Tora Sushi a Roma: ottimo sushi e cucina asiatica in centro

A pochi passi dal Pantheon, Tora Sushi punta su materia prima, signature roll creativi e una cucina asiatica che va oltre il sushi tradizionale.

Tora Sushi a Roma: ottimo sushi e cucina asiatica in centro - immagine di copertina

Dopo quindici giorni in Giappone pensavo che, una volta tornato a Roma, avrei avuto bisogno di una pausa dal sushi. È successo esattamente il contrario, il giorno dopo essere sceso dall’aereo dopo un viaggio di circa quindici ore ero già seduto da Tora Sushi, ristorante nel pieno centro di Roma, a pochi passi dal Pantheon e da Piazza Navona. Non proprio il modo più convenzionale per combattere il jet lag, ma la curiosità di provare questo indirizzo era rimasta in sospeso già da prima della partenza.

Tora Sushi si trova a Corso del Rinascimento 71, in una zona dove aprire un ristorante significa confrontarsi ogni giorno con uno dei flussi turistici più importanti della città. Una posizione indubbiamente privilegiata, ma anche piuttosto insidiosa: da queste parti è facile riempire una sala grazie al passaggio, molto meno costruire un indirizzo capace di attirare anche chi vive a Roma. Tora prova a farlo con una formula esclusivamente à la carte e una proposta che parte dal sushi per poi allargarsi a una cucina asiatica contemporanea, senza limitarsi a nigiri e uramaki.

Il locale segue la stessa impostazione. Gli interni sono moderni, piuttosto scuri, con luci basse e un’atmosfera curata che funziona bene soprattutto a cena. Non ci sono eccessi scenografici né il tentativo di trasformare la sala in una caricatura del Giappone: l’ambiente resta elegante ma informale, coerente con una proposta che vuole posizionarsi qualche gradino sopra il classico sushi restaurant.

Il menu di Tora Sushi

La carta è ampia e la prima cosa da chiarire è che Tora Sushi non punta su formule all you can eat. Si ordina à la carte, scegliendo tra sashimi, nigiri, hosomaki, temaki e uramaki, ai quali si aggiungono gyoza, tempura, noodles, ramen, riso, carne e diversi piatti di pesce.

La cucina si muove soprattutto tra Giappone e Thailandia, ma senza preoccuparsi troppo di rispettare confini rigidi. Nel menu entrano tartufo nero, curry, latte di cocco, papadum, kataifi e salse piccanti. Anche per questo conviene leggerlo più come un ristorante asiatico contemporaneo che come un sushi bar tradizionale.

Tra i piatti caldi spicca il Black Cod Saikyo Yaki, merluzzo nero dell’Alaska marinato con miso bianco e yuzu e cotto al forno su foglie di magnolia. C’è poi il Maguro Tataki, filetto di tonno appena scottato con sesamo bianco e tartufo nero. Preparazioni che raccontano abbastanza bene la direzione della cucina: basi riconoscibili, ingredienti importanti e una certa voglia di spingersi oltre le combinazioni più prevedibili.

I signature di Tora Sushi

La parte più riconoscibile della carta è probabilmente quella dedicata ai signature roll. Qui Tora abbandona quasi completamente la semplicità e lavora invece su contrasti, consistenze e sapori piuttosto decisi.

Il Godfather mette insieme tonno piccante e avocado, crosta di pistacchio, tartare di tonno e salsa piccante. Yume parte invece dal gambero in tempura e aggiunge tartare di salmone allo yuzu e chips di fiore di zucca. Ancora più carichi Vulcano, con salmone piccante, avocado, salmone affumicato, formaggio fresco e julienne di patate fritte, ed Esplosione, preparato con salmone, avocado, gamberi fritti, kataifi, salsa piccante e mandorle.

Sono roll costruiti per avere carattere e non per accompagnare silenziosamente il resto della cena. Il punto forte sta soprattutto nel gioco delle consistenze: morbido, croccante, grasso e piccante finiscono spesso nello stesso boccone. Proprio per questo bisogna anche scegliere con attenzione. Nei roll più equilibrati gli ingredienti rimangono distinguibili e il pesce conserva il proprio spazio; quando topping e salse aumentano, invece, il rischio è che tutto diventi inutilmente carico.

Nigiri e sashimi

Accanto alla parte più creativa, Tora mantiene una selezione abbastanza importante di sushi essenziale. Ed è una sezione della carta che secondo me non andrebbe ignorata, soprattutto se si ordinano già uno o due signature.

Tra i nigiri troviamo salmone, tonno, spigola, calamaro, capasanta, ventresca, ricciola, anguilla e gambero rosso, oltre ad alcune preparazioni aburi. Il sashimi segue una selezione simile ed è disponibile anche in composizione mista.

Qui inevitabilmente cambia il registro della cena. Non ci sono croste di pistacchio, formaggi, kataifi o salse a costruire il boccone e quindi diventano centrali qualità e taglio del pesce, temperatura e rapporto con il riso. È anche il contrappunto giusto alla parte più elaborata del menu: ordinare soltanto signature rischierebbe di restituire un’immagine parziale della cucina di Tora.

Concludiamo

Tora Sushi mi ha convinto. È un locale che punta molto sulla creatività, soprattutto nei signature, ma senza dimenticare la qualità degli ingredienti, che durante la cena si è dimostrata decisamente buona. La cosa interessante è che dietro alle combinazioni più elaborate non c’è soltanto la volontà di stupire: i piatti sono pensati, hanno carattere e riescono quasi sempre a mantenere un buon equilibrio anche quando gli ingredienti in gioco sono parecchi.

L’unico aspetto che può frenare è il prezzo. Anche considerando la posizione, siamo pur sempre nel pieno centro di Roma a pochi passi dal Pantheon, il conto rimane un po’ alto e difficilmente lo sceglierei come posto nel quale tornare con grande frequenza. Questo, però, non cambia il giudizio sulla cucina. Tora Sushi rimane una validissima alternativa per un’occasione speciale, una cena diversa dal solito o semplicemente per quelle serate in cui ci si vuole viziare un po’ senza stare troppo a guardare il conto. Nel complesso siamo usciti molto soddisfatti: buona materia prima, tanta creatività e una proposta con una sua identità precisa. Bravissimi, continuate così.

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