Tra i riti sociali più controversi dell’epoca moderna, la Pasquetta rientra in una categoria tutta sua. Nessuno ha davvero voglia di mettersi a pianificarla e, nella maggior parte dei casi, il meteo si incarica di complicare tutto. Si parte con le migliori intenzioni, tra barbecue, tavolate che si allargano all’ultimo e picnic organizzatissimi, ma spesso si finisce in un appartamento di 60 mq a mangiare bruschette e insalate di pasta, in sette su un divano da quattro posti.
Meglio non essere troppo pessimisti: speriamo che quest’anno il tempo sia più clemente e, proprio per questo, partiamo con la nostra recensione degli elementi imprescindibili di questo giorno.
Sommario
- “Chi porta cosa?” deciso male
- Quello che non porta niente ma mangia tutto
- Torta salata “svuota frigo”
- Vino e birre caldi
- Acqua che finisce troppo presto
- Pasta fredda mai abbastanza condita
- Posate usa e getta che si rompono
- Bicchieri e piatti di plastica che non si tengono col vento
- Bruschette che non vuole nessuno
- La grigliata
- Uova di Pasqua avanzate e aperte male
- Il meteo che rovina tutto
“Chi porta cosa?” deciso male
La pianificazione della Pasquetta è sempre ottimistica: ci si siede a tavolino armati di carta e penna e si finisce per parlare di tutto tranne che di cibo. Qualcuno conclude con un “Vabbè ragazzi, ognuno porta qualcosa”. Ed è lì che inizia il disastro. A salvare la situazione è l’amico con il macellaio di fiducia, che si offre volontario per comprare la carne, destinata a diventare l’unica cosa davvero commestibile della giornata.
Voto: 5 su 10. Caos calmo.
Quello che non porta niente ma mangia tutto

La figura mitologica che non manca mai. Arriva leggero, senza borse, senza contenitori, senza responsabilità, armato solo di un bel sorriso con cui saluta tutti. Alla fine gli vuoi bene lo stesso, ma i pensieri intrusivi dentro di te ti spingerebbero a lasciarlo senza cibo. Lui nel frattempo si guarda intorno, mangia tutto con metodo, senza fretta e senza sensi di colpa.
Voto: 8 su 10. Eticamente discutibile, tecnicamente impeccabile.
Torta salata “svuota frigo”

La torta salata non è mai qualcosa di davvero pianificato. La porta, di solito, l’amico che ha poco tempo ma è sempre propositivo: quello che ha pressato tutti perché si organizzasse la Pasquetta insieme, ma che è rimasto bloccato in ufficio fino a tardi tutta la settimana e la domenica di Pasqua è stato requisito dai suoceri. Per non presentarsi a mani vuote, passa al supermercato al volo a comprare la sfoglia già pronta, poi svuota il frigo con tutti gli avanzi di formaggi, zucchine e affettati per farcirla alla bella e meglio. Alla fine è pure buona.
Voto: 7 su 1o. Minimo sforzo, massima resa.
Vino e birre caldi

È talmente prevedibile che non stupisce ormai più nessuno: vino e birra in queste circostanze sono sempre caldi. Di chi è la colpa lo si sa fin dall’inizio, ma si sceglie di far finta di niente per non compromettere l’amicizia. Gli scenari sono due. Opzione A: l’incaricato alle bibite non ha messo le bottiglie in frigo la sera prima. Opzione B: l’incaricato alle bibite non ha avuto tempo i giorni prima di acquistare quanto richiesto e quindi si ferma al primo alimentari che trova sulla strada per prendere qualche bottiglia inevitabilmente calda. In entrambi i casi, spera di poter dare la colpa al tragitto in macchina troppo lungo.
Voto: 4 su 10. Che fastidio, ma per amicizia ci si fa andar bene tutto.
Acqua che finisce troppo presto
L’acqua è sempre sottovalutata. All’inizio nessuno la vuole, poi improvvisamente serve a tutti insieme. Finisce nel momento peggiore possibile, quando il sole è alto e la situazione inizia a sfuggire di mano. A quel punto diventa una risorsa rara. Qualcuno propone persino di razionarla, maledicendo l’addetto alle bibite perché, essendo calde, non potranno mai essere un’ancora di salvezza.
Voto: 2 su 10. Gestione fallimentare.
Pasta fredda mai abbastanza condita

