Dopo Tokyo e Kyoto, oggi vi consiglio i migliori ristoranti dove ho mangiato a Osaka. Questa è probabilmente la città del Giappone in cui mi sono divertito di più. La sua vita notturna è tra le più vivaci del Paese, si mangia praticamente a qualsiasi ora e, almeno per me, ha un enorme vantaggio rispetto a Tokyo: è meno dispersiva, meno affollata e molto più semplice da vivere. Potete passare da una via piena di insegne e gente a un izakaya minuscolo nel giro di pochi minuti, senza avere continuamente la sensazione di dover attraversare mezza città.
Durante il viaggio ho provato parecchi posti, da quelli diventati virali sui social a indirizzi decisamente più tranquilli, e questi sono i 10 ristoranti che mi sono rimasti più impressi. Come sempre, non vuole essere una classifica definitiva della città: sono semplicemente i posti dove ho mangiato meglio. Se siete stati a Osaka e avete qualche ristorante da consigliarci, scrivetecelo e consigliatecelo nei commenti di Instagram e Facebook: tanto sappiamo già che prima o poi dovremo tornare.
Salmon Kat Namba

Salmon Kat Namba è uno dei locali più virali del momento a Osaka e, lo ammetto, non partivo con grandissime aspettative. Non sono un grande amante dei posti troppo mainstream, ma un mio amico voleva andarci a tutti i costi e alla fine mi sono fatto convincere. Stavolta aveva ragione lui.
La loro bowl di salmone mi ha sorpreso parecchio. Utilizzano la pancia del salmone, la parte più grassa e pregiata, sia per le bowl sia per i roll. La qualità è davvero altissima e il salmone praticamente si scioglie in bocca. Nella bowl arriva sopra il riso insieme ad avocado, tuorlo d’uovo, caviale e sriracha: sulla carta sembra parecchia roba tutta insieme, invece funziona sorprendentemente bene. La bowl costa circa 15 euro ed è già più che sufficiente per uscire sazi.
Poi però abbiamo ordinato anche i roll con la pancia di salmone leggermente scottata e lì le cose si sono fatte ancora più interessanti. Sono enormi, vengono serviti in 8 pezzi e per finirne uno servono tranquillamente due morsi. Il salmone è grasso, morbido e appena scottato in superficie: costano circa 18 euro, ma sono soldi spesi veramente bene.
Quindi, se volete semplicemente mangiare, prendete la bowl e sarete felici. Se invece volete fare i fighi con i vostri amici e dimostrare che potete mangiare più di loro, aggiungete anche i roll. Salmon Kat Namba è aperto indicativamente dalle 11 alle 23, quindi il consiglio è di andarci un po’ più tardi rispetto agli orari classici di pranzo e cena: nelle ore di punta trovare posto può diventare decisamente più complicato.
Tokito

Bisogna allontanarsi un po’ dalle zone più battute di Osaka per arrivare da Tokito. Il locale si trova in una via tranquilla e piuttosto defilata, lontano dal caos del centro, e ha appena otto posti a sedere. Dentro l’atmosfera è intima e rilassata, si incontrano quasi esclusivamente giapponesi e tra bella musica e belle persone viene voglia di rimanere anche dopo aver finito di mangiare.
Ma siamo venuti fin qui soprattutto per il loro wagyu sandwich, che si è rivelato uno dei panini migliori assaggiati durante il viaggio in Giappone. Il wagyu è chiaramente il protagonista: tenerissimo, succoso e con quella componente grassa che rende la carne quasi burrosa. Proprio per questo il panino non ha bisogno di molto altro. Normalmente viene accompagnato soltanto da un pizzico di wasabi, sufficiente a esaltare la carne senza coprirne il sapore.
Poi ci sono gli add-on e qui ho deciso di fare un po’ il turista aggiungendo l’avocado. Probabilmente non era necessario, ma devo ammettere che la sua cremosità insieme al wagyu funzionava molto meglio di quanto immaginassi. Per il sandwich ho speso circa 15 euro e, considerando la qualità della carne, è un prezzo che mi ha sorpreso quasi quanto il panino.
Katanami Maguro Omakase & Sushi

