Chiunque abbia ordinato un gin tonic negli ultimi tempi avrà notato una certa attitudine ad arricchirlo con rametti di rosmarino, bacche, qualche fiore e magari pure qualche fetta di agrumi. Senza dubbio, quando si parla di questo cocktail, si può dire che la tonica è importante e che un buon gin è essenziale, ma un dettaglio non trascurabile è la possibilità di abbinarlo alle spezie.
Il gin nasce proprio dall’infusione e dalla distillazione di botaniche, con il ginepro come ingrediente imprescindibile a cui si affiancano, a seconda della ricetta, coriandolo, radici, scorze di agrumi, fiori, erbe aromatiche e molte altre spezie. È proprio questa sua natura a renderlo uno dei distillati più versatili quando si tratta di sperimentare nuovi abbinamenti.
Naturalmente questo non significa che puoi farlo come ti pare. Ogni spezia ha un’intensità diversa, valorizza determinate note del gin e richiede dosi differenti. Alcune sono piuttosto facili da usare e difficilmente prenderanno il sopravvento sul cocktail; altre, invece, hanno un profilo aromatico così marcato che basta una quantità minima per cambiarne completamente il carattere.
Per questo abbiamo raccolto le spezie più interessanti da provare nel gin tonic, ordinandole dalla più facile alla più pericolosa. Ognuna necessita di accorgimenti diversi per evitare di stravolgere tutto e annullare qualsiasi equilibrio tra gin, tonica e aromi.
Ah, una precisazione prima di iniziare. Molte spezie rendono al meglio quando vengono “attivate”, cioè leggermente schiacciate, incise o grattugiate. In questo modo rilasciano più facilmente gli oli essenziali responsabili del loro aroma. Per ogni spezia vedremo se è necessario farlo e come.
Ultimo P.S.: le quantità indicate si riferiscono a un gin tonic classico preparato con circa 5 cl di gin e 10-15 cl di tonica.
Le spezie più facili che difficilmente rovineranno il tuo gin tonic
Pepe rosa
Partiamo dalle spezie più semplici come il pepe rosa. Il profilo aromatico è delicato, floreale, leggermente dolce e fruttato e per questo funziona meglio con gin dal profilo morbido o comunque più agrumati o floreali. Prima di utilizzarlo, va schiacciato appena col dorso di un cucchiaio o pestato molto leggermente e ne bastano 3-5 bacche.
Coriandolo
Il coriandolo ha un profilo aromatico più complesso, che risulta speziato e anche leggermente caldo: per questo si presta bene a London Dry, gin agrumati e gin con botaniche mediterranee. Ne bastano 2-4 semi, ma attenzione vanno rotti leggermente, senza ridurli in polvere.
Bacche di ginepro
Le bacche di ginepro sono forse l’abbinamento più naturale di tutti, visto che rappresentano l’ingrediente imprescindibile nella produzione del gin. Il loro profilo aromatico è resinoso, balsamico e ricorda il pino, caratteristiche che si sposano bene praticamente con qualsiasi tipologia di gin, in particolare con i London Dry. In questo caso, less is more: 1-2 bacche sono più che sufficienti, da schiacciare appena tra le dita o con un pestello per favorire il rilascio degli oli essenziali.
Le spezie di media difficoltà
Salendo di intensità troviamo spezie che non coprono facilmente il gin, ma che iniziano a influenzarne in modo più evidente il profilo aromatico. È qui che diventa importante dosarle con maggiore attenzione.
Cardamomo verde
Il cardamomo verde aggiunge note balsamiche e fresche, con richiami agli agrumi e all’eucalipto. Nella mixology, è una spezia molto utilizzata e si abbina ai gin floreali, agrumati e a quelli dal profilo più contemporaneo. Una sola bacca è sufficiente, ma prima di inserirla nel bicchiere conviene aprirla o schiacciarla leggermente, così da sprigionarne gli aromi.
Pepe nero
Più deciso rispetto al pepe rosa, il pepe nero regala un carattere caldo, speziato e leggermente pungente. Si abbina bene ai London Dry e ai gin dalle note erbacee, ai quali aggiunge profondità senza alterarne completamente il profilo. Bastano 2 o 3 grani, da pestare grossolanamente prima dell’utilizzo.
Pepe di Timut
Originario del Nepal, il pepe di Timut si caratterizza soprattutto per il suo intenso aroma di pompelmo rosa e agrumi. Per questo motivo si può utilizzare con gin freschi e agrumati, che riesce a valorizzare senza appesantire il cocktail. La dose consigliata è di 2-3 grani, da rompere leggermente prima di aggiungerli al gin tonic.
Pepe di Sichuan
Nonostante il nome, il pepe di Sichuan non appartiene alla stessa famiglia del pepe nero. Il suo profilo aromatico è agrumato e floreale, accompagnato dalla caratteristica sensazione leggermente anestetizzante che lascia in bocca. Si abbina bene ai gin floreali e agrumati e ne bastano 2 o 3 bacche, da schiacciare delicatamente prima dell’utilizzo.
