cottura i ravioli rimangono attaccati tra loro e sul fondo si forma una crosticina sottile e croccante che cambia completamente il boccone. Dentro, invece, niente esercizi di stile: carne, cavolo e un ripieno semplicissimo fatto come si deve. Sul tavolo trovate salsa di soia, olio piccante e spezie con cui potete condirli come preferite.

La parte quasi ridicola arriva al conto: antipasti, 12 gyoza e un’ottima birra, circa 2.000 yen. Più o meno dieci euro. A Kyoto si può mangiare molto bene spendendo cifre del genere, e Sukemasa ne è una delle prove migliori.

Indirizzo: 〒600-8446 Kyoto, Shimogyo Ward, Horinouchicho, 263

Loco Chicken Kyoto

Loco Chicken è minuscolo. Parliamo di una manciata di posti a sedere, quindi soprattutto nel weekend preparatevi ad aspettare oppure prendete il vostro ordine da asporto. Si trova nella zona di Kawaramachi e il locale è specializzato in pollo e hamburger, con una formula molto semplice e prezzi decisamente bassi rispetto alle dimensioni di quello che vi arriverà davanti.

Io ho ordinato il T-Rex e ancora oggi faccio fatica a capire come sia riuscito a finirlo. Dentro c’è pollo fritto, cipolla in agrodolce, pulled chicken cotto a lungo e formaggio: sulla carta sembra eccessivo, e probabilmente lo è, ma funziona. Il pollo fritto rimane croccante, quello sfilacciato aggiunge succosità e la cipolla dà quella parte acida che impedisce al panino di diventare una mattonata dopo tre morsi.

Per me è stato il chicken burger più memorabile dell’intero viaggio in Giappone. Enorme, sporco quanto basta e soprattutto buonissimo. Viene servito con patatine e bibita con ghiaccio e anche qui siamo intorno ai 2.000 yen complessivi. Il personale parla molto bene inglese, dettaglio che a Kyoto può tornare utile, ed è anche molto disponibile. Se riuscite a trovare posto, però, mangiatelo lì: il locale è piccolo ma ha carattere e vedere uscire quei panini dalla cucina fa parte del divertimento.

Indirizzo: 〒600-8018 Kyoto, Shimogyo Ward, Ichinocho, 253-1 河原町会館 101

Sushi Yuwa

Qui cambiamo completamente registro. Sushi Yuwa è il piccolo ristorante dello chef Atsuki, pochi posti e un rapporto molto diretto tra chi sta dietro al bancone e chi mangia. Lo chef parla un po’ di inglese, abbastanza da raccontare quello che sta preparando, scherzare con gli ospiti e trasformare la cena in qualcosa che va ben oltre una semplice sequenza di nigiri. Il locale si trova nello Shimogyo Ward ed è davvero raccolto.

La formula è omakase, parola che letteralmente indica l’idea di “affidarsi” allo chef. In pratica non siete voi a scegliere cosa mangiare: vi sedete al bancone e lasciate che sia lui a costruire il percorso in base al pesce disponibile, alla stagione e a quello che ritiene migliore in quel momento. Oltre ai tagli più conosciuti ne arrivano altri molto meno immediati per chi è abituato al sushi che troviamo normalmente in Italia, tutti lavorati con una precisione quasi maniacale. La cosa bella, però, è che non si crea mai quell’atmosfera impostata che a volte accompagna questo tipo di esperienza: Atsuki intrattiene, parla, spiega e nel frattempo lavora il pesce con una sicurezza impressionante.

Il prezzo supera i 10.000 yen, quindi siamo chiaramente su un’altra fascia rispetto ai primi due indirizzi della lista. Ma se durante il viaggio volete concedervi almeno un vero omakase, per me questo è uno di quei pasti per cui vale la pena spendere qualcosa in più.

Indirizzo: 305-3 Hanjocho, Shimogyo Ward, Kyoto, 600-8433

Sushi Ishimatsu

Sushi Ishimatsu da fuori probabilmente non lo notereste nemmeno, un piccolo ristorante di sushi a conduzione familiare nella zona di Sakyo, non lontano dal Sentiero del Filosofo. L’ambiente è semplicissimo, con bancone e una parte più tradizionale con tatami, e anche il servizio mantiene quell’atmosfera molto casalinga.

Qui ho provato sia il sushi che una delle loro bowl e la prima cosa che colpisce è la materia prima: pesce freschissimo, tagli generosi e pochissime sovrastrutture. Sembra una frase scontata parlando di sushi in Giappone, ma mangiando in posti come Ishimatsu ci si rende conto ancora di più della distanza rispetto alla maggior parte di quello che siamo abituati a trovare in Italia. Consistenza, temperatura del pesce, quantità di riso e soprattutto sapore: è proprio un’altra cosa.