A pochi passi da Dotonbori e non lontano da Salmon Kat Namba troviamo Katanami Maguro, un omakase che punta molto sul tonno e su tagli diversi dello stesso pesce. Si mangia tutto al bancone, guardando lo chef preparare ogni portata davanti a voi, e già questo rende la cena molto più divertente. Lo chef poi è simpaticissimo, scherza parecchio durante il servizio e parla anche qualche parola di inglese.
La qualità del pesce è veramente alta e durante il percorso si passa dall’akami, la parte più magra del tonno, fino a chutoro e otoro, decisamente più grassi. Tra le portate che possono comparire nell’omakase ci sono anche ingredienti come uni, ikura, anguilla e capasanta. Una delle preparazioni più interessanti è proprio la bowl con uni, ikura e otoro leggermente scottato, mentre assaggiare uno dopo l’altro i diversi tagli di tonno fa capire molto bene quanto possano cambiare consistenza e sapore all’interno dello stesso pesce.
Il percorso più completo è composto da 13 portate e costa 12.000 yen, quindi circa 70 euro: non pochissimo, ma per un omakase di questo livello a Osaka il rapporto qualità-prezzo è davvero interessante. Se volete provare un’esperienza del genere senza arrivare alle cifre decisamente più importanti di altri sushi omakase giapponesi, Katanami è un indirizzo da tenere in considerazione.
Onigiri Gorichan Nankai Namba Station

Se siete già stati in Giappone probabilmente avrete mangiato almeno una volta un onigiri del 7-Eleven. Sono buoni, costano poco e alle due di notte possono tranquillamente sembrarvi la cosa migliore mai inventata dall’essere umano. Bene, per qualche minuto dimenticateveli, perché da Onigiri Gorichan siamo proprio su un altro livello.
Il locale si trova all’interno della stazione Nankai Namba e prepara onigiri decisamente più grandi del normale, con parecchio ripieno e soprattutto un riso che non viene schiacciato fino a diventare un blocchetto compatto. Rimane morbido e tende quasi a separarsi mentre lo mangiate. Anche sui ripieni non si va troppo per il sottile: tra le combinazioni più interessanti ci sono sujiko e salmone, soboro di carne con mayo al mentaiko, sgombro grigliato, tuorlo marinato nella salsa di soia e negitoro.
Il mio consiglio è di non fare l’errore di ordinarne quattro pensando alle dimensioni di quelli del 7-Eleven. Partite con due: sono belli grossi e soprattutto sono pieni fino al centro. Se avete ancora fame potete sempre continuare, magari aggiungendo la zuppa di miso, che qui è uno degli accompagnamenti più ordinati. E se ormai siete entrati nel tunnel degli onigiri dei konbini, venite qui e provatene uno fatto come si deve: dopo sarà abbastanza difficile guardare quelli del 7-Eleven con gli stessi occhi.
Adlon French Tacos

Allora, consigliare un locale di french tacos in un listato sui migliori ristoranti dove abbiamo mangiato a Osaka è abbastanza da pazzi. Con tutto quello che offre la città potevamo tranquillamente evitare, e invece Adlon ci è rimasto particolarmente impresso, soprattutto per la qualità degli ingredienti. Il locale è 100% halal e prepara French tacos, che con i tacos messicani hanno ben poco a che vedere: qui parliamo di una tortilla enorme, farcita e poi pressata sulla piastra.
Se dovete provarne uno, andate sul Farmer: dentro ci sono petto di pollo grigliato, cipolle marinate, patatine fritte e salsa al formaggio. È enorme, pesa circa 450 grammi, ma soprattutto è fatto bene e non dà l’impressione di essere il solito panino esagerato in cui dopo due morsi non si capisce più cosa state mangiando.
Se vi piace il piccante, chiedetelo con la salsa spicy. Noi ovviamente lo abbiamo fatto e vi avvisiamo: è veramente tanto piccante. Non il classico “spicy” messo sul menu per fare scena, qui dopo qualche morso iniziate a sentirlo sul serio. Quindi aggiungetela, ma solo se con il piccante avete già un buon rapporto. Il Farmer costa poco più di 11 euro al cambio attuale.
Ramen Choro

Da Ramen Choro abbiamo fatto le cose per bene e ne abbiamo ordinati due: uno caldo e uno freddo. La cosa che ci ha colpito di più in entrambi è stata il brodo, veramente fantastico, preparato partendo da molluschi e pollo jidori. Rimane molto saporito senza diventare pesante e soprattutto ha un gusto abbastanza diverso dai ramen più classici che probabilmente avrete già provato durante un viaggio in Giappone.
Quello freddo era il ramen stagionale alle ostriche, con due grandi ostriche di Hiroshima, ed è stata probabilmente la sorpresa maggiore. Se lo trovate ancora disponibile ordinatelo senza pensarci troppo, anche perché è un piatto legato alla stagione estiva e potrebbe sparire dal menu con l’arrivo del freddo. Altrimenti andate sul ramen caldo: potete scegliere tra brodo shio oppure shoyu ai molluschi e anche il tipo di chashu, tra quello brasato, quello più raro oppure un mix dei due.
Un consiglio in più: non fermatevi necessariamente al ramen. Tra i piatti che vengono ordinati spesso c’è anche la piccola bowl di riso con chashu grigliato e tuorlo d’uovo. Ma occhio a non esagerare con l’ordine, perché il ramen da solo fa già tranquillamente il suo lavoro. Prezzo dai 5 ai 7 euro.
New Babe

