Il circolo padel è diventato per molti una seconda casa in cui rilassarsi, incontrare amici e certamente anche mangiare e bere.
Il padel: uno dei giochi attualmente di moda, uno sport che ha avuto una crescita esponenziale nel mondo e soprattutto in Italia. Divertente sia per chi è alle prime armi e sia per chi comincia a crescere. Si gioca in quattro, regole simili al tennis, minor sforzo tecnico e fisico, agonismo e risate garantite.
Ma soprattutto terzo tempo! Il circolo padel è la Mecca per tutti quei giocatori per cui la partita non finisce dopo i 90 minuti sul campo.
Ogni giocatore di padel degno di questo nome dedica al post partita tanto tempo quanto ne dedica alla partita stessa. Il terzo tempo nel padel è un vero e proprio rituale: birre e toast sono sacri, e guai a chi si tira indietro!
Le birre
Una birretta fresca dopo la partita di padel è obbligatoria. Ci si siede a un tavolino con compagno e avversari, si ordina un giro – che convenzione vuole sia offerto da chi ha fatto un doppio fallo durante il match – e si fa un po’ di analisi tecnica della partita.
La birra post partita è uno dei momenti più belli di un match di padel: i giocatori si danno consigli, sottolineano i pregi degli altri e fanno delle critiche costruttive che sono oggettivamente molto utili a migliorarsi. Il tutto condito ovviamente da tante risate e sfottò, che non devono mancare.
Voto: 10/10. Il collante frizzante tra lo sport e l’amicizia.
Quello che non si ferma

C’è però chi è sempre di corsa, che deve lavorare o che ha famiglia, che non si ferma mai a fare il terzo tempo. Così non va!
Una volta va bene, due anche, ma alla terza ti devi fermare per forza.
Sappiamo tutti benissimo che ci sono eroi con bambini e posti di lavoro con responsabilità che se ne sbattono altamente e restano seduti a oltranza al baretto del circolo padel.
Ok non esagerare, ma come detto prima: la birretta è d’obbligo.
Voto: 4/10. Shame on you!
Quello che va via ubriaco
Il circolo padel ha sempre almeno un giocatore molesto. “Il primo a entrare in campo e l’ultimo a uscire” usano dire i campioni dello sport. Il molesto è quello che ordina la prima birra e quello che ordina anche l’ultima, rimanendo imperterrito seduto al tavolo per ore.
Ogni tanto il giocatore molesto fa due passi tra i campi per vedere chi sta giocando e salutare, ma poi torna inesorabile a ordinare un’altra birra.
E sorso dopo sorso, il padel diventa una scusante per ubriacarsi.
Anche se ci diverte serve un limite: il martedì pomeriggio alle 16:00 sarebbe meglio mantenere un certo contegno.
Voto: 5/10. Un’insufficienza lieve: basterebbe una birra in meno.
Il toast da condividere
Il toast da condividere è fondamentale. Con il primo giro di birre si mette sempre in mezzo un bel toastino diviso in quattro accompagnato da una ciotolina di patatine in sacchetto.
Alcuni circoli dobbiamo ammettere che con i toast ci danno dentro, proponendo prodotti di qualità.
Nella maggior parte dei casi però il toast base è rimasto un po’ agli anni ’80: pancarrè in formato rettangolare, e sempre in formato rettangolare anche mozzarella e prosciutto, che differiscono in pratica solo per il colore.
Voto: 6/10. Questione di sopravvivenza.
Le patatine fritte
Di solito il toast da condividere è sufficiente a placare quel minimo di fame accumulata durante 90 minuti di sforzi inumani.
Però c’è spesso l’esoso che esagera e ordina anche una porzione di patatine fritte, che ovviamente non si può rifiutare.
Il problema è che in questo caso molto probabilmente superiamo la soglia calorica smaltita durante la partita, rendendo il padel un gioco che fa ingrassare.
Voto: 5/10. Si possono ordinare solo se si cena al circolo padel, altrimenti fermiamoci al toast.
Il secondo toast da condividere

Il problema del toast da condividere è che ti apre la fame, per cui spesso la soluzione più salutare – per evitare le patatine fritte – è un secondo toast da condividere.
Tutto sommato l’apporto calorico in questo caso è accettabile. “Alla fine hai bevuto solo una birra e mangiato mezzo toast” recitano i giocatori con rimorsi per consolarsi.
Voto: 7/10. Meglio del primo perché a quest’ora è sicuramente arrivata anche la seconda birra!
La salsa rosa
Un grande passo avanti fatto dal bar del circolo padel rispetto al bar tradizionale è la salsa rosa.
Il toast viene servito infatti con una ciotolina di gustosa salsa rosa. Chiaramente stiamo parlando di un prodotto industriale che costerà qualcosa come 5€ al gallone, ma affiancata al toastino classico anni ’80 è proprio la morte sua.
Voto: 8/10. Un’esplosione di sapori.
Il club sandwich
Quando entrano in campo i lord e i conti allora si deve parlare di club sandwich.
Quasi ogni circolo padel si è fatto furbo e propone la propria variante di club sandwich che solitamente va dagli 8€ ai 12€. Alcuni onestamente sono molto buoni: pollo, frittata, bacon, insalata, pomodoro e ovviamente la salsa rosa di accompagnamento. Altri invece sono un doppio toast classico camuffato da club sandwich.
Voto: 7,5/10. Ci sta per quelle volte in cui hai fame.
La IPA media
Ecco: qui iniziano i guai!
Una o due birrette bionde medie classiche si reggono tranquillamente e rientrano nell’apporto calorico della partita di padel.
Ma quando si comincia con le IPA medie si sa che difficilmente si tornerà indietro (e a casa). La spina di IPA media ti guarda con i suoi occhi seducenti e il suo metallo luccicante. Messa da lì dal barista avaro che sa che non potrai fare a meno di pagare 7€ per una birra media solo per avere una bevanda più strong.
Voto: 9/10. Se non ci fosse bisognerebbe inventarla.
Le alternative proteiche
L’alimentazione del giocatore di padel è questa che abbiamo descritto: toast, patatine in sacchetto, patatine fritte, club sandwich. Anche le arachidi vanno bene.
Ma non ve ne uscite ordinando insalate di farro, petti di pollo o Caesar salad.
Siamo al circolo padel, non al circolo tennis.
Voto: 3/10. Fuori luogo.
Il barista generoso
Il padel, il cibo e il vino sono anche questioni di rapporti umani.
Per ogni quartetto di giocatori che si siede affamato e assetato c’è un barista che dovrà esaudirne le aspettative. E quanto è bello quando, al giorno d’oggi, trovi l’oste con un’attenzione in più, con un limite nella speculazione, con la lungimiranza di fidelizzarti con una piccola coccola.
Quello che ti offre un tagliere di salame o un’ultima birra (rigorosamente piccola).
Voto: 9/10. Gli ultimi eroi.
E se questo articolo ti è piaciuto leggi anche La dieta del palestrato.