Ti sei mai chiesto cosa mangiano gli astronauti mentre girano intorno alla Terra a decine di migliaia di chilometri all’ora? Se stai immaginando pillole color argento, tubetti misteriosi e cubetti dal sapore non identificato, sei rimasto a qualche missione spaziale fa. Oggi nello spazio si mangiano pasta, carne, pesce, verdure, frutta e perfino qualche piatto preparato apposta per ricordare casa. Il problema è che lassù anche aprire una confezione senza ritrovarsi la cena in giro per la cabina richiede un minimo di strategia. In microgravità cambiano il modo di conservare il cibo, la preparazione, i condimenti e persino la percezione dei sapori.
Come si mangia nello spazio senza far volare la cena
La prima regola è semplice: il cibo deve essere sicuro, nutriente, facile da conservare e ancora più facile da mangiare. Sulla Stazione Spaziale Internazionale molti alimenti sono liofilizzati, disidratati o termostabilizzati, mentre altri possono essere consumati praticamente così come sono. Le confezioni sostituiscono piatti e pentole: quelle dei prodotti da reidratare vengono collegate a un sistema che aggiunge acqua, mentre alcuni pasti possono essere riscaldati prima di essere aperti.
In microgravità una briciola non cade sul tavolo. Parte per conto suo. E può finire negli occhi, essere inalata o raggiungere apparecchiature delicate. È uno dei motivi per cui il pane tradizionale non è proprio il migliore amico degli astronauti. Anche sale e pepe cambiano vita: niente nuvolette di granelli svolazzanti, il pepe può essere disperso in un liquido e utilizzato a gocce.
Cosa mangiano gli astronauti: dal mac and cheese alle tortillas
Il punto da chiarire è uno: gli astronauti non vivono di strani intrugli creati in laboratorio. Il sistema alimentare viene progettato per garantire energia e nutrienti adeguati alle esigenze della missione e della singola persona. Il menu comprende centinaia di possibilità e può essere integrato con alcune preferenze personali. Frutta, verdura, fonti proteiche, cereali e altri alimenti continuano quindi a esserci. Cambia soprattutto il modo in cui arrivano nel piatto, o meglio, nella confezione.
Tortillas
Sono probabilmente una delle invenzioni più semplici e geniali del menu spaziale. Le tortillas sono diventate popolari nelle missioni NASA dopo essere state richieste dall’astronauta messicano Rodolfo Neri Vela nel 1985. Il motivo? Producono molte meno briciole del pane e possono contenere facilmente altri ingredienti. Da allora vengono utilizzate per preparare di tutto, dai burrito alle versioni spaziali dei sandwich.
Mac and cheese e piatti da reidratare
Pasta, zuppe e altri alimenti possono essere disidratati prima della partenza e reidratati direttamente in orbita. Eliminare l’acqua permette di ridurre peso e ingombro e di aumentare la durata del prodotto. Quando arriva il momento di mangiare, l’acqua viene rimessa nella confezione e il pasto torna pronto per essere consumato.
Tonno, carne e alimenti termostabilizzati
Alcuni cibi vengono trattati ad alte temperature e sigillati in confezioni progettate per conservarli a lungo. È il principio della termostabilizzazione, utilizzato per diversi piatti pronti, zuppe e alimenti proteici. Sulla ISS, infatti, non esiste il classico frigorifero di casa dedicato alle scorte quotidiane: gran parte del menu deve restare stabile a temperatura ambiente per periodi molto lunghi.
Cocktail di gamberetti
Sembra arrivato direttamente da un matrimonio degli anni Ottanta, invece il cocktail di gamberetti ha una lunga storia nei menu spaziali americani. Gamberetti e condimenti dal sapore deciso funzionano particolarmente bene anche perché in orbita alcuni astronauti percepiscono gli alimenti come meno intensi.
Bevande in polvere
Caffè, tè e altre bevande possono partire sotto forma di polvere all’interno di contenitori sigillati. Una valvola permette di aggiungere l’acqua direttamente nella confezione, che viene poi utilizzata per bere senza liberare liquidi nella cabina. Perché una goccia d’acqua che galleggia è affascinante nei video. Vicino agli strumenti di bordo, decisamente meno.
Alimenti irradiati
Alcuni prodotti possono essere sottoposti a irradiazione per ridurre la presenza di microrganismi e renderli sicuri e stabili più a lungo. È una delle tecniche utilizzate nel sistema alimentare spaziale insieme alla disidratazione e alla termostabilizzazione. Il nome sembra quello di un pranzo uscito da un film di fantascienza.
Frutta, frutta secca e qualche alimento fresco
Non tutto arriva trasformato in polvere. Noci, frutta secca e altri prodotti possono essere confezionati sottovuoto e consumati direttamente, mentre alcuni rifornimenti portano anche alimenti freschi destinati a essere mangiati rapidamente.
Sale, pepe e salse
Il sale e il pepe classici hanno un difetto piuttosto evidente: galleggiano. Per questo i condimenti vengono adattati alla microgravità e le salse diventano particolarmente utili. Quelle piccanti, poi, sono molto apprezzate.
Il bonus food
Mangiare non significa soltanto assumere calorie, soprattutto quando casa si trova qualche centinaio di chilometri più in basso. Gli astronauti possono avere anche alcuni alimenti scelti personalmente, il cosiddetto bonus food. Samantha Cristoforetti, durante la missione Futura, ha mostrato per esempio piatti con quinoa, sgombro, pomodori secchi e crema di porri, oppure riso rosso, piselli e pollo alla curcuma.
Perché nello spazio il cibo può sembrare più insipido
Hai preparato il pasto, lo hai reidratato, fissato. Il problema è che in microgravità i fluidi corporei si spostano verso la parte superiore del corpo e nei primi periodi questo può provocare una sensazione simile alla congestione che abbiamo quando siamo raffreddati. Risultato: olfatto e gusto possono risultare temporaneamente attenuati. Ecco perché salse piccanti e sapori forti possono diventare particolarmente desiderabili.
Questo comunque non significa che ogni astronauta perde il gusto o che qualsiasi alimento diventa improvvisamente cartone: la percezione varia da persona a persona e possono entrare in gioco anche altri fattori.
Mangiare nello spazio è già parte della missione
Alla fine, la cosa più sorprendente del cibo spaziale è quanto poco sia davvero alieno. Gli astronauti continuano a mangiare pasta, carne, pesce, verdure, frutta, snack e dolci. A cambiare sono confezioni, conservazione e preparazione, perché nello spazio ogni grammo conta e ogni briciola può diventare un problema. Il vero ingrediente segreto della cucina spaziale non è nascosto in qualche laboratorio della NASA. È riuscire a trasformare una normale cena terrestre in qualcosa che possa essere aperto, preparato e mangiato mentre tutto intorno a te galleggia.