Se amate il tonkatsu quanto noi, New Babe è una tappa da segnare. Durante il viaggio ne abbiamo provati diversi, ma questo è a mani basse uno dei migliori locali della lista.
Il tonkatsu arriva con una panatura sottile e molto croccante, mentre la carne all’interno rimane tenerissima e succosa. Noi abbiamo scelto un taglio abbastanza spesso, con una buona parte di grasso che durante la cottura diventa morbida e rende ogni boccone ancora più saporito. Il tutto viene servito con riso, cavolo e zuppa di miso con maiale: un pasto semplice, ma fatto veramente bene.
I prezzi cambiano in base al taglio e alla quantità di carne scelta, ma considerate circa 10-15 euro per un set completo. Se siete in due, vi consigliamo di ordinare due tagli differenti e dividerli, magari scegliendone uno più magro e uno più grasso. E non abbiate paura di prendere un taglio spesso: è proprio lì che questo tonkatsu dà il meglio.
Kukuru Takoyaki

Siamo a Dotonbori, quindi prima o poi un takoyaki bisogna mangiarlo. Per chi non li conoscesse, sono delle palline di pastella cotte nelle classiche piastre tonde, con all’interno un pezzo di polpo, e sono probabilmente uno dei cibi più rappresentativi di Osaka. Il problema è che, almeno nel mio caso, quando sono fatti male dopo il terzo iniziano a stuccare e possono diventare quasi nauseanti.
Quelli di Kukuru, invece, li mangerei molto volentieri di nuovo. Parliamo di uno degli stand di takoyaki più famosi di Osaka, nel pieno del caos di Dotonbori, e la fama in questo caso è meritata. L’impasto è leggerissimo, quasi una nuvoletta, morbido e cremoso all’interno, mentre il pezzo di polpo al centro è tenero e cotto alla perfezione. Sopra vengono completati con la classica salsa, maionese e katsuobushi.
Un consiglio: aspettate qualche secondo prima di mangiarli. Arrivano a temperature che potrebbero tranquillamente essere utilizzate per fondere il ferro e bruciarsi la bocca al primo morso è facilissimo. Ve lo dico per esperienza.
Kuromon Ichiba Market

Qui concludiamo con un’eccezione, perché Kuromon Ichiba non è un ristorante ma un grandissimo mercato pieno di stand dove si vende soprattutto pesce, frequentato sia dai turisti sia da molti local. Potreste tranquillamente passarci un paio d’ore ad assaggiare qualsiasi cosa, ma quello che interessa a noi sono soprattutto i banchi che preparano sashimi e nigiri da mangiare direttamente sul posto.
La materia prima è freschissima e la qualità si sente immediatamente. Io ho mangiato dei nigiri enormi, sia al salmone sia al tonno, con delle fette di pesce talmente grandi da coprire quasi completamente il riso. E il sapore è difficile da spiegare finché non lo provate: soprattutto sul tonno, siamo su qualcosa che in Italia è veramente difficile anche solo immaginare senza spendere dieci volte tanto.
Purtroppo non saprei dirvi i nomi degli stand in cui ho mangiato, ma forse è anche meglio così: venite al Kuromon Ichiba e fatevi un giro per conto vostro. Il consiglio è di non comprare dal primo banco che trovate. Guardateli tutti, confrontate qualità, quantità e soprattutto prezzi, perché possono cambiare parecchio da uno stand all’altro. Poi tornate da quello che vi ha convinto di più e fate danni.
Concludiamo
Osaka è una città in cui potremmo tornare anche solo per mangiare, e probabilmente dieci posti sono pochi per raccontarla davvero. Questi sono quelli che ci sono rimasti più impressi durante il viaggio, ma siamo sicuri di averne lasciati fuori parecchi. Se siete stati a Osaka e avete un ristorante che secondo voi dobbiamo assolutamente provare la prossima volta, scrivetecelo sulle nostre pagine Instagram e Facebook.