C’è un momento preciso in cui succede. Non arriva con i capelli bianchi o con la pensione. Arriva quando lavi con cura un barattolo della passata invece di buttarlo, quando ti rifiuti di sprecare un pezzo di pane secco o quando pronunci, senza la minima ironia, la frase: “Prima finiamo quello che c’è in frigorifero”. Ebbene, proprio in quei momenti ti accorgi che stai cambiando e che stai lentamente diventando la cosa più vicina a tua nonna, senza vestito a fiori e profumo di acqua di rose.
Per capire se hai ancora qualche speranza di invertire la rotta, abbiamo preparato per te un test da fare in velocità. Buona fortuna.
Sommario
Hai appena finito un barattolo di marmellata. Cosa fai?
A) Lo lavo e lo metto nella raccolta del vetro.
B) Lo lavo e lo conservo. Prima o poi servirà.
Se hai scelto la risposta A, probabilmente hai ancora un rapporto sano con i contenitori. Se invece hai scelto la B senza farti troppe domande, probabilmente il processo è già iniziato da un po’. Il primo barattolo conservato sembra un’idea geniale: alla fine, potrebbe sempre servire. Poi arriva quello dei ceci, quello del miele, quello della salsa di pomodoro e, nel giro di pochi mesi, un intero ripiano della cucina è occupato da vasetti perfettamente puliti e pronti a nuovi utilizzi. Quali, ti chiederai. Boh, non hai nessun progetto concreto per loro, ma sai soltanto che buttarli sarebbe uno spreco.
Ti è avanzato del pollo arrosto. E ora?
A) Lo metto in frigo e lo mangio domani così com’è.
B) Lo trasformerò sicuramente in qualcos’altro.
Per alcune persone gli avanzi rappresentano un problema. Occupano spazio nel frigorifero, vengono dimenticati per qualche giorno e finiscono inevitabilmente nella spazzatura. Se hai scelto la risposta B, probabilmente per te invece sono una risorsa.
Quel pollo può diventare un’insalata o il ripieno di un wrap. Le verdure cotte sono perfette per una frittata. Il riso avanzato, se hai un po’ di tempo, diventa supplì automaticamente. È un meccanismo che parte senza nemmeno pensarci. Non perché tu voglia dimostrare qualcosa, ma perché buttare del cibo ancora buono ti sembra una sconfitta. E se c’è una cosa che le nonne hanno sempre saputo fare, è proprio far sembrare nuovi gli avanzi del giorno prima.
Il pane è diventato duro. Cosa fai?
A) Lo butto.
B) Trovo un modo per riutilizzarlo.
Se hai scelto B, vale il discorso di prima sugli avanzi. Secondo te anche il pane secco può essere gestito. E dove in molti vedono una pagnotta ormai immangiabile, tu sai già che diventerà pangrattato, crostini, pappa al pomodoro, polpette, canederli o panzanella. È quasi un riflesso automatico: prima fai la prova mettendolo sotto un filo d’acqua e in forno a scaldare. Se nemmeno così diventa di nuovo commestibile, hai un piano B già pronto. Un comportamento virtuoso, acquisito a contatto con chi, un tempo, sapeva che buttare cibo era un lusso che nessuno poteva permettersi.
Hai appena finito il gelato.
A) Butto la vaschetta.
B) Lavo la vaschetta e la trasformo in un contenitore.
Il primo vero incontro con la vita, da bambini, non aveva niente a che fare con la scuola o con gli amichetti poco simpatici. Era quando cercavamo il gelato nel freezer di nonna e dentro la vaschetta trovavamo invece le verdure cotte. Se oggi anche il tuo freezer contiene questi piccoli scherzetti, il seguito lo conosci già.
Prima di fare la spesa…
A) Esco e basta, con una lista fatta al volo.
B) Controllo a fondo frigorifero, freezer e dispensa.
