Cocktail che rendono bene anche analcolici

In certi casi un cocktail analcolico può essere una buona alternativa all'originale: ci sono cocktail che si prestano bene a essere serviti analcolici, e altri cocktail che invece trovano una variante interessante nella versione virgin.

Cocktail che rendono bene anche analcolici - immagine di copertina

Premetto che chi sta scrivendo è veneto, per cui le seguenti considerazioni sui cocktail analcolici vanno prese assolutamente sul serio.

Soprattutto con le nuove generazioni sta crescendo sempre più il trend dei cocktail analcolici e dei vini dealcolati. La richiesta parte dal fatto che viene posta sempre più attenzione ai danni causati dall’alcol, per cui l’abitudine al consumo sta venendo un po’ alla volta sostituita da alternative senza alcol, in particolar modo tra i più giovani.

Chi è invece abituato a bere vino, Spritz, birre, Gin Tonic, etc. non è particolarmente propenso a valutare alternative senza alcol, che vengono ritenute molto spesso troppo dolci, più simili ai succhi di frutta che ai nostri amati alcolici.

In questo articolo non vogliamo approfondire la questione Alcol VS No Alcol e né vogliamo convincere qualcuno che le alternative no alcol siano buone tanto quelle originali. Vogliamo solo però constatare che alcuni cocktail senza alcol non perdono in realtà molto rispetto alle alternative alcoliche. Il vino dealcolato ad esempio è molto più complesso da far piacere, ma per certi cocktail dealcolati si può tranquillamente dire che assomiglino molto alla versione con alcol. Vediamone alcuni.

Spritz Hugo

spritz hugo

L’Hugo è un’alternativa allo Spritz tradizionale che ha una bassa gradazione alcolica. Ricorda un po’ il Mojito per il forte sentore di menta e viene preparato con prosecco e sciroppo ai fiori di sambuco o melissa.

Si tratta di un cocktail beverino, tendente al dolce, fresco ed estivo. Un cocktail molto profumato, in cui non è la nota alcolica la protagonista, per cui l’alternativa analcolica davvero perde poco.

Ho assaggiato diverse varianti di Spritz Hugo analcoliche e devo dire che si perde davvero poco rispetto all’originale.

Piña Colada

pina colada

Rimaniamo sui cocktail freschi ed estivi e citiamo la Piña Colada.

La Piña colada è un cocktail a base rum con latte di cocco e succo d’ananas, spesso servito con una granatina finale. Nonostante la presenza del rum, si tratta di un cocktail molto dolce, che solitamente si ordina al mare, direttamente in spiaggia. Spicca in particolar modo il sapore dell’ananas e la dolcezza del latte di cocco, più che la nota alcolica del rum.

Si tratta di un cocktail che si può tranquillamente ordinare nella versione virgin e manterrà tutte le sue caratteristiche principali, senza darvi quella botta che assieme ai 35 gradi del sole al mare vi stenderà per tutto il giorno sotto l’ombrellone.

Margarita

margarita

In questo caso, lo ammettiamo, il paragone è un po’ più complesso. Il Margarita infatti ha una nota di tequila importante, che difficilmente può essere sostituita da un’alternativa analcolica.

Però, mentre nel caso della Piña Colada e dell’Hugo parlavamo di cocktail analcolici molto simili all’originale, per il Margarita invece la situazione è diversa. Il Margarita analcolico non assomiglia all’originale, però è buono. Resta invariato il contrasto tra il sale nel bordo del bicchiere e le note dolci del lime e dell’arancia.

Espresso Martini

espresso martini

L’Espresso Martini è un cocktail che solitamente viene ordinato dagli amanti del caffè. Il sapore dell’espresso è abbastanza dominante, viene rinforzato dalla vodka, ma addolcito dal liquore al caffè e dalla schiumetta con cui solitamente viene servito.

In questo caso una variante analcolica non è complessa da far piacere, perché il protagonista è il caffè, con cui i bartender giocano esaltandone la nota amara e contrastandola con sentori dolci. Risultato che si può tranquillamente ottenere anche nella versione analcolica.

Moscow Mule

moscow mule

Il Moscow Mule è un cocktail molto apprezzato, soprattutto d’estate grazie alla sua freschezza. Però, siamo onesti: il sapore principale del Moscow Mule è quello del ginger beer. La nota aromatica dello zenzero che si unisce all’acidità del lime dando vita a una bevanda fresca, a cui viene aggiunta la vodka.

Se però si toglie la vodka da questo cocktail il risultato non cambia troppo, proprio perché non rappresenta il sapore dominante. Se poi la si sostituisce con un’alternativa analcolica si dà comunque una nota amara al cocktail senza stravolgerne il sapore.

Sangria

sangria

Per la sangria vale il discorso del Margarita: non si può dire che la sangria analcolica sia la stessa cosa della versione originale, ma non si può nemmeno dire che non sia buona.

Se si prepara una bevanda a base di vino rosso dealcolato, frutta che viene lasciata ammorbidire e macerare nel vino e la si serve ghiacciata per accompagnare un pasto anche pesante, vi assicuriamo che il risultato è quasi lo stesso.

Un discorso che non vale per tutti i cocktail

Chiaramente non si dovrebbe nemmeno pensare di poter servire certi cocktail in versione analcolica (pensiamo al Negroni o al Long Island Ice Tea). Per altri, invece, la versione analcolica può avere perfettamente senso e trovare spazio nei menu dei nostri amati cocktail bar.

Soprattutto per chi ha la tendenza a esagerare, infilare qualche cocktail analcolico nelle proprie serate, tra un mojito e un gin tonic, potrebbe essere una buona abitudine per ridurre l’apporto calorico, tagliare il consumo di alcol, e soprattutto diminuire i sensi di colpa del giorno dopo.

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