Vi sarà capitato di imbattervi in video di challenge social nei ristoranti del tipo: “Se mangi un chilo della nostra carbonara ti offriamo la cena e ti diamo anche 50€”. C’è quella dei primi piatti, quella della pizza da un metro, quella dell’hamburger gigante, e chi più ne ha più ne metta.
Facendo una rapida ricerca online è abbastanza semplice trovare, soprattutto nelle grandi città, ristoranti che offrono Food Challenge, e soprattutto scorrendo i social questa moda sembra stia diventando sempre più popolare.
Se da una parte comprendo (seppur non condivido) chi queste sfide le accetta – attirati dal premio in cambio di cibo gratis e da 15 secondi di celebrità – dall’altra invece non capisco davvero come una persona che dedica la propria vita alla ristorazione, all’accoglienza e al cibo, possa proporre un abominio del genere.
Chi fa da mangiare dovrebbe farlo principalmente per amore: per far star bene chi mangia, trasmettendo storia e affetto attraverso un piatto. E se proprio vogliamo togliere la componente romantica dalla cucina, restano aspetti legati a salute, spreco e qualità che vengono veramente barbarizzati da questo tipo di contenuto social.
Salute
Un chilo di carbonara ha all’incirca 6.000 calorie, più del doppio del fabbisogno giornaliero di un uomo adulto. Contiene se va bene una decina di uova, e lasciamo stare le analisi sulla quantità di grassi tra guanciale e formaggio.
E quando guardi quel tipo di video dopo circa metà piatto vedi le persone arrancare affaticate mentre fanno quasi fatica a respirare. Strano! Dopo 4.000 calorie di pasta, 7 uova e 500 grammi di guanciale…
Ma continuano a mangiare, attirati dai 50€ con cui dovranno probabilmente pagarsi una lavanda gastrica.
Spreco
Nella maggior parte dei casi la sfida viene persa, e il cibo viene ovviamente buttato. Anche perché nell’orripilante teatrino messo in scena le persone sbavano, sudano sul piatto dalla fatica, si accasciano letteralmente sulla pizza da un metro che non sono riusciti a sconfiggere.
Difficile quindi che tutto quel cibo possa non finire sulla pattumiera.
Qualità
Molti criticano i ristoranti All You Can Eat perché è impossibile che a quelle cifre la qualità del cibo, soprattutto illimitato, sia buona. Invece nei locali in cui addirittura ti pagano se mangi come un maiale secondo voi com’è la qualità?

Sinceramente non capisco.
Siamo in un periodo storico in cui si fa attenzione alla salute, alla stagionalità, agli ingredienti. In cui la cucina è stata resa popolare dalla televisione, dando giustamente spazio alla componente sostenibile, a un concetto di cucina circolare che vuole evitare gli sprechi per mostrare rispetto verso gli ingredienti, a un amore per il cibo che si traduce in qualità, e non in quantità.
E in questo stesso periodo vanno di moda questi pseudo trogoli virali per esseri umani che vendono la propria dignità per due soldi e un’abbuffata?
Non so a voi, ma a me queste Food Challenge fanno abbastanza schifo e non credo siano un bel biglietto da visita per i ristoranti. Si dice che basta che se ne parli. Onestamente non sono proprio così convinto.
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