Il Vetera Matera conquista 2 chiavi della guida Michelin

Vetera Matera conquista due Chiavi Michelin a poco più di un anno dall’apertura: nei Sassi, lusso e territorio incontrano la cucina di Eduardo Estatico.

Il Vetera Matera conquista 2 chiavi della guida Michelin - immagine di copertina

A poco più di un anno dall’apertura, Vetera Matera entra nella selezione Michelin direttamente con le due Chiavi, il prestigioso riconoscimento assegnato dalla Guida Michelin agli hotel d’eccellenza (equivalente delle 3 stelle per i ristoranti). Ci siamo stati qualche tempo fa, abbiamo cenato da Artema, il ristorante di Eduardo Estatico, e la notizia ci sembra un ottimo motivo per parlare di un posto che ci è piaciuto parecchio. E, inevitabilmente, di Matera.

Vetera Matera

Ci sono città che si visitano seguendo una mappa e altre che funzionano meglio quando ci si perde. Matera appartiene decisamente alla seconda categoria. Non solo perché i Sassi rendono abbastanza relativo il concetto di strada, ma perché qui le cose interessanti hanno la tendenza a comparire dove non te le aspetti. In una splendida palazzina nei Sassi c’è Casa Ortega, dedicata al pittore spagnolo José Ortega, che a Matera visse negli anni Settanta e lasciò una testimonianza importante del suo lavoro. Poco più avanti si incontrano botteghe in cui la cartapesta diventa scultura, altre dove si lavora la pietra di tufo. Poi una scala, una corte, una grotta, una terrazza e improvvisamente un altro pezzo di città.

Vetera Matera, nel cuore dei Sassi

Vetera Matera

La notizia è recentissima, del 22 settembre: il cinque stelle lusso del Sasso Barisano è entrato per la prima volta nella selezione degli hotel della Guida Michelin conquistando direttamente due Chiavi, riconoscimento che la Guida attribuisce a un “soggiorno eccezionale”. Aperto nell’aprile 2025 dopo otto anni di lavori, è uno dei tre nuovi ingressi italiani del 2026 ad aver debuttato a questo livello.

Un risultato notevole, ma soprattutto una buona scusa per raccontarlo.

Un albergo (diffuso) che era già lì

Vetera Matera

Vetera non è un edificio arrivato nei Sassi: in un certo senso, era già lì. L’albergo diffuso occupa un complesso di ambienti del Rione Vetera stratificati nei secoli. Le 23 camere e suite attraversano piani nobili e spazi ipogei, recuperando murature, volte e pietra originarie.

Ed è probabilmente questo il suo aspetto più riuscito. Il lusso c’è, eccome, ma non cerca di sovrastare il posto. Si infila negli spazi disponibili, segue la pietra, scende sottoterra. Lo stesso accade con la spa, ricavata negli ambienti scavati nella roccia, mentre la terrazza fa esattamente il contrario e riporta lo sguardo fuori, sui Sassi.  È spettacolare? Sì. Ma Matera parte avvantaggiata: da queste parti basta aprire una finestra per mettere seriamente in difficoltà parecchi interior designer.

E poi c’è il ristorante.

La cucina di Eduardo Estatico

Eduardo Estatico

Si chiama Artema, anagramma di Matera, ed è guidato da Eduardo Estatico. La cosa interessante è che Estatico arriva in Basilicata senza fingere di esserci nato. La sua cucina parte dichiaratamente altrove: da Napoli, dalle nonne, dall’infanzia e dalla passione per Eduardo De Filippo. Poi attraversa la Campania, Capri e la Penisola Sorrentina prima di approdare nei Sassi.

Eduardo Estatico

Alle spalle c’è un percorso solido: la formazione ad ALMA, le esperienze alla Peca dei fratelli Portinari, all’Acquerello di Silvio Salmoiraghi e alla Locanda di Bu di Antonio Pisaniello, poi Casa del Nonno 13, Roma, sette stagioni al JKitchen del J.K. Place Capri, il The Britannique di Napoli e il Maxi dell’Hotel Capo La Gala a Vico Equense.

Eduardo Estatico

Insomma, Estatico non arriva a Matera per imparare a cucinare. Arriva per capire che cosa fare della propria cucina una volta arrivato qui. Ed è una differenza non da poco.

Oggi da Artema i percorsi sono due. Basilicata Coast to Coast attraversa la regione mettendo insieme mare, Murgia, Pollino e Dolomiti Lucane: compaiono la triglia con prodotti di Rotonda, Ferrandina e Maratea, il grano arso, lo zafferano di Gorgoglione, l’agnello. Più che infilare prodotti locali nei piatti, Estatico sembra voler usare la Basilicata come una geografia da percorrere.

Eduardo Estatico

Poi c’è In viaggio con Eduardo, ed è forse il percorso che racconta meglio lo chef. Qui Napoli e Matera smettono di essere due punti separati: il pomodoro di Rotonda incontra quello del Vesuvio, il peperone di Senise entra in un risotto che sa anche di cucina di casa, il pane di Matera accompagna una zuppa di pesce. E alla fine Estatico torna senza problemi alle proprie origini con un Cucciolone di pastiera napoletana (per dirne uno).

E poi si torna fuori

Casa Ortega

Casa Ortega

Una cena da Artema ha un vantaggio non trascurabile: quando finisce, sei a Matera. E sarebbe un peccato considerare la città semplicemente come lo spettacolare fondale di un albergo di lusso. Perché Matera continua appena fuori dalla porta.

Forse è proprio questo che ci era piaciuto: il Vetera non dà l’impressione di voler costruire una Matera privata per i propri ospiti. Ti fa stare molto bene dentro, certo, ma continua a ricordarti che la cosa interessante è anche quella che c’è fuori.

Le due Chiavi Michelin arrivano a poco più di un anno dall’apertura e premiano l’albergo. Artema, intanto, continua il suo percorso con Estatico ai fornelli. E se la cucina riuscirà a mantenere questo equilibrio — abbastanza lucana da appartenere al luogo, abbastanza personale da non sembrare costruita a tavolino — sarà interessante vedere dove arriverà.

Noi, nel frattempo, una buona ragione per tornare a Matera ce l’abbiamo.

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