Il pranzo di Ferragosto è una di quelle occasioni in cui l’organizzazione è il fulcro di tutto. In teoria basta trovare un posto abbastanza grande, capire quante persone ci saranno e stabilire chi porta cosa. In pratica, il 14 agosto c’è ancora chi non ha confermato la presenza, chi compensa invitando altre tre persone e chi si fa prendere dal panico perché ha scelto di fare la spesa solo 15 ore prima del grande evento e la maggior parte dei supermercati ha aperto solo mezza giornata.
Il cibo, in tutto ciò, occupa gran parte della giornata: si inizia a mangiare quando il pranzo non è ancora cominciato e si continua quando ormai dovrebbe essere ora di cena, alternando affettati, insalata di riso, pane bruscato e carne alla brace con estrema naturalezza.
Dunque, stavolta tocca a lui. Per la nostra rubrica “Recensisco cose sul cibo”, signore e signori, il pranzo di Ferragosto.
La spesa del 14 agosto
Se ti hanno affidato la spesa del 14 agosto significa che hai fatto qualcosa di molto grave e questa è la tua punizione. Entri al supermercato con una lista relativamente semplice e trovi davanti a te gli scaffali saccheggiati da persone che sembrano prepararsi a trascorrere sei mesi in un bunker. La carbonella è finita, il ghiaccio pure e dell’acqua frizzante resta una confezione contesa da un paio di famiglie. Alla cassa scopri che altre 47 persone hanno avuto la brillante idea di fare la spesa alla tua stessa ora.
Voto 2 su 10. Una prova di resistenza.
Il tavolo improvvisato
Avevate organizzato per otto, siete diventati dodici, poi quindici e infine qualcuno ha pronunciato la frase: “Vabbè, tanto due persone in più che cambia?“. Cambia che adesso siete diciassette. Inizia così la ricerca di qualsiasi superficie orizzontale disponibile: tavolini da campeggio, sedie, panche, cassette della frutta. Se necessario, si apparecchia anche sull’asse da stiro.
Voto 5 su 10. L’importante è stare insieme. Più o meno.
Quello che porta troppo cibo
Le assegnazioni erano chiarissime. A te le bevande, a me il dolce, a lui il pane. Ma lui non si fida. Fa di testa sua e arriva con il pane, una parmigiana, due rustici, una mozzarella da un chilo e qualcosa preparato dalla madre perché “avevo paura che non bastasse“. Ovviamente bastava.
Voto 8 su 10. Ansioso, ma prezioso.
L’antipasto infinito
“Facciamo giusto qualcosina mentre aspettiamo.”
È così che comincia. Due olive, una fetta di salame, un pezzetto di formaggio. Poi arrivano focaccia, bruschette, prosciutto, mozzarella, verdure sott’olio e quella teglia che tecnicamente sarebbe già una portata principale ma viene inserita negli antipasti per ragioni che nessuno osa discutere. Alle 13:40 hai già assunto il fabbisogno calorico di una settimana. Proprio quando inizi a slacciare il bottone del pantalone, qualcuno annuncia: “Dai, tra poco mangiamo“.
Voto 7 su 10. L’inizio della fine.
La pasta al forno
Fuori ci sono 36 gradi. Il sole picchia, l’aria è immobile e persino respirare sembra un’attività impegnativa. Qualcuno, davanti a questo scenario, ha pensato che il piatto ideale fosse una teglia fumante di pasta al forno con sugo, mozzarella e quantità importanti di formaggio. La mangerai comunque. Probabilmente farai anche il bis.
Voto 9 su 10. Amore senza fine anche con 40 gradi.
L’insalata di riso
Il piatto democratico del pranzo di Ferragosto. Nessuno l’ha espressamente richiesta, nessuno manifesta particolare entusiasmo quando arriva, eppure tutti finiscono per metterne almeno un cucchiaio nel piatto. Dentro trovi mais, olive, sottaceti, würstel e una quantità di tonno talmente ridotta da dover essere cercata con metodo scientifico. Ne avanzeranno tre chili.
Voto 4 su 10. Inevitabile.
Il responsabile della griglia
Fino a dieci minuti fa era un invitato come tutti gli altri. Poi gli hanno consegnato una pinza e qualcosa è cambiato. Ora nessuno può avvicinarsi alla brace senza autorizzazione. Controlla il fuoco, sposta la carne, impartisce ordini e respinge qualsiasi suggerimento con la sicurezza di chi ha dedicato tutta la vita alla cottura della salsiccia. Non sta più partecipando a un pranzo di Ferragosto. Sta dirigendo un reparto siderurgico.
Voto 8 su 10. Dategli una pinza e vi regalerà un impero.
Il barbecue
Il pranzo era previsto per le 13. Alle 13:20 la brace “deve ancora prendere bene”. Alle 14 arriva il primo giro di carne. Alle 14:45 qualcuno riceve finalmente una salsiccia, mentre altri stanno ancora aspettando il proprio turno. Il barbecue ha una caratteristica meravigliosa: trasforma un pranzo collettivo in un servizio a rate.
Voto 6 su 10. Prima salsiccia prevista alle 15:27.
L’anguria
Non ce la fai più. Hai mangiato antipasti, pasta al forno, carne e almeno tre cose che non ricordi nemmeno di aver messo nel piatto. Poi qualcuno arriva con mezza anguria e improvvisamente scopri che nel tuo stomaco esisteva ancora uno spazio inutilizzato. Ne prendi una fetta. Enorme.
Voto 10 su 10. Alla fine è tradizione.
La digestione collettiva
A un certo punto cala il silenzio. Non perché sia successo qualcosa, ma perché venti persone stanno contemporaneamente cercando di sopravvivere alla digestione. Qualcuno si sdraia, qualcuno fissa il vuoto, qualcuno sostiene di voler fare il bagno “tra un’oretta“. Sono le stesse persone che per tutto il pranzo hanno ripetuto: “Io assaggio solo“.
Voto 1 su 10. Il lento declino
Quello che vuole dividere gli avanzi
Quando ormai tutti stanno pensando di tornare a casa, eccolo. Ha contenitori di plastica, carta stagnola e un’efficienza organizzativa che non aveva mostrato in nessun altro momento della giornata. Vuole sapere chi prende la pasta, chi porta via la carne e soprattutto chi si sacrifica per l’insalata di riso. Non è generosità. Sa perfettamente che, se nessuno collabora, gli avanzi finiranno nel suo frigorifero. E lui non può permetterlo.
Voto 10 su 10. Nessuno torna a casa a mani vuote.