La pasta fredda è la grande promessa non mantenuta della Pasquetta. Preparata la sera prima con le migliori intenzioni, arriva al momento del consumo asciutta e compatta: una mattonata in pratica. Qualcuno prova a rianimarla con un filo d’olio versato a caso, ma peggiora la situazione. Gli ingredienti si separano, tutto diventa incredibilmente insapore, ma tutti fanno finta che sia “leggera”.
Voto: 2 su 10. Inferno in terra.
Posate usa e getta che si rompono
Qualcuno ha pensato che portare le posate di casa al picnic fosse estremamente rischioso. La soluzione è sembrata quindi ovvia: posate usa e getta. Le opzioni più diffuse sul mercato sono due. Le posate di plastica sono pericolosissime: i rebbi della forchetta possono staccarsi alla prima salsiccia ben cotta, infilzandosi nella carne e scomparendo nel morso. Le posate di bamboo sono meno insidiose, ma guai a sfiorarle con le labbra: la sensazione è quella di banchettare con una quercia.
Voto: 1 su 10. Inutili nella loro praticità.
Bicchieri e piatti di plastica che non si tengono col vento

Le stoviglie di plastica sono leggere, troppo leggere. Basta una folata e diventano oggetti indipendenti, liberi, imprevedibili. Si rovesciano, volano e finiscono chissà dove. Ci si illude che riempiendoli si potrà stare sereni, ma basterà svuotarli – la distrazione di un attimo – e la caccia al piatto volante ricomincerà subito.
Voto: 3 su 10. Instabili per natura.
Bruschette che non vuole nessuno
Le bruschette arrivano sempre con grande entusiasmo e finiscono sempre nello stesso modo: a freddarsi al centro del tavolo. Pane duro, pomodori tagliati male, olio versato senza criterio. Qualcuno ne prende una per educazione; qualcuno le rifiuta senza troppe cerimonie. Come si dice, buttare il pane è peccato ma a Pasquetta è quasi certo che il peccato verrà commesso.
Voto: 3 su 10. Presenza inutile ma ostinata.
La grigliata

La grigliata di Pasquetta segue un rituale preciso: si accende la brace, si prende la carne, si cuoce la carne, si serve la carne. L’addetto alla brace sa bene che tutta la cura che dedica agli altri commensali non verrà ricambiata quando toccherà a lui mangiare. La sua porzione verrà abbandonata su un piattino, coperta da un altro piattino e lasciata esposta a ventate gelide. Si è autocandidato perché sa che la sua dentatura è più resistente di qualunque fettina che gli capiterà. Eppure, alla fine, la grigliata resta la cosa meglio riuscita della giornata.
Voto: 9 su 10. Il sacrificio di uno per tutti.
Uova di Pasqua avanzate e aperte male
Reduci dal giorno precedente in cui sono state brutalmente aperte e predate della sorpresa dal cuginetto di 6 anni, le uova di cioccolato sono un dolcetto non richiesto ma di cui alla fine si ha sempre voglia. D’altronde, al cioccolato molti non sanno dire di no, quindi perché cominciare proprio a Pasquetta?
Voto: 7 su 10. Una certezza.
Il meteo che rovina tutto

Pasquetta è l’unico giorno dell’anno in cui il meteo viene ignorato con ostinazione. Previsioni pessime, nuvole minacciose, vento già presente: si parte comunque. Poi piove. O tira vento. O entrambe le cose. A quel punto si improvvisa: teli spostati, cibo coperto male, gente compressa sotto alberi inutili. Qualcuno dice: “Vabbè, fa parte dell’esperienza”, ma non ci crede davvero.
Voto: 1 su 10. La cosa peggiore è che non puoi prendertela con nessuno.
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