Ogni tanto a cena con gli amici faccio la domanda: “Ma secondo voi non è una truffa far pagare un gin tonic 10€?”. Forse prima è meglio creare un po’ di contesto. Gli amici a cui mi riferisco vanno dai 35 ai 40 anni: diversi di loro hanno fatto qualche corso da sommelier e non perdono occasione per farlo notare, agli altri piace bere facendo comunque vedere che ne sanno quando ordinano.
Uno dei fattori che divide i bambini dagli adulti è il gin tonic, o la versione short che in Veneto prende il nome di ginetto: i bambini ordinano un gin tonic, gli adulti ordinano il gin tonic e specificano il tipo di gin.
A me dà l’impressione che sia solo importante far vedere che conosci i nomi dei gin più che la loro qualità: mare, roku, bombai, sapphire, tanqueray. E l’altra cosa importante è che se chiedi un gin mare e non ce l’hanno, devi sempre mostrarti un po’ scazzato, come se al decimo gin tonic tu sia davvero in grado di distinguere un pregiato distillato dall’acquaragia.
Cos’è questa storia del gin tonic truffa a 10€
Un vero motivo di scazzo per me è invece il prezzo del gin tonic, perché ritengo che in certi casi 10, 12 o 15 euro per un gin tonic siano troppi. Anzi, lo dico, ritengo che in certi casi sia veramente una truffa far pagare un gin tonic 10€.
Ed è per questo che ogni tanto tiro fuori l’argomento a cena.
Mi piacciono i cocktail, soprattutto se fatti bene, ho scritto anche diversi articoli sui migliori cocktail bar che ho visitato – se ti interessano ho parlato di Line ad Atene, Jigger&Pony a Singapore, Bar Us a Bangcok, Hicock a Oslo. Per cui mi va benissimo pagare dai 10€ ai 15€ quando c’è una ricerca, un servizio, una proposta, o addirittura un concept.
Però il prezzo dei gin in supermercato si vede, così come dell’acqua tonica, e non ci vuole molto a fare due conti.
Ma mi sta anche bene che in certi contesti lo stesso gin tonic costi 10€: hai un bel locale, una macchina del ghiaccio che lo fa figo, un certo tipo di accorgimenti, una proposta molto ampia che viene giustamente ammortizzata su tutta la tua offerta.
Ma non dappertutto e non sempre

Quando mi fai un gin tonic in un bicchiere di plastica col ghiaccio scrauso, il gin scrauso e la tonica scrausa, però, la questione cambia.
E non parlo solo delle discoteche, che sono chiaramente l’esempio perfetto di questa cosa. Mi riferisco anche a certi locali che si atteggiano da posti fighetti e invece non hanno idea di quello che fanno, ma ti piazzano comunque la truffa del gin tonic a 10€.
Cosa rispondono i miei amici
Tornando all’inizio della storia, qualche amico è d’accordo sulla truffa del gin tonic a 10€, ma dicono che se un locale abbassasse i prezzi, gli altri bartender andrebbero a bussargli per spiegargli come funziona il mondo.
Altri, i sommelier, mantengono la linea del “per il lavoro che c’è dietro è il prezzo minimo da far pagare” per poi tornare a sniffare sentori di urina di gatto dal loro Sauvignon Blanc. Qualcuno mostra il reel del bartender che dice che con una bottiglia di gin si fanno esattamente 27 gin tonic, e riparte la discussione.
Non so voi, ma se è vero che fare un buon cocktail è una forma d’arte, io preferisco dare i miei 10€ a un artista.