Ci sono persone disposte ad aspettare un’ora in fila per un biscotto. Io, evidentemente, non sono una di quelle. Sono passato da Chewie Cookies, a Monteverde Vecchio, per ben due volte: la prima, nel pomeriggio, c’erano almeno trenta minuti di attesa; la seconda, di sera, la fila era arrivata tranquillamente a un’ora. Ora, a me i biscotti piacciono, ma non abbastanza da passare una serata sul marciapiede ad aspettarli. Così ho deciso di fare la cosa più sensata: tornare a casa e ordinarli a domicilio. Perché sì, a Roma ormai si fa la fila anche per comprare tre cookies, e a giudicare dal numero di persone davanti al negozio, Chewie ha decisamente trovato il modo di farsi desiderare.
Per capire da dove arrivi tutto questo entusiasmo bisogna parlare di Crumbl, il colosso americano che ha trasformato dei giganteschi cookies in un vero e proprio impero. Nata nello Utah nel 2017, l’azienda è diventata famosa per le sue scatole rosa, i biscotti enormi e un menu che cambia continuamente, con gusti sempre nuovi. Io i cookies di Crumbl li avevo già assaggiati tempo fa e li ricordavo davvero ottimi, anche se il prezzo era decisamente esagerato. Chewie Cookies ha ripreso questo format portandolo a Roma, precisamente a Monteverde Vecchio, ma dietro al progetto c’è qualcosa di più di una semplice imitazione americana. Il locale è nato nel dicembre 2024 dall’idea di Barbara Mazzei e Andrea Fantinel, due professionisti della pasticceria che stavano lavorando al progetto già prima dell’esplosione del fenomeno Crumbl sui social, ispirandosi anche ai loro viaggi.
Tre cookies a 15 euro? Aspettate di vedere quanto sono grandi
Il format è piuttosto semplice: si scelgono i propri cookies preferiti e si compone una box. Quella da tre costa circa 15 euro, quella da sei intorno ai 28-29 euro, ma esistono anche confezioni da nove e dodici biscotti. Il menu è abbastanza ampio da creare qualche problema agli indecisi: si passa dai classici cookies al cioccolato a versioni più elaborate con pistacchio, crema al formaggio, meringa, caramello e altre combinazioni che hanno ben poco a che vedere con i biscotti che siamo abituati a mangiare in Italia.
Una curiosità interessante riguarda proprio la produzione. Chewie dispone di un laboratorio a vista e utilizza un sistema di ordinazione tramite tablet. I biscotti vengono preparati e rifiniti al momento, senza lasciare prodotti invenduti da riproporre il giorno successivo. Inoltre, non tutti condividono lo stesso impasto: le ricette cambiano a seconda del gusto, un dettaglio che fa una bella differenza quando si arriva all’assaggio.
Tornando ai prezzi, inizialmente ho pensato che 15 euro per tre biscotti fossero una follia. Poi è arrivata la scatola, l’ho aperta e ho capito che forse avevo giudicato troppo in fretta. I cookies sono giganteschi, decisamente più grandi di quanto immaginassi, e soprattutto molto sostanziosi. Per farvi capire, in due persone con tre cookies ci abbiamo praticamente fatto pranzo e cena. Non sto suggerendo di sostituire i pasti con dei biscotti, ma se pensate di ordinarne sei per mangiarli da soli davanti a una serie TV, vi auguro buona fortuna.
Cosa abbiamo mangiato da Chewie Cookies

Per questa prima prova abbiamo scelto tre gusti: Extra Dark, Lemon Pie e Red Velvet. Partiamo subito da una confessione che probabilmente farà arrabbiare qualcuno: quello al cioccolato fondente non l’ho mangiato. Semplicemente non mi piace il cioccolato e, piuttosto che inventarmi una recensione, preferisco lasciare il giudizio a chi lo ha effettivamente assaggiato. Mi sono quindi concentrato sugli altri due, che fortunatamente si sono rivelati entrambi incredibili.
Il Red Velvet riprende la celebre torta americana dall’impasto rosso, caratterizzata da un sapore delicato di vaniglia e da una leggera nota di cacao, generalmente accompagnata da una crema al formaggio. La versione di Chewie mantiene questa combinazione, con un ripieno di crema al formaggio e pezzi di cioccolato bianco. Il risultato è un cookie ricchissimo, con una dolcezza importante ma ben gestita e una consistenza che mi ha colpito fin dal primo morso. L’impasto è morbido, piacevole da masticare, mentre la farcitura aggiunge quella parte cremosa che completa il biscotto senza coprirne il sapore.
Ma il vero vincitore, almeno per me, è stato il Lemon Pie. E devo ammettere che non me lo aspettavo. Parliamo di un cookie aromatizzato al limone, con pezzi di cioccolato bianco, un ripieno di lemon curd e una generosa meringa fiammeggiata in superficie, completata da scorza di limone. Già sulla carta sembrava interessante, ma all’assaggio è stato spettacolare. Il limone si sente tantissimo, con un’acidità che riesce a tenere a bada la dolcezza della meringa e dell’impasto. La cosa più sorprendente, però, è proprio il biscotto: all’interno era quasi spugnoso, morbidissimo, mentre all’esterno manteneva quella consistenza leggermente più compatta che impedisce al tutto di diventare una massa informe. Un equilibrio praticamente perfetto, con un sapore che personalmente ho trovato immacolato.
Ed è proprio sulla consistenza che voglio spendere qualche parola in più. Questi cookies non sono soltanto belli da vedere o carichi di ingredienti messi lì per fare qualche visualizzazione su TikTok. La base è lavorata davvero bene e, cosa che ho apprezzato parecchio, anche a distanza di diverse ore i biscotti erano ancora morbidi. Nessun impasto secco, nessun biscotto diventato duro dopo essere rimasto nella scatola per mezza giornata. Il Red Velvet era ottimo, ma il Lemon Pie mi ha completamente conquistato.
Un piccolo consiglio prima di passare alle conclusioni: sulla confezione Chewie suggerisce di riscaldare i cookies prima di mangiarli. Personalmente, con gusti come Lemon Pie e Red Velvet, eviterei. La meringa e le farciture cremose funzionano benissimo così come sono, e scaldarle rischierebbe di compromettere proprio il contrasto di consistenze che rende questi biscotti tanto buoni. Per le versioni più semplici al cioccolato, invece, il discorso potrebbe essere diverso.
Concludiamo
Chewie Cookies mi è piaciuto davvero tanto. Il progetto è bello, il format è fighissimo e soprattutto il prodotto mantiene le promesse. Non è scontato, considerando quanti locali oggi riescono a diventare virali sui social prima ancora di convincere davvero qualcuno con quello che preparano. Qui, almeno per i gusti che ho assaggiato, la qualità c’è e si sente.
Il prezzo rimane importante, perché 15 euro per tre biscotti non sono pochi, ma dopo aver visto le dimensioni e soprattutto dopo averli mangiati, devo ammettere che la spesa mi è sembrata decisamente più giustificata. Non li comprerei tutti i giorni, anche perché credo che il mio organismo avrebbe qualcosa da ridire, ma sono già curioso di provare altri gusti.