Una volta scrivevi la lista della spesa in base a quello che ti andava di mangiare. Oggi fai prima un giro di ricognizione per capire cosa hai già in casa. Apri il frigorifero, poi il freezer, poi la dispensa. Controlli se è rimasta una confezione di pasta, quante passate di pomodoro hai ancora di riserva, se i latticini sono in scadenza. Sappi che non solo è questione di organizzazione. Quando poi pronunci la frase “prima finiamo quello che c’è in frigorifero”, la trasformazione è praticamente completa.
Hai una padella preferita?
A) No, una vale l’altra.
B) Sì. E guai a chi la usa.
Se hai scelto la B, in casa tua, c’è almeno una padella che gode di uno status speciale. Non è necessariamente la più costosa o la più nuova. Anzi, spesso è quella con più anni di servizio, quella che “cuoce meglio”. Nessuno sa spiegare scientificamente cosa significhi, ma ne sei assolutamente convinto.
Il problema nasce quando qualcun altro decide di usarla e all’improvviso diventi inspiegabilmente protettivo. Non vuoi che venga graffiata, surriscaldata o, peggio ancora, messa in lavastoviglie. È in quel momento che realizzi di aver sviluppato un legame affettivo con una padella. E dunque capisci perché tua nonna ti urlava di NON toccare quell’oggetto in cucina che, ai tuoi occhi, sembrava una cosa qualunque.
Latte e yogurt sono scaduti da due giorni.
A) Li butto.
B) Prima li annuso.
Sì, lo sappiamo, la data di scadenza è importante. Però il naso di nonna ci ha insegnato che un olfatto ben sviluppato può permetterci di risparmiare dal secchio della spazzatura quel vasetto semi dimenticato in frigo. Per lei (e forse anche ormai per te) la data di scadenza è negoziabile. Non tantissimo, ma 2/3 giorni sì.
Certo, ci sono cose su cui sarebbe bene non scherzare troppo (soprattutto quando parliamo di botulismo alimentare, che non provoca necessariamente odori strani), ma se nel frattempo hai affinato il naso, probabilmente anche il tuo stomaco ha imparato a gestire qualche situazione un po’ al limite.
Conserve, sott’oli e marmellate…
A) Le compro al supermercato.
B) Sto salvando tutorial e ricette sui social. Appena ho un po’ di tempo, li preparo sicuramente.
Se hai scelto B, la trasformazione è ormai a uno stadio piuttosto avanzato. Sai benissimo che preparare conserve e marmellate richiede tempo e pazienza, oltre a una certa dose di tecnica. Eppure continui a salvare tutorial sulla passata di pomodoro, ricette per le melanzane sott’olio e procedimenti per confetture che, realisticamente, non preparerai questo fine settimana. Forse nemmeno il prossimo. Il punto è che ormai hai deciso: prima o poi lo farai. Arriverà quel sabato in cui avrai abbastanza tempo da dedicare alla sterilizzazione dei barattoli e improvvisamente ti sembrerà un programma perfettamente ragionevole.
Conserve e marmellate sono diventate il guilty pleasure che non ti aspettavi di avere. Tua nonna le preparava per necessità, tu fantastichi di farlo nel tempo libero. Forse la situazione è persino più grave del previsto.
Il verdetto
Se almeno 5 volte hai scelto la risposta B, è confermato: sei diventato tua nonna. O almeno la sua versione in cucina.
Prima che tu la prenda male, c’è una buona notizia. Significa che hai scoperto che tante abitudini considerate da vecchia scuola erano semplicemente intelligenti. Riutilizzare gli avanzi, organizzare meglio la dispensa, evitare gli sprechi e dare una seconda vita agli oggetti sono gesti che oggi sembrano perfino più attuali di qualche decennio fa.
Che tua nonna avesse ragione, dunque, è incontestabile. La cosa spiacevole è che la saggezza spesso arriva con il passare del tempo, quindi sì, un po’ stai effettivamente invecchiando.
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