Con il tempo, si sa, i gusti cambiano. Affiniamo il palato, impariamo a riconoscere i gusti, gli aromi, i più esperti addirittura i sentori. Una crescita che vale non solo per il cibo, ma ovviamente anche per l’alcol.
I cocktail che ci sono stati accanto quando avevamo 14, 16 o 18 anni iniziano a diventare troppo leggeri e troppo dolci. Li rileggi ogni tanto su qualche menu e ti strappano un sorriso ricordandoti una particolare serata al mare, ma raramente li riordini.
Ecco quindi una breve lista di Cringe Cocktail, drink che dovresti smettere di ordinare quando compi la maggiore età. Attenzione agli ultimi due, perché potresti non aspettarteli.
Sex on the beach

E a proposito di mare, come non partire dal Sex on the Beach.
Certamente almeno la metà degli ordini di questo drink è dovuta al suo nome molto ammiccante. Ma se parliamo di cocktail possiamo definirlo l’anello di congiunzione tra l’era dei succhi di frutta e quella dell’alcol: vodka – probabilmente appena accentuata dato che spesso si prendeva in discoteca o in spiaggia – con liquore alla pesca, succo d’arancia e succo di mirtillo rosso.
Zucchero allo stato puro.
Coca Malibu

Sapevamo che esisteva il Coca Rum, ma non eravamo ancora pronti a spingerci a tanto.
E allora si optava per un Coca Malibu: una bella coca cola corretta con un liquore dolciastro al cocco. Niente di meglio per una serata di puro sballo scorrazzando in bicicletta con i propri amichetti.
Ordinarlo quando hai più di 20 anni potrebbe non essere così accettato socialmente.
B52

Oh yes! Finalmente passiamo alle maniere forti.
Il B52, l’arma letale, il punto di non ritorno.
Uno short drink composto da Kahlua, Baileys e Grand Marnier. Ciliegina sulla torta: si incendia la parte di Gran Marnier alla fine e si shotta il drink infuocato.
Roba veramente da ragazzacci!
Angelo Azzurro

Con l’Angelo Azzurro in realtà entriamo nel mondo dei cocktail veri e propri. Ma c’è da dire che l’azzurro del blue curacao raramente dà vita a drink memorabili.
Quando vedi un cocktail di quel colore azzurrino sai sempre che sarà stradolce. Al limite può anche essere strapesante, però non è un vero e proprio cocktail da maggiorenni, diciamocelo.
Invisibile

L’Angelo Azzurro ha aperto il capitolo dei cocktail che si ordinano da giovani non tanto per gustarsi il drink, ma per massimizzare il rapporto tra spesa e alcol ingerito.
A questa famiglia appartiene il Quattro Bianchi, altresì detto Invisibile: gin, rum, tequila, vodka, zucchero, limone e triple sec.
Shakeri tutto, servi con molti cubetti di ghiaccio, e il fegato ringrazia.
Long Island Iced Tea

Ma il signore supremo di questa categoria di cocktail è ovviamente il Long Island Iced Tea: la pessima idea per eccellenza.
Se fosse una birra sarebbe un mix tra una Ceres e una Tennent’s.
Un cocktail leggendario a cui raramente si sopravvive. La linea di confine tra ciò che è stato e ciò che sarà. Non vogliamo nemmeno parlare degli ingredienti perché abbiamo paura solo di nominarli.
Un cocktail da sbarbati, con cui prima si chiude e meglio è.
Spritz Aperol

Inaspettatamente inseriamo in questa lista anche lo Spritz Aperol, con delle dovute precisazioni.
Qui non si parla più di cocktail da non ordinare quando hai più di 20 anni, ma di cocktail che non puoi più ordinare quando hai più di 40 anni.
Se hai superato una certa età e l’aperitivo con gli amici è ancora un rito, ordinare uno Spritz Aperol potrebbe attirare sguardi spiacevoli. Fegati abituati oramai a partire da negroni o americani, i meno tonici magari da uno spritz campari, o addirittura mezzo aperol e mezzo campari.
Ma lo Spritz Aperol oramai è bullizzato, guardato male, un po’ snobbato. È uno spritz sì, ma troppo leggero, che non va bene per certe compagnie.
Se proprio devi, prova un analcolico: ci sono infatti alcuni drink che rendono molto bene anche analcolici.