Molto buone soprattutto le bowl, cariche di pesce tagliato spesso, ma anche i nigiri meritano parecchio. Le porzioni sono generose e i prezzi rimangono sorprendentemente bassi considerando la qualità: siamo generalmente nell’ordine dei 1.000-3.000 yen. Niente costruzioni particolari o presentazioni spettacolari, semplicemente pesce trattato bene e servito senza troppi giri. Una vera e propria gioia per il palato e uno dei posti in cui tornerei senza pensarci troppo.

Indirizzo: 36 Shishigatani Honenin Nishimachi, Sakyo Ward, Kyoto, 606-8427

Gion Ichiho

Restiamo sul sushi, ma con una proposta completamente diversa. Gion Ichiho è un locale minuscolo a pochi minuti dalla stazione di Gion-Shijo, con pochissimi coperti e una formula che riesce a proporre sushi di ottima qualità mantenendo prezzi decisamente accessibili per Kyoto. Il menu ruota soprattutto intorno ai loro piccoli sushi, quasi dei bocconi in miniatura, accompagnati a seconda del percorso da obanzai di verdure di Kyoto, zuppa, hojicha e dessert.

La cosa che mi ha stupito di più, però, è stata la creatività. Praticamente ogni hosomaki e nigiri che mi è arrivato davanti aveva un condimento o un topping diverso, studiato per accompagnare quel determinato pesce. Non decorazioni messe lì per rendere il piatto più bello, ma piccoli contrasti di sapidità, acidità, dolcezza e consistenze che funzionavano davvero. Il risultato è un sushi meno tradizionale rispetto ad altri provati durante il viaggio, ma mai inutilmente complicato.

Anche le dimensioni sono particolari: i pezzi sono volutamente molto piccoli e l’intero percorso è pensato per farne assaggiare parecchi senza appesantire. Il set più completo comprende 13 pezzi, otto di pesce e cinque lasciati alla scelta della cucina, oltre ad alcuni accompagnamenti; il prezzo indicativo è intorno ai 2.900 yen, davvero difficile da contestare considerando cura e qualità della proposta.

Il locale è raccolto, il servizio molto attento e proprio le dimensioni ridotte rendono l’esperienza ancora più piacevole. Prenotare è sicuramente una buona idea. Tra i sushi provati a Kyoto, Gion Ichiho è stato uno dei più originali e soprattutto uno di quelli in cui spenderei volentieri di nuovo gli stessi soldi.

Indirizzo: 101-8 Hakatacho, Higashiyama Ward, Kyoto, 605-0805

Ramen Sen no Kaze

Ramen Sen no Kaze è stato senza troppi dubbi il miglior ramen che ho mangiato a Kyoto. Il locale si trova in pieno centro, nella zona di Shijo Kawaramachi, e propone diverse versioni, dallo shio allo shoyu fino al miso, oltre ad alcuni ramen con brodo a base di pesce.

Ricordo soprattutto quel brodo: corposissimo, cremoso, intenso ma senza risultare eccessivamente pesante. La base tonkotsu viene preparata con ossa di maiale provenienti dal Kyushu, mentre per altri brodi vengono utilizzati anche dashi, katsuobushi e kombu. Poi c’è il chashu, forse la parte migliore della ciotola: tre belle fette di maiale morbidissime e soprattutto super succose, di quelle che praticamente si sciolgono mentre le mangi.

Poi tutto il resto funziona di conseguenza: noodles con la giusta consistenza, verdure, possibilità di aggiungere l’uovo e porzioni più che soddisfacenti. I ramen partono da circa 1.300 yen e ci sono anche set con gyoza e riso. È un indirizzo abbastanza conosciuto e sicuramente meno nascosto rispetto ad altri presenti in questa lista, ma in questo caso la fama è meritata. Se dovessi scegliere un solo ramen tra quelli provati durante i giorni passati a Kyoto, tornerei qui.

Indirizzo: 580 Nakanocho, Nakagyo Ward, Kyoto, 604-8042

Actual

Actual è conosciuto soprattutto per caffè e matcha, ma io lo inserisco in questa lista praticamente per un unico motivo: la cheesecake basca. Immacolata. Una delle cheesecake più buone e saporite che abbia mangiato da parecchio tempo.

La fetta arriva con quella superficie scura e caramellata tipica della Basque cheesecake e un interno estremamente cremoso, quasi al limite tra una torta cotta e una crema. È ricca, leggermente sapida, con quel gusto tostato della parte esterna che evita l’effetto stucchevole. Uno di quei dolci che sembrano molto semplici finché non ne assaggi uno fatto veramente bene.