Cubebe (pepe di Giava)
Il cubebe, conosciuto anche come pepe di Giava, ha un profilo aromatico pepato ma allo stesso tempo balsamico, con leggere note di eucalipto. Si sposa bene con i gin erbacei e con quelli più speziati. In questo caso sono sufficienti 1-2 grani, da rompere leggermente con un pestello prima di utilizzarli.
Le spezie da usare con cautela
Da questo punto in poi il margine di errore si riduce sensibilmente. Non significa che queste spezie siano meno adatte al gin tonic, ma semplicemente che hanno un profilo aromatico molto intenso e possono facilmente prendere il sopravvento sul resto del cocktail se utilizzate in quantità eccessive. Da qui in poi quindi la parola d’ordine è: moderazione.
Cannella
La cannella regala note calde, dolci e avvolgenti che si sposano particolarmente bene con i gin dal profilo morbido o speziato. È un abbinamento che tende a funzionare meglio nei mesi più freddi, ma nulla vieta di provarlo anche in altre stagioni. La soluzione migliore è utilizzare mezza stecca piccola anziché la cannella in polvere, che intorbidirebbe il cocktail. Prima di aggiungerla al bicchiere è sufficiente spezzarla leggermente per favorire il rilascio degli aromi.
Anice stellato
L’anice stellato ha un aroma intenso, balsamico e dolce, con evidenti richiami alla liquirizia, da usare con moderazione, soprattutto se il gin ha un profilo delicato. Si abbina meglio ai gin più speziati o a quelli che presentano già note di anice e liquirizia. In genere è sufficiente mezza stella, al massimo una intera. Non richiede particolari preparazioni, anche se una leggera incisione può aiutare a liberarne gli aromi.
Chiodi di garofano
I chiodi di garofano sono tra le spezie più potenti in assoluto. Hanno un profilo caldo, intenso e leggermente balsamico, con un carattere che ricorda quasi alcune preparazioni medicinali. Possono funzionare con gin speziati o particolarmente strutturati, ma è importante non eccedere: un solo chiodo è più che sufficiente. Prima dell’utilizzo può essere schiacciato appena per intensificarne il profumo.
Noce moscata
La noce moscata aggiunge note calde, leggermente dolci e legnose, che trovano un buon equilibrio con i gin più morbidi e speziati. In questo caso non va utilizzata già macinata: l’ideale è grattugiarne una piccolissima quantità direttamente sul cocktail, così da preservarne al meglio gli aromi.
Le spezie più “pericolose”: ne basta pochissimo per cambiare completamente il gin tonic
Quelle che seguino sono probabilmente le spezie più difficili da gestire. Hanno aromi molto persistenti e bastano quantità minime per modificare completamente il carattere del cocktail. Se usate con attenzione possono regalare risultati interessanti, ma è proprio con queste che vale più che mai la regola del “meno è meglio”.
Macis
Il macis è l’involucro che ricopre la noce moscata e ne condivide parte del profilo aromatico, pur risultando generalmente più delicato ed elegante. Ha note calde e speziate che si sposano bene con gin complessi e ricchi di botaniche. Ne basta un piccolo frammento, da spezzare prima dell’utilizzo per favorire il rilascio degli oli essenziali.
Zafferano
Lo zafferano è probabilmente una delle spezie più insolite da utilizzare in un gin tonic. Il suo profilo aromatico è intenso, floreale e leggermente terroso e si abbina meglio a gin dal carattere delicato, che lasciano spazio alle sue sfumature. Bastano 2-3 pistilli, che possono essere lasciati in infusione per qualche minuto nella tonica oppure inseriti direttamente nel bicchiere.
Fava tonka
Con il suo profilo aromatico che ricorda la vaniglia, la mandorla, il caramello e il fieno appena tagliato, la fava tonka è una spezia molto amata anche in pasticceria. Nel gin tonic, però, richiede una mano particolarmente leggera: è sufficiente una grattugiata appena accennata per caratterizzare il cocktail. Si abbina soprattutto ai gin morbidi e floreali e va grattugiata direttamente sul drink poco prima di servirlo.
Una precisazione importante: contiene cumarina che è proprio la sostanza che le conferisce un aroma così particolare. Il problema è che, se consumata in eccesso, è tossica. Ecco perché è assolutamente importante non esagerare con le quantità.
Come capire se hai esagerato con le spezie
L’obiettivo delle spezie non dovrebbe mai essere quello di coprire il gin, ma di accompagnarlo. Un gin tonic equilibrato permette di riconoscere sia il carattere del distillato sia il contributo della spezia scelta.
Se al primo sorso senti quasi esclusivamente la spezia, se il ginepro e le altre botaniche sembrano sparire oppure se il retrogusto è dominato da un unico aroma, è probabile che tu abbia esagerato con le dosi. Lo stesso vale quando utilizzi più spezie contemporaneamente: anche se prese singolarmente sono ben bilanciate, insieme possono creare un risultato molto diverso da quello desiderato.
La regola generale è semplice: è sempre possibile aggiungere una spezia in più, ma una volta finita nel bicchiere non è più possibile toglierla. Per questo conviene partire con dosi minime e lasciare che siano il gin e le sue botaniche a restare i veri protagonisti del cocktail.