Tra le meravigliose colline del Chianti, precisamente nella località di Panzano, c’è un ristorante protetto dalla natura di questi luoghi e fermo nel tempo, gestito da un personaggio iconico della cucina italiana, Dario Cecchini. Stiamo parlando di Solociccia, la macelleria ristorante che ha la missione di educare le persone, anche le più scettiche, a mangiare tutte le parti di un animale. E il modo migliore per convincere sulla bontà dei vari tagli di carne è ovviamente puntare su un gusto incredibile.
Il menù degustazione di Solociccia è la storia del sogno di un ragazzo, un sogno infranto, elaborato, reinventato e poi impiattato. La storia di Dario Cecchini merita di essere condivisa, sia nelle sue emozioni che nei suoi sapori.
Dario Cecchini, il macellaio che voleva fare il veterinario

Gli appassionati di cucina, e soprattutto gli appassionati di carne, probabilmente hanno sentito parlare di Dario Cecchini, uno dei più grandi macellai italiani. Si tratta di un nome ben conosciuto nel mondo della ristorazione, ma diventato abbastanza popolare grazie ad alcuni video in cui lo si vedeva nel ruolo di banditore durante delle vere e proprie aste per vendere le ultime fiorentine sane in un periodo in cui in Italia era arrivata l’influenza suina.
Ma ciò che molti non sanno è che Dario da giovane aveva un sogno, quello di fare il veterinario: e chi lo avrebbe mai detto che una delle figure iconiche della macelleria toscana da giovane invece voleva salvare gli animali?
Cecchini racconta di un momento importante della sua vita, un bivio, che però in realtà lasciava veramente poca scelta. Dario era infatti convinto di voler studiare come veterinario e dedicare la propria vita alla cura degli animali, nonostante la sua fosse una famiglia in cui la tradizione era la macelleria. In un momento di difficoltà familiare, Dario si è trovato costretto a lavorare e portare inevitabilmente avanti la storia di famiglia.
Dopo un primo momento di forte conflitto interiore, Dario ha compreso che l’unico modo per unire queste due professioni agli antipodi era rispettare l’animale con l’obiettivo di educare le persone a mangiare tutte le parti di un animale, riducendo al minimo gli sprechi e di conseguenza anche diminuendo la necessità di abbattere il bestiame. In un mondo fatto di filetti, costate, salsicce e petti di pollo, Dario ha deciso di puntare su frattaglie e parti meno nobili.
Il risultato di questa storia è Solociccia, la sua macelleria ristorante.
Il menu

Solociccia propone 2 menù degustazione a un prezzo fisso di 40€, uno a base carne e uno vegetariano, e non poteva essere altrimenti nel regno del macellaio veterinario.
Io ho provato il menu di carne, da una parte con la voglia di assaggiare tutta la golosità dei piatti carnivori in uno dei posti più famosi per la ciccia, dall’altra con la curiosità di comprendere la filosofia e il senso della cucina di Cecchini, cercando di assaporare la storia, e non solo i piatti.
Da Solociccia si viene catapultati indietro nel tempo, in quelle grandi tavolate di campagna imbandite per accogliere amici e parenti. Un’era in cui la mangiata non finiva mai: dove la padrona di casa cucinava per sfamare mezzo mondo, ma in cui tutti portavano qualcosa per arricchire il pasto.
Si è invitati a portare il vino da fuori, nonostante venga ovviamente servito anche dal ristorante, si viene portati a condividere una risata, uno sfottò o una battuta, e l’abbondanza regna padrona.
I piatti sono tutti emblematici, e propongono una grande qualità della materia prima, unita a un’esperienza di lunga data a una tradizione culinaria tra le più importanti del nostro Paese.
Si parte con un petto al forno morbido e succoso accompagnato da una bella salsa verde in stile toscano, sapori intensi e marcati, da smorzare con una tazza di brodino da bere per scaldare lo stomaco.

Il piatto successivo sono i crostini di sugo all’uso di Natale, belli unti con una sorta di ragù pronto a sporcarti barba, camicia e pantaloni, ma ovviamente golosissimo.

Ma non è finita…
Si passa poi al ramerino in culo, dei bocconcini di manzo appena scottati con una forte nota aromatica al rosmarino, accompagnati da degli ottimi fagiolini conditi con un buon olio toscano.

Arriva la bistecca panzanese, coscia tagliata sottile che rimane morbidissima e si scioglie in bocca, perfetta per sentire nettamente il sapore della carne e apprezzare un taglio meno conosciuto.
Tenerumi in insalata, manzo bollito condito con verdure miste, molto brodoso e sugoso, ottimo da accompagnare al pano toscano che non manca al tavolo.

Si chiude ovviamente con i bolliti, uno dei piatti migliori per chi adotta la filosofia del non si butta via niente, anche questi veramente ottimi.
Nei 40€ sono incluse le portate, il pane, il vino della casa, il brodo, l’acqua, il pinzimonio, il sale aromatizzato del Chianti, il caffè alla moka, la torta all’olio e un bicchierino di grappa della casa.
Veramente un prezzo ottimo per un menù buonissimo, che vale certamente una gita in questa campagna meravigliosa dove regalarvi una fantastica giornata guidando tra le colline toscane.
La macelleria
Non può mancare una visita anche al negozio di Solociccia, principalmente una macelleria in cui acquistare ovviamente tutti i tagli di carne possibile, ma che propone anche prodotti tipici del Chianti.
Io mi sono portato a casa un bel vasetto di tonno del Chianti, maiale sfilacciato cotto nel vino, che ricorda l’idea del tonno sott’olio, ma che a me ha ricordato la meravigliosa mangiata da Dario Cecchini, e soprattutto la sua storia.
E parlando di Toscana, ti consigliamo le migliori fiorentine di Firenze in questo articolo.
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Solociccia
SR 222 Chiantigiana, 1
Panzano In Chianti FI, Italia