Actual lavora anche parecchio sul caffè e propone diverse etichette e origini internazionali. Io ho provato un caffè dell’El Salvador, molto pulito e piacevole, che con la cheesecake funzionava alla grande. Considerate circa 1.500-2.000 yen per caffè e dolce, a seconda di quello che ordinate. Il servizio nel mio caso poteva essere un po’ più attento, senza essere comunque un vero problema. Ci tornerei? Sì, ma soprattutto per quella cheesecake. Quella da sola merita la deviazione.

Indirizzo: 20-2 Mibukayogoshocho, Nakagyo Ward, Kyoto, 604-8811

I’m donut?

I’m donut? è ormai un nome parecchio conosciuto in Giappone, con diverse sedi anche nelle grandi città del Paese, e quella di Kyoto mantiene perfettamente l’identità del marchio. Il locale è molto bello, curato fin nei dettagli, e anche ordinare è divertente: si fa tutto attraverso dei piccoli totem, perfettamente integrati nello spazio e molto intuitivi da utilizzare.

Le ciambelle sono buone, anche se personalmente non le metterei tra le migliori che abbia mai mangiato. Vale però la pena provarle perché sono molto diverse dal classico donut americano: più piccole, soffici, leggere nell’impasto ma decisamente generose con zucchero, creme e farciture. È quello stile di donut giapponese che punta molto sulla consistenza, quasi ariosa, e su gusti spesso più particolari rispetto ai grandi classici.

Servizio ottimo e personale che parla benissimo inglese, quindi ordinare è davvero semplice. Per quello che vedete in foto abbiamo speso circa 3.000 yen: non poco per delle ciambelle e sicuramente uno degli indirizzi meno economici di questa lista. Però, soprattutto se non avete mai provato questo tipo di donut, una visita secondo me ci sta.

Indirizzo: 〒604-8027 Kyoto, Nakagyo Ward, Shioyacho, 324

Tempura Tententen

Tempura Tententen è stata un’altra gran bella sorpresa. Ci sono due sedi in città, quella vicino alla stazione e quella di Pontocho, quest’ultima piccolissima e praticamente sviluppata intorno al bancone.

La tempura qui è fatta veramente bene: pastella sottile, asciutta e croccante, senza quella sensazione pesante e unta che può rovinare completamente questo tipo di cucina. Si passa dalle verdure al pesce e ai frutti di mare, fino a ingredienti decisamente meno scontati come wagyu, polpo e uovo. La cosa bella è proprio poter assaggiare ingredienti molto diversi preparati con la stessa tecnica, soprattutto se riuscite a sedervi al bancone e vedere tutto il lavoro della cucina davanti a voi. Seduti al bancone si riesce anche a seguire buona parte della preparazione, e qui si capisce quanto la tempura, quando fatta bene, sia soprattutto una questione di precisione. La frittura rimane asciutta fino alla fine e la pastella non copre mai quello che c’è dentro.

Materia prima ottima, frittura impeccabile, servizio piacevole e prezzi più che corretti per quello che arriva al tavolo. Se amate la tempura, questo è uno degli indirizzi che segnerei prima di partire.

Indirizzo: 〒600-8211 Kyoto, Shimogyo Ward, Maoyacho, 214 京都駅第五ビル 1F (Kyoto Station) 〒604-8017 Kyoto, Nakagyo Ward, Zaimokucho, 183-1 先斗町92ビル 1階 (Pontocho)

Kyoto Engine Ramen

Non avrei mai pensato di ritrovarmi a consigliare un ramen vegano in Giappone, e invece eccoci qui. Kyoto Engine Ramen mi ha completamente sorpreso: il brodo è ricco, cremoso, saporito e soprattutto non dà mai l’impressione di essere una versione “alternativa” del ramen tradizionale. È semplicemente un ramen molto buono. Ci sono due proposte vegane, tra cui una versione più piccante, e sono disponibili anche noodles gluten free.

Anche il locale merita parecchio: atmosfera bellissima, cucina a vista e un ambiente decisamente più moderno rispetto a molte ramen-ya tradizionali. Si trova in pieno centro, a poca distanza da Kyoto Kawaramachi, ed è molto conosciuto, quindi può capitare di trovare fila. Il personale è gentilissimo, parla inglese e rende tutto molto semplice anche per chi ha esigenze alimentari particolari. Io ci ero entrato quasi per curiosità e sono uscito pensando che un ramen vegano così lo rimangerei tranquillamente domani.

Indirizzo: 580-2 Nakanocho, Nakagyo Ward, Kyoto, 604-8042

Concludiamo

Questi sono i 10 posti che più mi sono rimasti impressi durante i giorni passati a Kyoto, ma sono sicuro di averne lasciati fuori parecchi. Quindi, come sempre, tocca anche a voi: se siete stati a Kyoto e avete un ristorante del cuore o un indirizzo che dovremmo assolutamente provare, scrivetecelo nei commenti.

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