In tutti questi anni passati a navigare nel meraviglioso, e a tratti maniacale, mondo della cucina ho capito una cosa: ogni utensile ha il suo perché e molto spesso sono proprio i dettagli apparentemente insignificanti a cambiare il risultato. Da qui nasce una domanda che probabilmente nessuno sentiva il bisogno di farsi davanti al proprio cassetto: quante tipologie di frusta da cucina esistono? Più di quanto immaginiate.
Lo so, starete già pensando: “Vabbè, ne compro una e faccio tutto con quella”. Comprensibile. Soprattutto perché, in una cucina di casa, nessuno pretende una batteria di fruste degna di un ristorante stellato. Conoscerne le differenze, però, permette di capire perché una panna monta meglio con una forma e una salsa si lavora con maggiore precisione usando un’altra. Quindi sì, oggi parliamo di fruste. E proverò anche a farvi ricredere.
Frusta balloon o a palloncino

Partiamo da quella che conosciamo praticamente tutti: la frusta balloon, o frusta a palloncino, quella che siamo abituati a considerare la classica frusta da cucina. È composta da fili metallici curvati che partono dal manico formando una struttura ampia, tondeggiante e bombata. Una forma tutt’altro che casuale, perché favorisce l’ingresso dell’aria nel composto aiutando a ottenere volume e leggerezza.
Per cosa si utilizza? È ideale per montare panna e albumi, sbattere le uova, lavorare composti di uova e zucchero e preparare masse che devono risultare soffici e ben aerate. Pensiamo semplicemente alla panna montata o alla massa di un pan di Spagna.
Frusta francese

Accanto alla balloon troviamo la frusta francese, e confonderle al primo sguardo è facilissimo. La struttura è simile, ma la testa è più stretta e allungata, con fili generalmente più compatti e rigidi. Questa forma permette di lavorare con maggiore precisione, soprattutto all’interno di casseruole e recipienti profondi.
Per cosa si utilizza? È ideale per creme, salse, besciamella, crema inglese, emulsioni e pastelle semiliquide, cioè preparazioni in cui interessa soprattutto ottenere una consistenza liscia e uniforme. Se la balloon punta su volume e leggerezza, la francese gioca maggiormente su precisione e controllo.
Frusta piatta

Tra le varie tipologie di frusta troviamo anche la frusta piatta, detta anche frusta da roux, si riconosce subito perché i fili sono disposti quasi sullo stesso piano, formando una struttura molto più schiacciata. Questa geometria permette di aderire bene al fondo della pentola e raggiungere con facilità bordi e angoli, anche nelle casseruole basse o nelle padelle.
Per cosa si utilizza? È ideale per roux, besciamella, salsa Mornay, fondi di arrosto e salse ottenute deglassando il fondo di cottura. Qui lo scopo non è montare, ma amalgamare gli ingredienti evitando grumi e depositi durante la cottura.
Frusta a spirale

Andando avanti con le varie tipologie di frusta troviamo la frusta a spirale, meno conosciuta ma decisamente particolare. È formata da un anello ricoperto da una fitta spirale metallica, posizionato quasi perpendicolarmente rispetto al manico. Le dimensioni ridotte permettono di utilizzarla comodamente anche in pentolini, ciotole piccole e recipienti poco profondi.
Per cosa si utilizza? È indicata per sughi, salse, roux, creme, gelatine e preparazioni a base di uova, soprattutto quando si lavorano piccole quantità. La spirale è utile anche per sciogliere eventuali grumi durante la lavorazione.
Frusta danese

Ecco, da questo momento in poi ci addentriamo sempre di più nel meraviglioso mondo degli utensili che sembrano strani finché non capiamo a cosa servono. La frusta danese è composta generalmente da un lungo manico e da una testa formata da anelli metallici rigidi e concentrici. A differenza delle precedenti, non nasce per montare, ma per attraversare impasti più densi e appiccicosi senza riempirsi immediatamente di composto.
Per cosa si utilizza? È ideale per pane, pizza, focacce e lievitati come brioche, babka e cinnamon roll, soprattutto nella prima fase in cui bisogna amalgamare farina e liquidi. Si presta molto bene anche agli impasti ad alta idratazione e permette di iniziare la lavorazione senza ricorrere subito alle mani o alla planetaria.
Frusta coil

Questa è davvero insolita, lo so, ma a quanto pare è utilizzata più di quanto si possa immaginare. La frusta coil è composta da un unico filo metallico rigido che scende dal manico formando una sorta di spirale conica e compatta. La sua struttura è particolarmente adatta a piccole quantità di composto.
Per cosa si utilizza? È indicata soprattutto per sbattere le uova, lavorare panna e composti liquidi e leggeri. Può essere utile anche per frittate, creme leggere e preparazioni di volume ridotto, dove una frusta molto grande sarebbe decisamente sproporzionata.
Frusta a sfere

Questa è probabilmente la frusta che più assomiglia davvero a… una frusta, viene anche chiamata frusta a gatto a nove code. La frusta a sfere è formata da fili semirigidi e indipendenti che partono dal manico e terminano ciascuno con una piccola sfera metallica. La struttura aperta permette di raggiungere facilmente bordi, angoli e spazi tra ingredienti di consistenze diverse.
Per cosa si utilizza? È ideale per emulsionare salse, vinaigrette e maionese e per amalgamare ingredienti diversi senza puntare a incorporare grandi quantità d’aria. Può tornare utile anche quando bisogna lavorare un intingolo intorno ad altri ingredienti già presenti in pentola.
Frusta con sfera interna

E poi c’è sua sorella, la frusta con sfera interna. A prima vista ricorda una normale frusta a palloncino, ma al suo interno racchiude una piccola sfera metallica libera di muoversi durante la lavorazione. Questo elemento aggiunge movimento alla miscelazione e può aiutare a rendere il composto più uniforme.
Per cosa si utilizza? È indicata per panna, albumi, uova, creme e pastelle, soprattutto quando si cercano preparazioni lisce e ben amalgamate. La presenza della sfera interna può essere utile anche nel contrastare la formazione di piccoli grumi.
Chasen

E infine arriviamo al chasen, che forse conoscete già vista la popolarità del tè matcha degli ultimi anni. Non è una vera e propria frusta da cucina, ma il principio è molto simile: è un tradizionale frustino giapponese realizzato in bambù, con numerose sottili setole ricavate dalla stessa struttura e raccolte in una forma che ricorda quasi un piccolo pennello.
Per cosa si utilizza? Il chasen è pensato per preparare il tè matcha, emulsionando la polvere nell’acqua fino a ottenere una miscela uniforme e la caratteristica schiuma in superficie. Insomma, dopo roux, albumi e impasti lievitati, chiudiamo il giro delle fruste con quella che oggi è probabilmente la più instagrammabile di tutte.
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